As I Lay Dying orari e dettagli dell’unica data italiana

Posted by Salad Days On October - 31 - 2010 ADD COMMENTS

AS I LAY DYING, HEAVEN SHALL BURN, SUICIDE SILENCE: orari e dettagli dell’unica data italiana

Li abbiamo ammirati sul palco del primo giorno di GODS OF METAL 2010. La risposta del pubblico è stata più che positiva, tanto che AS I LAY DYING hanno deciso di tornare in Italia per uno show da headliner che si terrà Venerdì 5 Novembre a Pinarella di Cervia. I nostri eroi del metalcore americano hanno già scelto la band che aprirà il tour autunnale: si tratta di HEAVEN SHALL BURN! Una delle band più potenti della nuova frangia hardcore europea…non mancate: circle pit assicurato!!! A completare il quadro i SUICIDE SILENCE in apertura.

Assolutamente da non perdere:
5 NOVEMBRE 2010
apertura porte ore 21.00
SUICIDE SILENCE ore 21.30
HEAVEN SHALL BURN ore 22.15
AS I LAY DYING ore 23.15
ROCK PLANET
viale Tritone, 77 – Pinerella di Cervia (RA)
ingresso: 20e in prev – 25e in cassa
infoline: 320-9678746

Biglietti disponibili su www.ticketone.it, in tutti i punti collegati oppure direttamente alla cassa del locale la sera del concerto.

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Bane a Vicenza

Posted by Salad Days On October - 31 - 2010 ADD COMMENTS

I BANE RITORNANO A VICENZA DOPO IL CLAMOROSO SUCCESSO DELLO SCORSO ANNO

Freemosh Team in collaborazione con Salad Days Magazine organizza un nuovo concerto alla band di Boston, dopo il clamoroso sold out dello scorso anno al Sabotage Bar. Il quintetto di Boston sarà supportato per l’occasione da Trapped Under Ice, Alpha & Omega e Famished, il tutto si svolgerà presso il Jack Hole Music Club in via Zamenhoff 411 a Vicenza. Un martedì sera impegnativo per tutti gli appassionati di moshpit, hardcore e attitudine positiva!

BANE (www.myspace.com/banecentral)
TRAPPED UNDER ICE (www.myspace.com/underdaice)
ALPHA & OMEGA (www.myspace.com/alphaandomegahc)
FAMISHED (www.myspace.com/famishedhcrules)

Jack Hole Music Club – Via Zamenhoff 411 – Vicenza – Uscita casello Vicenza Est
Door open 20,30 – Start show 21.00

INFOS:
www.myspace.com/freemoshteam
freemosh@gmail.com
www.facebook.com/saladdaysmag

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Moskova fall / winter 2010-11

Posted by Salad Days On October - 28 - 2010 ADD COMMENTS

Moskova Fall Winter 2010.11

Unendo tecnica e stile, Moskova è un underwear brand unico nel suo genere, nato dalle menti di un gruppo di pro surfer e snowboarder, nello sport come nella vita, sempre alla ricerca di prodotti performanti. Lanciato nell’Agosto 2009 dai pro surfer Miky Picon, Patrick Beven, Jeremy Flores e lo snowboarder Mathieu Crepel, per l’autunno inverno 2010.11 Moskova propone una collezione di underwear unica nel suo genere, evoluzione di un taglio classico con materiali e dettagli ricercati, pattern e colori che si abbinano perfettamente con un lifestyle sportivo. L’idea dei fondatori è quella di creare un prodotto che appartenga alle rispettive culture, un unione tra action sport e stile.

www.moskova.com

Reviews update

Posted by Salad Days On October - 27 - 2010 1 COMMENT

SHANG-A-LANG
‘Collection’-CD
(Silver Sprocket/Face Palm)

Per evitare delusioni e gustarvi a pieno un disco come questo, dovreste essere dei tipi che non badano troppo alla qualità di registrazione. Perché ‘Collection’ sembra roba fatta in casa, quasi amatoriale, almeno da un punto di vista squisitamente sonoro. L’album, peraltro, è esattamente come lo presentano titolo e copertina, e cioè una raccolta di pezzi sparsi, precedentemente pubblicati su e.p., antologie, split-cd, demo, qualche inedito, il tutto dal carattere sferzante, dinoccolato, urgente (ventidue canzoni in appena quaranta minuti), che fa della filosofia DIY un vero e proprio stile di vita. In effetti gli Shang-A-Lang, combo rough-punk da Las Cruces (New Mexico), sembrano essere interessati molto più al messaggio da trasmettere che non al mezzo utilizzato, e sfruttano uno stile diretto e immediato anche nei testi, decisamente senza peli sulla lingua (‘Letter To My Critics’ è rappresentativa, in tal senso). Tra qualche momento più interessante (‘Nothin’ I Can Do’, ‘Summertime’, ‘I’m So Free’, quest’ultima cover di Lou Reed) e qualche altro troppo ripetitivo o lo-fi, la raccolta termina la sua corsa in breve tempo, tipico prodotto indirizzato soprattutto ai fan della band.
(Flavio Ignelzi)

CAMP LION
‘La Teoria Di Romero’-CD
(New Model Label)

Il Romero del titolo è proprio quel George Romero lì, il regista di ‘Zombi’, e la teoria citata è la metafora sul consumismo che distingue i suoi lavori cinematografici: i morti viventi che seguono i loro vecchi istinti, e cioè fame di carne e fame di acquisti. I Camp Lion (ex Romero) si presentano con un involucro leggero, come i palloncini in copertina, ma con un titolo denso di significati. Le coordinate sonore della band, però, seguono quello che è l’involucro e si offrono all’ascoltatore attraverso le fattezze commerciali di un emo-rock à la Jimmy Eat World/Fall Out Boy, con qualche sfumatura brit ed il cantato in italiano. Superato il primo impatto eccessivamente becero-pop (che non è proprio dei migliori, bisogna ammetterlo), il quartetto originario della provincia di Trento rivela un apprezzabile piglio rock, certamente caratterizzato da tonalità collegiali e adolescenziali, ma non privo di qualche particolare che lo eleva dalla massa dei gruppi per teenager che infestano Mtv (tipo Lost o Finley). La traccia conclusiva ‘Clever’ ne è l’esempio più limpido, con le traiettorie space-rock che possono rappresentare una possibile (nonché interessante) evoluzione.
(Flavio Ignelzi)

THE JIM JONES REVUE
‘Burning Your House Down’-CD
(Pias Recordings)

Il nuovo capitolo della saga The Jim Jones Revue rende onore alle proprie fonti di ispirazione, che si potrebbero sintetizzare con due semplici paroline: Rolling e Stones; inquadrate in una cazzuta prospettiva moderna, però. La band dell’ex Thee Hypnotics scandaglia tutte le declinazioni più sporche e cattive del rock’n’roll, supportata dalla produzione dinamica dell’esperto Jim Sclavunos (The Cramps, Nick Cave & The Bad Seeds, Grinderman). I meccanismi perversi del blues corrotto, del rockabilly deviato, dello swing depravato vanno a trasformare in oro ogni cosa, aggiornando il tenore degli indispensabili cliché anni cinquanta, elargendo potenza e spietatezza ad un materiale già validissimo in nuce. Tutto è così adrenalinico, sferzante, travolgente che pare quasi casuale la sensazione di imperfezione che aleggia intorno a questi dodici pezzi letteralmente sballati (e veloci, tutto dura poco più di mezz’ora). ‘Burning Your House Down’ è spumeggiante, alcolico, abrasivo, rumoroso, degno erede (illegittimo) di Chuck Berry, Jerry Lee Lewis, Johnny Thunders. Non c’è critica che tenga: queste dodici tracce sono una splendida (e irrinunciabile) lezione di cattivo gusto.
(Flavio Ignelzi)

LEIBEI
‘In Cauda Venenum’-CD
(Self-released)

