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Salad Days Magazine | December 7, 2021

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JERRY CANTRELL ‘BRIGHTEN’

JERRY CANTRELL ‘BRIGHTEN’
Salad Days

Review Overview

7
7
7

Rating

JERRY CANTRELL
‘Brighten’-CD
(Warner Bros)
7/10


Dopo l’esordio solista con l’opprimente ‘Boggy Depot’ (targato 1998) e i tre volumi di ‘Degradation Trip’ (spalmati in due uscite) ritroviamo il chitarrista degli Alice In Chains in formato “singolo” con il nuovo disco intitolato ‘Brighten’. Sono passati quasi 20 anni dall’ultimo disco a nome Jerry Cantrell, complice la reunion dei suoi AIC con l’ottimo William Duvall (per i più curiosi e amanti della scena grunge, recuperate il debutto dei suoi Comes With The Fall!), e il tempo e gli eventi hanno stemperato il pessimismo cosmico e le atmosfere plumbee di quei lavori. Il Cantrell del 2021 – quasi 2022 – è un artista a tutto tondo che è riuscito a sopravvivere (letteralmente) al fenomeno grunge per approdare nel nuovo millennio con tante cose da dire. ‘Brighten’, come lascia intendere il titolo, è un disco dai toni più leggeri forse a testimoniare una pace interiore finalmente trovata: in questo senso il semi-country rock di ‘Black Hearts And Evil Done’ in salsa grunge (e radiofonica) racconta bene come Jerry sia a suo agio con sonorità più morbide senza aver perso di mordente e men che meno di credibilità. ‘Aton’ e ‘Siren Song’ riprendono con delicatezza le atmosfere più intime degli AIC, svuotandole però di quella sensazione di disperazione che, almeno nell’era Layne Staley, erano all’ordine del giorno. Vastissima, per la cronaca, la lista delle collaborazioni, dallo scontato Duff McKagan ad un curiosissimo Greg Puciato (TDEP) in alcuni cori. Ascoltare a fine 2021 un disco solista di Cantrell porta inevitabilmente alla mente tutta l’epopea grunge che ha accompagnato tanti ascoltatori e tanti lettori di Salad Days, un tuffo nel passato visto che con gli occhi non più da teenager ma di adulti che ribalta, in modo speculare e veritiero, le prospettive. Disco autunnale, sentito, profondo.
(Davide Perletti)

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