Che Cristiano Santini (ex lead vocal dei Disciplinatha, già collaboratore e produttore dei C.S.I., tra l’altro) sieda dietro la consolle e si occupi di tutte le manopole, si percepisce fin da subito, non appena di infila ‘In Cauda Venenum’ nel lettore cd. Le LeiBei, tre ragazze bolognesi incazzate nere, qui al loro disco d’esordio, suonano un po’ come delle Hole tricolori, o dei Ministry in gonnella, senza volerle offendere con nessuno dei due accostamenti precedenti. Accompagnate alla batteria dall’ineccepibile Riccardo Brusori (già con i Sideroxylon), le tre giovani ragassuole pestano per tutta la durata del disco (con qualche pausa, come la intima ‘Nessun Momento’), inscenando uno spettacolino degno delle migliori bad-girls (o rrriot-girl) che ha i suoi momenti migliori nelle tracce iniziali (‘Sussurro Di Ali’, ‘La Dottrina Dell’Incoerenza’). Parzialmente riuscito l’esperimento ‘Alle Fronde’, pezzo di chiusura liberamene ispirato alla poesia ‘Alle Fronde Dei Salici’ di Salvatore Quasimodo, che sfrutta stratagemmi poco innovativi (tipo il cantato rappeggiante) per adattare i versi al rock. Un artwork evocativo e una confezione impeccabile completano un esordio che già si assesta su livelli più che discreti.
(Flavio Ignelzi)

Here comes THE HAMMER

Posted by Salad Days On October - 27 - 2010 ADD COMMENTS

SALAD DAYS MAGAZINE ISSUE 5 WILL BE OUT ON SATURDAY 31st OCTOBER

www.saladdaysmag.com
www.facebook.com/saladdaysmag

Enter Shikari, video & nuovo singolo!

Posted by Salad Days On October - 27 - 2010 ADD COMMENTS

ENTER SHIKARI Presentano il nuovo singolo ‘Destabilise’

‘Destabilise’, è il nuovo attesissimo singolo della post-hardcore/dubstep/pop/free-jazz/rock hybrid band, ENTER SHIKARI! Prodotto dagli ENTER SHIKARI e Dan Weller durante l’estate 2010 il pezzo è stato pubblicato il 26 Ottobre in via digitale (in esclusiva iTunes) e verrà pubblicato in versione limitata in vinile il 29 Novembre, in concomitanza dell’imminente e già quasi sold out tour inglese della band di spalla ai 30 Second To Mars.

Questo è il primo brano registrato dalla band dopo aver concluso il contratto con Atlantic/Warners ed essere tornati all’indipendente Ambush Reality. I ragazzi si dicono inoltre al settimo cielo per essere così tornati nella grande famiglia PIAS. Gli ENTER SHIKARI sono già alle prese con le preproduzioni del nuovo disco e dalla fine del 2010 entreranno ufficialmente in studio per registrare il loro terzo album.

www.entershikari.com

ENTER SHIKARI UK SHOWS 2010

NOVEMBER
THURSDAY 25 – BRIGHTON – Centre (with 30 Seconds To Mars)
FRIDAY 26 – CARDIFF – International Arena (with 30 Seconds To Mars) SOLD OUT
SATURDAY 27 – NEWCASTLE – Metro Radio Arena (with 30 Seconds To Mars)
MONDAY 29 – BRIGHTON – Centre (with 30 Seconds To Mars) SOLD OUT
TUESDAY 30 – LONDON – O2 Arena (with 30 Seconds To Mars) SOLD OUT

DECEMBER
WEDNESDAY 1 – BIRMINGHAM – LG Arena (with 30 Seconds To Mars)
FRIDAY 3 – ABERDEEN – AECC (with 30 Seconds To Mars)
SATURDAY 4 – MANCHESTER – Central (with 30 Seconds To Mars) SOLD OUT
SATURDAY 18 – HATFIELD – Herts Uni Forum SOLD OUT

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Miss Chain & the Broken Heels, prime due date in Italia dopo il tour negli States

Dopo le 18 date in 18 giorni lungo tutta la West Coast americana, che li ha portati da San Francisco a Portland, su fino a Seattle e poi giù fino a Mexicali (Mexico!!), tornano a suonare in Italia MISS CHAIN & THE BROKEN HEELS, per due date sole questo week-end!

Sabato 30 al TAUN di Fidenza (PR) con Kurt Baker e Radio Days
Domenica 31 per l’halloween party del Titty Twister di Villadossola (VB)

Jangly-pop, sunshine melodies, balli, scherzetti, ma soprattutto dolcetti…!!
Sarà anche l’occasione di far proprio ‘On A Bittersweet Ride’, l’album uscito sulla storica etichetta Screaming Apple, e recentemente stampato anche in cassetta dalla Losangelina Burger Records! La band si imbarcherà poi in un tour scandinavo (in Norvegia e Svezia), per poi (più in là) atterrare sulle più calde lande spagnole qui il nuovo videoclip per ‘Rollercoaster’ .

www.myspace.com/misschainandthebrokenheels

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Calle Marconi miniramp

Posted by Salad Days On October - 26 - 2010 ADD COMMENTS

I nostri cowboys in azione!

Molti di voi sanno che nei pressi di Soncino si trova la rampa “muccata” del Vezzo (in arte Federico Vezzoli) che ormai da tempo segue e collabora alla grande con noi, gasando fotosession, serate e bbq in stile Callemarconi Family e ospitandoci per girare in totale relax alla sua mini dove gli occhi attenti del padrone di casa, James, sono puntati sui riders per giudicare i tricks! Ecco l’editing di una delle ultime session della stagione prima dell’arrivo del freddo e umido inverno soncinese!

Calle Marconi è di Civera Alessandro
via Marconi 7, 24050
Ghisalba – BG

Distributore esclusivo per l’Italia di:
www.federalbikes.com
www.stereobikes.com
www.orchidfootwear.com
www.demolitionparts.com
www.volumebikes.com
www.resistparts.com

Per qualsiasi informazione:
+39 328 8747 506
info@callemarconi.com

The Morlocks interview

Posted by Salad Days On October - 25 - 2010 ADD COMMENTS

THE MORLOCKS INTERVIEW

Inutile stare qui a cercare di spiegarvi chi e cosa sono i Morlocks, inutile anche tentare di farci 4 chiacchere assieme visto il livello di sobrietà, ma chissenestrafotte, questo è il rock’n'roll e va come va…anzi meglio questo è garage rock’n'roll…

SD: Chi sono i Morlocks e come ha preso piede questo progetto?

LK: Io mi chiamo Leighton Koizumi canto e sono uno dei membri originali dei Morlocks. Poi abbiamo Bobby Bones alla chitarra…Lenny Pop anche lui alla chitarra e seconda voce, Nic Jodoin al basso e il nuovo membro Marky Arnold alla batteria, lui è il ragazzo più sensibile di tutti…

SD: Si l’ho conosciuto prima

LK: L’hai conosciuto?? E’ troppo figo!!

SD: Com’è tornare dal mondo dei morti? Ti consideri uno zombie o una specie di Lazzaro?

LK: Mi considero come un Lazzaro bellissimo, energetico e pieno di vita…
M: E’ una specie di Gesù sexy
LK: No Gesù no…Lui è ebreo…non crede a Gesù..
M: Si sono ebreo, f*** Jesus

SD: Com’è uscita la voce della tua morte? Sai chi l’ha messa in giro e perchè?

LK: Tutto è iniziato perchè ero sparito per un lungo periodo di tempo…mi trovavo in carcere in realtà e nessuno ha più avuto mie notizie per un po’ di tempo…Non so chi sia stato a spargere in giro la voce della mia presunta morte ma è stato divertente alla fine.

SD: Ora una domanda magari un po’ particolare, ma visto che siamo in argomento, che canzone vorresti che fosse suonata al tuo funerale?

LK: E’ facile…Sicuramente ‘You Can’t Always Get What You Want’ dei Rolling Stones. Che ne pensate??
M: Io sarò a casa mia a guardare la tv al tuo funerale…
LK: Oppure che ne dite di una cosa del tipo ‘Get Your Booty On The Dancefloor’, Dai siate seri…stiamo parlando della mia morte!

SD: Cosa ne pensate del classico trio “sex drugs rock n roll”?

M: Che c’è di meglio? E’ un classico come ‘Blowin In The Wind’…ma meglio non parlare di droghe…

SD: Com’è cambiata la tua vita grazie alla musica?

LK: Forse sono più povero? Finanzialmente parlando…se fossi un giocatore di baseball sarei decisamente più ricco, ma la musica è quello che faccio meglio e quindi è diventata la mia strada. Ho provato a smettere e cambiare vita, ma non ce l’ho fatta…è come se fosse radicato in me. Sono come un uccello che ha bisogno di volare…se lo metti in una gabbia il suo bisogno non cambierà..
M: Molto poetico…
LK: State tranquilli è la mia intervista
M: Non possiamo parlare?

SD: Si si parlate pure ci mancherebbe!

M: Hey sono io il boss!

SD: Com’è il vostro rapporto con i fans?

LK: Cerco di avere il maggior contatto possibile con le fans femminili! Ne approfitto…lascio che siano loro a venire a me…spero ci sia un buon rapporto in generale…cerco comunque di essere accessibile…siamo persone anche noi, e anzi spesso siamo persone con più problemi del normale…
M: Siamo in cerca di aiuto

SD: Qual è la canzone famosa che preferite coverizzare live?

M: ‘Teenage Head’!

SD: Cosa vorresti che succedesse in un ipotetico perfetto live?

LK: Hai presente il film ‘Profumo’? Nel momento dell’esecuzione tutti sono come ipnotizzati e uno inizia a dire “è un angelo” e li inizia un’orgia…beh ecco se succedesse una cosa simile sarebbe una bomba!

SD: Progetti per il futuro?

M: Solo Morlocks

SD: L’ultimo album di cui ti sei innamorato?

LK: L’ultimo dei Portishead…

SD: Grazie,buon concerto!

(Txt & Pics Martina Lavarda)

The Morlocks I Myspace

Arrivano i PUBLIC ENEMY, tutti i dettagli dell’unica attesissima data bolognese!!

PUBLIC ENEMY hanno scritto le pagine più importanti dell’hip hop americano della East Coast e dal 1982 non si sono mai fermati. Tramite i loro testi fortemente politicizzati e la loro attitudine stradaiola, PUBLIC ENEMY sono considerati dei veri e propri portavoce della comunità afroamericana. Brani come ‘Don’t Believe The Hype’, ‘Fight The Power’ e ‘Bring The Noise’ rappresentano tuttoggi dei veri e propri must. Nello specifico, è stata rieseguita nel 1991 con gli Anthrax, continuando la tradizione aperta da Aerosmith e Run DMC e contribuendo all’incontro fra rap e heavy metal successivamente denominato crossover. PUBLIC ENEMY tornano on the road per i nuovi e vecchi fan, sarà un tour europeo la cui unica data italiana è prevista a Bologna nel mese di novembre. Assolutamente da non perdere:

4 NOVEMBRE 2010
apertura porte ore 21.00
inizio show ore 22.30
PUBLIC ENEMY
ESTRAGON
via Stalingrado, 83 – Bologna (Parco Nord)
ingresso: 25e – infoline: 320-9678746

Biglietti in vendita su www.ticketone.it, in tutti i punti collegati oppure direttamente alla cassa del locale la sera del concerto.

COME ARRIVARE:
In Auto:
Uscita tangenziale n°7 BIS, direzione FERRARA, dopo pochi metri dall’uscita, sulla destra trovi l’ingresso del PARCO NORD. (Estragon si vede già dalla Tangenziale!) ATTENZIONE! In auto non si entra più al Parco Nord dall’ingresso di servizio di Via Michelino (uscita 8, zona Medusa-Comet) ma solo da Via Stalingrado!
In Treno e Autobus:
1) Prendere la linea n°25 fino alla fermata Parco Nord e proseguire all’interno del Parco fino all’Estragon (a piedi 500 mt. circa)
2) Prendere la linea 68 ed arrivate fino al capolinea al CAMPING CITTA’ di BOLOGNA, da lì si entra (solo a piedi) dall’ingresso di servizio del Parco Nord (a piedi 300 mt. circa).

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Halloween Night Party @ VOX

EmilyTheStrange, Duffs e SkullCandy sono orgogliosi di presentare l’HALLOWEEN night party del VOX di Modena. Modena, 26 Ottobre 2010 – Se dopo tre giorni di Skipass, neve, board sport e shopping avete ancora le forze, venite alla festa più infiammata della zona: un doppio party riscaldato da SELECTA + KEYNOISE, un mix diabolico di hiphop ed electro. Special guest della serata DJ FEDE, che presenterà in esclusiva il suo nuovo album ‘Original
Underground Flavour
‘, accompagnato da Tyrelli, Tommysmoka e KC.

Il VoxClub è a Nonantola (Modena) in Viale Vittorio Veneto 13.
Apertura locale ore 23.00

About Emily The Strange
Creata dall’eclettico artista Rob Reger e dalla sua organizzazione Cosmic Debris nel 1993, Emily The Strange è immediatamente diventata un’icona conosciuta a livello mondiale per i valori che porta dentro di sé: esalta
sani principi di individualismo e di anticonformismo, incoraggia l’emancipazione dei propri ideali e grida al mondo “do it yourself!”. Emily The Strange propone una linea d’abbigliamento e di accessori strettamente ispirati al mondo della musica rock e punk, allo skateboard e ai fumetti: la sua figura diviene quindi, nell’immaginario collettivo, paladina e portavoce di tutti coloro che vogliono pensarla diversamente.

About Duffs
Per i più giovani sembrerà una novità o un caso eclatante di omonimia con la birra più famosa di Springfield, ma per chi già negli anni ‘90 calcava la carta vetrata, si tratta del ritorno di un marchio che ha fatto la storia dello skateboarding. Fondata nella prima metà degli anni ‘90 ad opera di Steve Rocco e Rodney Mullen, Duffs era parte integrante
dell’impero Rocco di cui facevano parte anche le board company Blind, PlanB, 101 Skateboards, World
Industries
e la rivista BigBrother. Con Mullen al design e sviluppo delle scarpe, Rocco al timone ed una comunicazione non troppo politically correct, Duffs ha spaccato e non poco negli anni 90, sia in usa che in Europa, distribuita qui da noi all’epoca da Totally. Alla fine degli anni ‘90 con il ritiro di Rocco dallo skateboard-busines ed in concomitanza con l’arrivo di DC shoes sul mercato, la company è stata ceduta ad un gruppo canadese che ha lentamente fatto sparire il marchio dalla scena skate internazionale. Fino a quando un paio di anni fa, il brand è stato riacquisito Jackal Distribution, storico distributore Duffs, che ha deciso di ridargli vita recuperando lo spirito ed i designer che l’avevano resa celebre negli anni 90. Dal 2009 è distribuito in Italia da MayDayDist.

About SkullCandy
Skulcandy è una società statunitense, fondata da Rick Alden nel 2003 a Park City, nello Utah, specializzata nel settore della tecnologia e dei prodotti audio. Skullcandy produce e distribuisce cuffie, auricolari ed
accessori dal design di tendenza e dalle performance eccezionali. I prodotti Skullcandy sono freschi, colorati, innovativi e particolarmente solidi, ideali da usare durante la pratica di tutti i tipi di sport. Distribuito in Italia da WOOD MORNING.

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The Di Maggio Connection interview

Posted by Salad Days On October - 24 - 2010 ADD COMMENTS

THE DI MAGGIO CONNECTION INTERVIEW

Spesso in Italia si parla di prodotti d’eccellenza, che fanno il nostro vanto all’estero, ci danno lustro, è il caso di Marco Di Maggio, funambolico chitarrista, leader dei D.M.C., formidabile trio dove suona la chitarra e canta, che animato dal sacro fuoco del rock’n’roll, ha trovato maggiori soddisfazioni fuori dai patri confini, collaborando con alcuni mostri sacri che con le loro note hanno contribuito a forgiare classici; dal rock al country, dallo swing per al rockabilly. Marco è un personaggio schietto, verace , uno che non si vanta e non si lamenta, che ha saputo dimostrare con i fatti come si riesce ancora a vivere di musica di qualità nel nostro paese.

SD: Dimmi un po’ Marco come hai iniziato a suonare la chitarra, sei andato a scuola o autodidatta?

DM: Bella storia anche un po’ lunga, ho iniziato molto presto, per un caso, per una chitarra regalata a mio fratello, io che avevo sei anni mi sono messo a piangere che la volevo anch’io e l’hanno data a me, da lì ho incominciato a fare due accordi. Ho preso delle lezioni di chitarra classica a otto anni, ma dopo due mesi mi ero già stancato, è comunque servito come approccio iniziale anche se già facevo qualcosa. Il vero inizio risale quando a undici ..tredici anni ho fatto la band con mio fratello suonando pezzi di Elvis e di altri facendomi già le ossa dal vivo, perché andavamo a suonare con i ballerini di rock’n’roll, andavamo anche a suonare fuori regione facendo dei pezzi importanti.

SD: Quindi tu a tredici anni avevi già le idee ben chiare su quale genere ti piacesse e avresti sviluppato?

DM: In linea di massima si, ho suonato tante cose, ho ascoltato tante cose, ma tutto quello che mi piace ha sempre quella matrice swing, country, blues,rock’n roll, quella è la mia impronta.

SD: Quando hai iniziato a cantare?

DM: Praticamente subito, insieme alla chitarra, ho fatto anche vari concorsi a otto a nove anni di voci nuove, che poi mi sono serviti sul palco a rompere il ghiaccio.

SD: Autodidatta nel tuo percorso musicale?

DM: Si al 99% sono autodidatta, c’è stato nel rockabilly un personaggio abbastanza di nicchia ma noto negli ambienti fiorentini, che è un chitarrista Luigi Fiumicelli che mi diede dei consigli sul fingerpicking e mio fratello andava a scuola da Giovanni Utterberger che era un guru della chitarra fingerstyle, cugina della chitarra rockabilly, qualche dritta qua e là senza andare a lezione che però mi ha fatto comodo per il mio stile.

SD: Riesci a sostenerti vivendo di musica?

DM: Già sono più di quindici anni che vivo di musica, c’è un aneddoto abbastanza particolare nelle mia carriera, io ho smesso di suonare dai quattordici ai ventidue anni, perché non avevo più voglia di suonare e stare su di un palco. Suonavo a casa sviluppavo la tecnica, ma se penso che devo studiare allora non imparo nulla, se suono seguendo un disco che mi piace allora imparo, ma non ho la pazienza didattica. Ho mantenuto la mia conoscenza sullo strumento, anzi l’ ho consolidata, avrò fatto un live, ma sai, se non suoni dal vivo progredisci poco un 20%, poi dal 1990 in poi ho ripreso a suonare dal vivo perché mi era tornata la voglia di suonare.

SD: Hai fatto parecchie collaborazioni importanti all’estero, anche con personaggi che hanno un passato illustre, come è stato il tuo approccio da italiano con questi professionisti?

DM: E’ stata una cosa emozionante quella di pensare di suonare con i tuoi idoli, tipo il batterista di Elvis Presley o quello dei Dire Straits, ho notato soprattutto l’umiltà di questi personaggi, all’ epoca io ero un perfetto sconosciuto, conosciuto un po’ qua in Italia, prendi Terry Williams, il batterista dei Dire Straits, ha accettato di suonare con me, di suonare il mio repertorio, consapevole di guadagnare di meno e questo lo fa per passione, me lo ha dimostrato dopo accettando di fare il secondo tour in Italia organizzato da me.

SD: Come sei entrato in contatto con lui, lo hai cercato dicendogli…ciao sono Marco Di Maggio e mi piacerebbe suonare con te?

DM: No, me lo hanno proposto loro, perché c’erano in tour i Man gruppo psichedelico inglese, facevano anche un repertorio rock’n’roll, loro grande passione, ci hanno sentito suonare al Velvet Underground a Castiglion Fiorentino e da li nacque questa idea di fare un gruppo misto anglo italiano, chiamarono me e il bassista, ora negli Hormonauts, che si chiama Franco Battaglia, siamo andati a suonare in Inghilterra insieme, la tournee ebbe un buon successo, fu il nostro primo tour inglese, poi tornammo in Italia, il gruppo si chiamava Italian Love Gods, suonammo quindici date in diciotto giorni, poi il progetto fu mollato perché ognuno aveva altri impegni, però fu un bel periodo; mai uno screzio, ogni tanto ci risentiamo, tre anni fa abbiamo suonato insieme in Inghilterra, ora Terry Williams ha deciso di smettere purtroppo di suonare dal vivo per problemi personali. Questo è stato il mio approccio, poi negli Stati Uniti ho lavorato con il batterista di Elvis e con il bassista di Johnny Cash, Dave Roe, giusto per raccontarti un episodio: ero al mio secondo tour americano ed ero accompagnato da un musicisti locali, il mio bassista era in ritardo e io trovai da sostituirlo, poi il giorno dopo lo vedo arrivare ed era appunto Dave Roe, gli dissi che lo avevo rimpiazzato, lui mi disse che non c’era problema ma che aveva imparato tutto il mio repertorio e anche le doppie voci, giusto per farti capire il personaggio a quel punto dissi all’altro bassista che avevo risolto il problema, poi l’anno dopo è tornato a trovarmi mentre suonavo un day off a Nashville e nella mezzora finale a sorpresa salì sul palco con me.

SD: Ho notato che hai fatto moltissime collaborazioni all’estero, ma qua in Italia escludendo quella famosa con Greg non è che ne vanti molte, come và con l’ambiente italiano?

DM: A me piace collaborare, ma difficilmente ho trovato delle proposte che mi allettassero musicalmente e visto che sono un personaggio “di stomaco” come si dice non riesco a fare una cosa che non mi piace totalmente, in Italia gli unici che si possono avvicinare ad un compromesso fra il vecchio e il nuovo sono gli Hormonauts, per quello che riguarda il mercato italiano è molto diviso fra un settore dilettantistico di gruppi rockabilly che suonano ogni tanto e poi le uniche tre band professionistiche in Italia che fanno r’n’r’ siamo noi, gli Hormonauts e i Goodfellas. Con loro avevamo pensato ad una collaborazione che per ora non c’è stata per questioni di tempo, con gli Hormonauts mi avevano chiesto di entrare nella band, ma per me poteva essere solo un soluzione temporanea tipo featuring Marco Di Maggio.

SD: Fuori dall’ambiente rockabilly, da parte dell’ambiente della musica leggera non ti sono mai state fatte proposte?

DM: Sono arrivate, preferisco non fare nomi, mi sono arrivate a fine anni novanta in un periodo che forse avevo più bisogno di soldi di adesso, questo personaggio che suona pop mi chiese di suonare la chitarra nella sua band, ma quello che faceva non mi piaceva, mi sono anche messo in discussione facendo delle prove, non mi è piaciuto per niente e gli ho trovato una scusa che andavo in tour negli Stati Uniti. A me piacerebbe fare altre cose, ho in mente un progetto che coinvolge un’orchestra vera con archi e fiati, non mi sono dato una scadenza precisa…magari un paio d’anni e per questa collaborazione sono in contatto con un paio di gruppi italiani.

SD: Vedo che avete una line-up parecchio stabile, ti trovi bene con Matteo e Marco?

DM: Si, sono tredici anni con Matteo (basso) e dieci con Marco (batteria), infatti se ne vedono i frutti, siamo un po’ anarchici, perché siamo fra quei pochi gruppi che non fanno le prove, ci piace suonare lunghi soundcheck, perché hai i suoni del concerto.

SD: Il tuo altro gruppo è quello che ti vede coinvolto con tuo fratello i Di Maggio Bros?

DM: Certo, è un progetto non secondario, semplicemente diverso, fra l’altro è il progetto che mi ha portato negli Stati Uniti, anche grazie alla sua voce, mio fratello canta e suona la chitarra acustica principale, con questo gruppo mi sfogo suonando surf, garage e rock con un suono molto più cattivo.

SD: Chi erano i tuoi chitarristi di riferimento?

DM: La prima rock band i Led Zeppelin, il mio background è Robert Plant e Jimmi Page, i chitarristi che mi hanno di più influenzato sono stati Scotty Moore, chitarrista di Elvis e Chet Atkins, anche Les Paul per l’effettistica che adopero, ma ora come ora se penso al mio preferito è Chet Atkins, perché qualsiasi cosa abbia fatto, ha sempre dimostrato di avere un tocco in più degli altri, di quelli moderni mi piace Tommy Emmanuel, un mostro, un genio.

SD: Qual è stato il tuo disco che ha avuto maggior successo?

DM: Il primo lp dei Di Maggio Bros, anche se non ho visto soldi, ma so che ha venduto sulle dodicimila copie: tremila in Italia e il resto all’estero.

SD: Come è il movimento rockabilly qua da noi, soffre come per gli altri generi di nicchia?

DM: Noi lavoriamo di più all’estero, ma da un anno e mezzo abbiamo puntato sull’Italia, la cultura (musicale) si è un po’ allargata, anche se è logico che i grossi investimenti vanno ancora in un’ altra direzione, abbiamo fatto ascoltare il nostro disco all’Universal, la quale ci ha risposto che è un bel disco ma non si vende, io gli dissi a Sanremo mandate gruppi che vendono mille copie, noi magari a diecimila ci arriviamo, quindi c’è anche un errore di valutazione da parte di chi si occupa degli investimenti, contenti loro, noi i dischi c’è li vendiamo per conto nostro, però mi fa incazzare a pensare che c’è gente incompetente e con i paraocchi (parole sante fratello, NDR), la nicchia comunque non è più nicchia è grande.

SD: Spetterebbe a loro allargarla la nicchia, come sappiamo i gusti sono influenzati da quello che viene proposto dalla radio e dalla televisione.

DM: Certo se paghi partecipi, altrimenti no, all’estero per farti un esempio c’è ancora qualche talent scout, all’estero una chance ti viene sempre data, a noi passano i pezzi in B.B.C. alla radio inglese, anche delle radio americane passano i nostri pezzi…e in Rai c’è stato detto: non possiamo passare i vostri pezzi perché non c’è nessuno che paga…questo è scandaloso secondo me. Per concludere quando parlo con degli amici di vecchia data mi domandano ma quando è che fate successo, io gli rispondo che successo come lo intendete voi di andare a Sanremo…MAI, per quanto riguarda il successo personale siamo molto contenti: siamo andati al MOUNTREAX JAZZ FESTIVAL senza agganci, abbiamo suonato in venti paesi, naturalmente se arriva qualche riconoscimento o soldo in più siamo contenti, noi stessi vediamo il bicchiere mezzo pieno dal punto di vista artistico e mezzo vuoto dal punto di vista generale…e questo ci dà lo stimolo, ci sprona ad andare avanti e cercare di migliorarci sempre anche dopo tutto questo tempo che suoniamo.

(Txt by X-Man)

The Di Maggio Connection I Myspace
www.marcodimaggio.com

Your Demise new video

Posted by Salad Days On October - 22 - 2010 ADD COMMENTS

YOUR DEMISE: IL VIDEOCLIP DI ‘MILES AWAY’

Filmato nel celebre club londinese The Old Blue Last, il videoclip di ‘Miles Away’ primo singolo estratto da ‘The Kids We Used To Be…’ è finalmente ultimato e visibile. Un video che descrive perfettamente il DNA degli Your Demise, ossia l’ essere devoti alla parte live, con il solito carico di riff, cori ed energia! Il clip è stato diretto da Stuart Birchall (già al lavoro con la band in occasione di ‘Burnt Tongues‘) e prodotto da You Know, noto per le sue collaborazioni con Architects, Lower Than Atlantis e Qemists. Gli Your Demise saranno in Italia in occasione del Never Say Die Tour per un unico imperdibile show il 16 novembre all’ Estragon di Bologna. Il nuovo disco della band ‘The Kids We Used To Be…’ è licenziato da Visible Noise (Europa), Rise Records (US) e Doom Patrol (Giappone)


YOUR DEMISE – Miles Away

YOUR DEMISE | Myspace Music Videos

www.myspace.com/visiblenoiserocks

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Reviews update

Posted by Salad Days On October - 22 - 2010 ADD COMMENTS

WEEZER
‘Hurley’-CD
(Epitaph)

La goliardia nerd dei Weezer questa volta inizia a punzecchiare fin dalla copertina, priva di un titolo “colorato”, ma con il primissimo piano del faccione ingombrante e rassicurante dell’attore Jorge Garcia, l’Hugo “Hurley” Reyes del titolo (personaggio della serie televisiva Lost, per chi non lo sapesse). Il primo disco sotto Epitaph, dopo la calante esperienza Geffen, non riserva sorprese particolari. Ne ho letto di cotte e di crude su questo disco e, devo ammettere, che c’hanno tutti un po’ ragione. La band guidata da Rivers Cuomo si è ammosciata col passare degli anni, perdendo quella che è la caratteristica più importante nel loro sound: la freschezza. L’attitudine è sempre adolescenziale, i toni sono sempre demenziali, le atmosfere sono sempre da college statunitense, ma l’ispirazione viaggia basso, praticamente rasoterra. Un ottimo modo per far tornare a parlare di “pop” in senso dispregiativo, sembrerebbe, con ben poco “power” e tanta stucchevolezza. Persino la cover di ‘Viva La Vida’ dei Coldplay sembra un favore personale per riabilitare la band britannica agli occhi di tutti. Il precedente ‘Raditude’ è di dieci mesi fa; cari Weezer, ma prendersi un po’ più di tempo per riordinare le idee?
(Flavio Ignelzi)

ALTER BRIDGE
‘AB III’-CD
(Roadrunner)

Che gli Alter Bridge siano sempre stati considerati come dei Creed sotto falso nome, è cosa ormai risaputa. Nonostante Myles Kennedy (ex Mayfield Four), che pure ci ha messo faccia e corde vocali, il peso specifico di Mark Tremonti e compagni (tutti ex Creed) era dominante soprattutto a livello di songwriting. Questo terzo parto fantasiosamente intitolato ‘AB III’ ne è la controprova, se vogliamo, proprio ora che si è fatto un passo in avanti verso il superamento di certi schemi conosciuti. Tutto è amplificato al massimo: le chitarre accendono i razzi e vengono sparate in orbita da arrangiamenti solenni, modern-metal per antonomasia, con una sezione ritmica potente e frastornante che non lascia scampo. Le melodie così acquistano ancor più forza di quanto non ne abbiano sul pentagramma. Il singolo ‘Isolation’ ne è l’emblema: dirompente, epico, melodico. Si è sempre dalle parti del nu-grunge, anche se si percepisce che è solo un punto di partenza e nulla più. Forse lo si percepisce maggiormente in zona ballate (‘Wonderful Life’, ‘Life Must Go On’) che pur resistono in repertorio, ma la strada intrapresa dal quartetto statunitense sembra intenzionato a superare tutti i confini stilistici del passato. Stremo a vedere.
(Flavio Ignelzi)

FAKE PROBLEMS
‘Real Ghosts Caught On Tape’-CD
(Side One Dummy/Rude)

Se c’è una cosa certa, è che con questi Fake Problems ci si potrebbe sbizzarrire con le etichette: alt-country, indie-rock, folk-pop, punk. Per la verità non c’entra niente, il punk, soprattutto a causa delle chitarre pulite che trasmettono bei sentimenti e tempi andati, come la foto di copertina che sprigiona colori saturi e sensazioni anni settanta. E ci si potrebbe sbizzarrire anche con i possibili paragoni: Bruce Springsteen (col quale sono stati in tour), Two Gallants, Super Furry Animals, per poi accorgersi di aver detto un sacco di stronzate. Giunti con ‘Real Ghosts Caught On Tape’ alla loro terza prova, accolta da tutta la stampa d’oltreoceano come la più importante da loro realizzata, i quattro floridiani dimostrano di saper cogliere il necessario del rock’n’roll (tralasciando il superfluo) e di saper arrivare a segno senza problemi. Ad ascoltare l’album, a dir la verità, non si riesce bene a capire il perché: scintillante scrittura minimal, tutto già visto e già sentito ma ugualmente ineccepibile. La principale virtù del disco è la capacità di sembrare sensibile senza essere anche lezioso. Lungi da me il voler fare raffronti, ma un sacco di personaggi avrebbero da imparare dai Fake Problems.
(Flavio Ignelzi)

ADAI
‘Felo De Se’-CD
(Cavity Records)

Sarebbe, forse, ingeneroso affermare che senza la presenza di Kurt Ballou (chitarrista dei Converge) dietro al mixer e di Matt Talbott (cantante/chitarrista degli Hum) in cabina di regia un e.p. come questo ‘Felo De Se’ non avrebbe goduto delle stesse attenzioni da parte di stampa e pubblico. Gli Adai, duo di picchiatori folli da Denver (Colorado), sembrano dei Bud Spencer Blues Explosion applicati allo sludge, e la cosa non può che farci piacere. In particolare Devin riesce, grazie al suo apparato di effetti e marchingegni, ad alzare un muro di chitarre che sembra opera di tre o quattro persone. Insieme a Justin, che disintegra letteralmente i suoi tamburi, perviene ad un massacro sonoro degno di una band al gran completo. E non si tratta di overdub e registrazioni multiple. Provate ad assistere ad una loro performance live e ve ne renderete conto. Le cinque tracce del mini, in appena venti minuti di durata totali, lasciano una scia densa e scura come catrame, con uno stile che può ricordare quello di Deftones o The Sleeping, ma ancor più ostico e abrasivo. Gli Adai sono appena agli inizi, ma già adesso rappresentano una voce fuori dal coro che merita di essere ascoltata.
(Flavio Ignelzi)

Volcom’s 2010 VQS Butterfish Surf Series – Oxnard, California!

With over the top antics, fun rippable waves, and crazy children running beach, it could only mean one thing – that’s right, it’s time for the Butterfish Surf Series to kick off again. 3-5 foot peaks gracing the shores of Mandalay in Oxnard, combined with a fierce field of 130 competitors, made for a great day of Totally Crustaceous Surf Tour action!

The Squids division has become favorite amongst the little guys and the especially the spectators watching. These kids are always having the most fun in and out of the water. Claiming the victory in the Squids was mini charger Tommy McKeonuy as he managed to drop into a bomb from the outside peak and wrack up some huge scores. The Groms final was another exciting heat with a mix of competitive little dudes. 10-year-old Eithan Osborne was on a tear and found himself in solid second place at the end of the day. Winning the Groms division was Andy Hirata, he earned himself a sweet BMX bike, a heap of goodies and 1000 points for his efforts. The Girls final saw VQS standout Demi Boelsterli take first in style. The Juniors final was a tight one for the $250 Muscle Milk award on the line. Taylor Curran and Sam Regan battled for the victory until the end with Sam just edging out Taylor for first. In the Pro-Am final, Kellen Ellison had the $500 in sight with only a minutes left in the heat, but Matt McCabe’s 9.0 ride in the closing moments would reward him with 1st place, a grip of goodies and $500.00 cash!

“I walked out of the water and the rest of the Pro-Am finalists were flipping me off and smiling, so I kind of figured I had swept the final!” says Matt McCabe after his 9.0 ride that earned him the top spot and $500.

Although the sun never broke through, the overcast skies kept the conditions calm which kept the surf fun all day. Squids competitors Kai Page (left) and Liam Osborne (right) charging at Oxnard Beach Park. This is Sam Regan‘s second victory in row in the Juniors division which solidifies him a spot in the 2011 VQS Champs.

RESULTS:
PRO-AM
1. Matt McCabe $500.00
2. Kellen Ellison
3. Adam Virs
4. Adam Lambert
5. Robert Curtis
6. Yves Bright

JUNIORS
1. Sam Regan- $250.00 Muscle Milk
2. Taylor Curran
3. Logan Rauhut
4. Mason Reepmaker
5. Will Laidlow
6. Ryan Croteau

GROM
1. Andy Hirata
2. Eithan Osborne
3. Kei Kobiyeshi
4. Mathew Awbry
5. Dryden Brown
6. Kane Page

SQUIDS
1. Tommy McKeonuy
2. Ryder Alves
3. Sam Reichel
4. Dane Bright
5. Liam Osborne
6. Ethan Rutz

GIRLS
1. Demi Boelsterli
2. Frankie Harrer
3. Meah Collins
4. Billie Malkin
5. Victoria Burke
6. Shelby Sharp

Electric Volt Thrower
1. Antion Allan – $50.00

Detroit Soul Pirahnahead martedì 2 novembre

Posted by Salad Days On October - 22 - 2010 ADD COMMENTS

Bar Sartea è lieta di presentarVi: DETROIT SOUL Pirahnahead

“DETROIT is an attitude, not just a city on the map.” (Pirahnahead)

PIRAHNAHEAD, uno dei musicisti di Detroit che più radicalmente trasporta il sound Motown nella house music, con produzioni su labels come Mahogani, WasDat, Moods & Grooves. Un percorso musicale che l’ha portato a far parte di gruppi come The Rotating Assembly (la band di Theo Parrish), Napiheadz, la Live band di Moodymann, partecipando ai Mahogani Tours assieme a Paul Randolph, Roberta Sweed, Nikki-O e Andres, e ultimamente nella Live band dei Los Hermanos. Infinite le sue collaborazioni con i migliori dj’s e producers del mondo della Deep House.

MARTEDI 2 NOVEMBRE 2010 ore 22 // INGRESSO FREE

Line-up:

Pirahnahead (Whasdat Music, Mahogani Music, Moods & Grooves, Third Ear Recordings)
http://www.myspace.com/pirahnahead

Dax DJ
http://www.myspace.com/daxdj

disco, upbeat and soulful music, house from Detroit

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Seefeel announce 1st new album for 14 years

Posted by Salad Days On October - 21 - 2010 ADD COMMENTS

SEEFEEL ANNOUNCE FIRST NEW ALBUM FOR 14 YEARS + NEW LONDON HEADLINE SHOW

Seminal band Seefeel have followed their first UK show in 14 years and teaser single ‘Faults’ (listen to it here: http://soundcloud.com/warp-records/seefeel-faults) by today announcing the release of their first album since 1996’s (CH-VOX). The self-titled album, set to be released on February 7th, 2011, was born out of an incendiary performance at Warp Records’ 20th anniversary celebrations in Paris last year. Warp co-founder Steve Beckett explains: “Seefeel were the first band that Warp signed who had guitars – they were brave to sign to us because they became the ‘older siblings’ in the family and took all the flak by breaking the unwritten rules of an (up until then) purely dance label. After 1995’s ‘Succour’ they stopped performing live, but we always kept in touch and then for the first Warp20 show in Paris we asked if they would play”. Describing their performance in Paris as ‘unbelievable’, he asked the band to make another record as they came offstage. “They came back six months later – not just with a record, but a great record. This band needs to be heard, they need to be seen so that’s why we got involved again. Family members might leave for a long time but they always come home.” Watch the newly invigorated Seefeel performing at last year’s Warp20 Paris event (the performance which prompted the new album) here:
http://www.babelgum.com/3021637/seefeel-warp20-paris.html

Seefeel have also announced a new live date on the eve of the album’s release – they will headline London’s King’s Place on January 31st. The Times said of their recent ICA show: “The rebooted Seefeel packed out the ICA for their first British show in 13 years and though once associated with the blissful abstraction of the “showgazing” scene, they were clearly not aiming for dreamy euphoria. EP track ‘Crowded’ (closed) the set with an exhilarating collision of horror-movie noises and floor-shuddering beats… the sense-scouring intensity was hard to fault.” Tickets go on sale from the Kings Place Box Office from Oct 23rd (Saturday). http://www.kingsplace.co.uk/music/out-hear

In the much nearer future, the band support Michael Rother and friends playing the music of Neu! tomorrow night (Oct 21st) at London’s Barbican. Further information/tickets: http://bit.ly/cwv20A

SEEFEEL
Released February 7th, 2011.
Tracklisting:
01. o-on one
02. dead guitars
03. step up
04. faults
05. gzaug
06. rip-run
07. making
08. step down
09. airless
10. aug30
11. sway

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Altavoz – Halloween Party

Posted by Salad Days On October - 21 - 2010 ADD COMMENTS

EVENTO INTERNACIONAL DE MUSICA ELECTRONICA HALLOWEEN SPECIAL EVENT! 31 OTTOBRE 2010 DOMENICA c/o RIVOLTA

International Special Guests

GUY GERBER live
(Cocoon / Supplement Facts – Tel Aviv, IL)
http://www.myspace.com/guygerber
TECHNASIA
(Technasia / Sino – Paris/Hong Kong)
http://www.myspace.com/technasia

Dj’s & Lives

MAX D. BLAS
(Time Has Changed – Venice, ITA)
http://www.myspace.com/maxdblas
KAY SAND live
(Deep Moves / Mus – Berlin, DE)
http://www.myspace.com/kaysandchronicflakes
PAOLO TAMONI
(AltaVoz – Fabbrika- Vicenza, ITA)
http://www.myspace.com/paolotamoni
AUTRE live
(Ianus71 – Venice, ITA)
http://www.myspace.com/autrevenice
2 GUYS IN VENICE
(Nano Records – Venice, ITA)
http://www.myspace.com/2guysinvenice
ALEX PICCINI
(Kosmophono – Venice, ITA)
http://www.myspace.com/alexpiccini
RAMBLA BOYS
(Mozzarella Rec. – Venice, ITA)
http://www.myspace.com/armyoursampler
DAX
(Family-House – Vicenza, ITA)
http://www.myspace.com/daxdj
LAIO
(YoMeetz – Venice, ITA)
http://www.myspace.com/themidimadness
NITE BOYZ
(Nitepark – Mojan, ITA)
http://www.myspace.com/niteparkassociazione
CORRADINO
(Independent – Padova, ITA)
http://www.myspace.com/crxpirate

APERTURA CANCELLI H.22:00
INGRESSO €15

c/o Rivolta
v. F.lli Bandiera, 45 – Marghera (Ve)

http://www.altavoz.org

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Ivan Federico diventa un Warriors

Posted by Salad Days On October - 21 - 2010 ADD COMMENTS

WARRIORS SKATEBOARD UPDATE

Warriors Skateboards welcomes 11 years old Ivan Federico as the first Italian skater on the Warriors Army. Here’s a little clip for your blog, website or whatever you sport.

Oh… And in case you’ve forgotten already – this a quick reminder of what’s coming to you on November 20th.

Greeting from Lugano!

THE JOKER DISTRIBUTION S.a.g.l
Via Trevano 72
6900 Lugano
Switzerland
phone/fax: +41(0)91 970 11 47
cellphone: +41(0)79 232 52 47

- Warriors Skateboards
www.warriorsskateboards.com
- Antiz Skateboards
www.antizskateboards.com

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SUPRA Quick-Strike Release | The Rising Sun

Posted by Salad Days On October - 19 - 2010 ADD COMMENTS

Quick-Strike Release | The Rising Sun

SUPRA proudly presents the Rising Sun Quick-Strike. The limited edition Society features a color-story inspired by the Japanese Flag and pays homage to Japan’s tremendous influence on sneaker-culture globally. The Society is one of the most popular and sought after silhouettes from SUPRA, featuring a high profile upper adorned with two Velcro straps on top of a vulcanized sole.

The Rising Sun is now availble through select Supra dealers worldwide.

SUPRA FOOTWEAR
www.suprafootwear.com

TEL +33 5 59 23 32 27
FAX +33 5 59 41 23 29

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This Is Core Music join 2 new act

Posted by Salad Days On October - 19 - 2010 ADD COMMENTS

THIS IS CORE MUSIC: DUE NUOVE BAND NEL ROSTER!

This Is Core Music è lieta di presentare due nuove band che hanno fatto delle sonorità punk il loro cavallo di battaglia. I Clan Bastardo traggono ispirazione dai famosi colleghi americani Rancid, proponendo un punk che sprigiona energia da tutti i pori. I Raggi Ultraviolenti, sono invece un combo alessandrino che propone uno ska-punk rifacendosi alla tradizione tricolore del genere. I dischi di entrambe le band saranno disponibili da metà novembre. Chi ha detto che il punk è morto?!

www.myspace.com/clanbastardo
www.myspace.com/raggiultraviolenti

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Under The Boardwalk-Onde Nostre meets Radio

Posted by Salad Days On October - 19 - 2010 ADD COMMENTS

UNDER THE BOARDWALK — Onde Nostre meets RADIO Tavole originali dalle collezioni di David Pecchi e Alessandro Ponzanelli. Immagini di Matteo Ferrari.

RADIO at BLURRY — Via San Crisogono n° 33/35 — 0153 ROMA
In mostra dal 12 al 22 ottobre 2010
lunedì-giovedì 11.00 — 23.00 — venerdì-sabato 11.00 — 24.00
Venerdì 22 ottobre — serata conclusiva e proiezione del lungometraggio.
Orari della proiezione: 20.30/21.30/22.30

In occasione della premiere Romana del lungometraggio ‘Onde Nostre’ RADIO presenta ‘Under The Boardwalk’ una selezione di tavole da surf prodotte a mano (dalla collezione di David Pecchi e Alessandro Ponzanelli) e una raccolta di immagini provenienti dal primo surf-movie Italiano.
Lavorate dal legno o levigando la schiuma di poliuretano, le migliore tavole da surf del mondo, fin dagli albori, sono prodotte a mano attraverso un lungo processo di
definizione della forma. RADIO si avvia verso l’ultimo appuntamento del ciclo dedicato alla manifattura. Lo fa attraverso la surf-culture e i suoi protagonisti: l’uomo, il mare e il manufatto frutto dell’ostinata ricerca dello shaper (chi produce a mano le tavole), demiurgo dello strumento necessario a cavalcare le onde.

RADIO — locate, tune, amplify
Un progetto xister ideato e curato da Marco Klefisch
RADIO è uno spazio espositivo che seleziona ed espone prodotti editoriali, audio e video. Il materiale esposto è frutto della ricerca di “guest owner”, scelti tra artigiani, curatori, designer e fotografi che si susseguono bimestralmente all’interno di RADIO per compiere un’indagine tematica inerente il proprio mondo di riferimento. Con la stessa cadenza bimestrale, RADIO ospita una mostra contenente il materiale raccolto ed elaborato da due viaggiatori scelti, inviati in luoghi specifici per svolgere una ricerca mirata. RADIO promuove costantemente, attraverso lo scambio con interlocutori selezionati, la musica, il viaggio e gli eventi culturali.

RADIO è a Milano in Via Pestalozzi, 4

Orario d’apertura:
— dal lunedì al venerdì — dalle 12.00 alle 20.00
issue 1 — HANDCRAFTED september ‘10
guest owner: Davide Caforio
— radio-store.org — info@radio-store.org — t. 02.25060192
RADIO — Milano — Via Pestalozzi, 4 — radio-store.org

ONDE NOSTRE di Luca Merli & Matteo Ferrari
Abbiamo realizzato un surf trip/documentario per raccontare le particolarità del surf in Italia, la bellezza di questo sport, la passione ed il livello dei surfisti italiani, come un vero e proprio lifestyle documentary, ambientato in un paese che solitamente non è considerato meta imperdibile. Il film è stato girato principalmente in pellicola (16mm e super8), solo alcune parti in HD, con l’obiettivo di enfatizzare la bellezza degli scenari attraverso una fotografia di grande qualità. Un viaggio alla ricerca delle nostre onde, tra Liguria, Toscana e la costa sud-occidentale della Sardegna, fatto di mareggiate, di attese, di albe, di tramonti e di grandi sfide ma anche di risate e amicizia. Abbiamo filmato paesaggi suggestivi, autentici, veri, per valorizzarne l’aspetto naturalistico…contesti ideali per una fusione perfetta tra natura sport e passione. Abbiamo seguito giorno dopo giorno la vita dei Riders, cercando di raccontare attraverso i loro occhi le emozioni di una quotidianità libera e selvaggia…li abbiamo spiati nel rito della preparazione, durante l’attesa, abbiamo condiviso i lati più difficili del viaggio, della loro passione e professione. Siamo riusciti ad approfondire attraverso le interviste i loro punti di vista riguardo le difficoltà, ascoltato i loro pensieri, le loro paure, le loro realtà. Abbiamo voluto raccontarli oltre che illustrarli…

LUCA MERLI
Film maker e fotografo, fondatore di Block10, ha diretto diversi spot pubblicitari per clienti nazionali e internazionali (Nike, Nissan, Nescafè per citarne alcuni), pratica da molti anni con passione snowboard, skate, windsurf e surf.

MATTEO FERRARI
fotografo, collabora con le principali riviste di moda italiane e internazionali (GQ, Rolling Stone, i-D, Urban, Vanity Fair) surfista da 25 anni con una profonda conoscenza della scena surfistica italiana.

www.block10.it/ondenostre

RADIO — Milano — Via Pestalozzi, 4 — radio-store.org

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KANI interview

Posted by Salad Days On October - 19 - 2010 ADD COMMENTS

KANI INTERVIEW

L’uscita del loro primo video, il quindici ottobre, tratto dal disco ‘Rockabeast’, ci ha dato lo spunto per una chiacchierata con i Kani: Joker, Lipsio, Pante e Cib, pur muovendosi dentro coordinate motorhediane hanno saputo fondere i loro diversi background di provenienza…dal punk al glam passando per il metal o l’hard rock a dare un’impronta personale alla loro musica. Whiskey, donne, party possono sembrare la forzatura estetica del tipico rocker, ma parlando con loro, ti accorgi invece di quanto convinti siano a portare avanti la causa maestra di chi abbraccia questo tipo di lifestyle…

Presenti alla intervista sono: Joker (voce), Lipsio (basso) e Pante (chitarra).

SD-La canzone del video è ‘Getcha Hellyeah’?
K-Si, è una parola inglese senza significato.

SD-Come mai è stata scelta questa song? Ordini precisi dal’alto?
K-Perché suonava bene e perchè appunto il titolo non avendo significato si adattava perfettamente a qualsiasi tema avessimo voluto sviluppare, il video è stato girato in sala prove con mezzi di fortuna ma siamo molto contenti del risultato.

SD-Chi è il regista?
K-Blake Farber (cfr. www.saladdaysmag.com), è un ragazzo di New York che fa il regista freelance e suona pure in un gruppo hardcore.

SD-Come siete entrati in contatto con lui?
K-Tramite Luca di Countdown Records, è un suo amico e avevano già fatto dei video insieme.

SD-Il risultato finale vi ha soddisfatto?
K-Alla grande, dà proprio l’idea di quello che siamo su un palcoscenico.

SD-La casa discografica vi ha supportato? Di pecos se n’è parlato?
K-No, è un nostro prodotto autonomo, a loro piace, d’altronde è un buon videoclip, tutti quelli che hanno avuto modo di vederlo in anteprima ci hanno detto che è bello, siamo davvero contenti, spiega proprio come siamo, diciamo che è realistico perché vedi la gente che si diverte veramente, abbiamo radunato i fan un lunedì sera e abbiamo fatto questo rock’n’roll party, un macello totale, abbiamo pure sfondato il pavimento, c’era birra ovunque.

SD-Parlando un po’ del disco, ci sono varie influenze che vanno dall’hard rock al punk, chi è fra i vari componenti che spingeva di più in un senso, eravate tutti d’accordo o avete avuto discussioni?
K-Non è che ci stiamo a pensare molto, ognuno porta la sua diversa esperienza, alla fine però l’impronta del gruppo deve essere sul R’n’R, è un bene che ci siano influenze diverse.
Io (Lipsio) mi occupo degli arrangiamenti e tutti danno il loro contribuito alla causa, i riff del Pante saranno sicuramente più metal, mentre io ho una influenza hardcore, il Joker ha questa vena un po’ southern, blues, certo non è facile perché avendo quattro teste diverse c’è da confrontarsi in continuazione.

SD-Quindi componete tutti nel gruppo?
K-Praticamente si.

SD-E i testi?
K-sono del Joker, sono autobiografici, parlano del gruppo.

SD-‘Dead Soul Cowboy’ come nasce?
K-L’idea del lento è del Pante e di Cib, l’arrangiamentoè mio (Lipsio), questa idea del basso che suona un po’ lento, l’idea era quella di questi paesini western con le palle di fieno che rotolano è la canzone di cui andiamo più fieri, pensa che una sera in Germania, un locale l’ha suonata almeno quattro volte.

SD-Siete uno dei gruppi che suona di più dal vivo…
K-Si è questo ci ha aiutato a crescere, anche se tutti questi concerti ci hanno portato via tempo nel comporre, si provava la scaletta e le cover da fare.

SD-A proposito di cover come vengono scelte?
K-Risate generali…adesso ti raccontiamo l’episodio di ‘Ace Of Spades’, ci stavamo sciogliendo per una cover, questo è accaduto circa sei dopo che ci eravamo formati, Lipsio giustamente faceva notare a me (Joker) e al Pante che sarebbe stata una impronta troppo Motorhead per il gruppo, poi abbiamo scelto la cover dei Dead Kennedys o di Chuck Berry.

SD-E’ per questo motivo che dal disco manca ‘We Bite’ che era uno dei vostri pezzi forti del demo, troppo Motorhead style?
K-No, avendo tanti pezzi a disposizione alcune canzoni del demo non hanno trovato posto, comunque resta sempre uno dei nostri cavalli di battaglia dal vivo.

SD-Di ‘Proud Smoker’ cosa mi raccontate?
K-Quello forse è il mio (Joker) pezzo più autobiografico, parla del mio vizio principale, è proprio politically uncorrect.

SD-Parliamo di questo, secondo voi è giusto o no che non si fumi nei locali?
K-Si secondo me (Lipsio) è giusto che non si fumi nei locali, io (Joker) ho una posizione diversa, dovrebbero esserci degli spazi adibiti anche per chi fuma, io (Pante) ho notato che ci sono meno persone nei locali, tu suoni e metà restano fuori a fumare.

SD-E’ difficile riuscire a conciliare i vostri lavori con tutta questa attività dal vivo?
K-Comporta parecchi sacrifici, però tutto sommato riusciamo a conciliare il lavoro con il suonare.

SD-Girando molto che idea vi siete fatti della situazione del rock in Italia?
K-Sicuramente in Germania è molto meglio, Milano purtroppo è decaduta, abbiamo visto bene l’Emilia, dove ci sono tanti piccoli locali ben attrezzati, purtroppo in Italia suonare il rock non viene visto come un lavoro, poi c’è il discorso delle cover band, c’è questo circolo vizioso che si è creato, cover band di quei quattro gruppi più famosi; locale pieno, la gente conosce solo quei gruppi e quando il gestore tenta di proporre qualcosa di diverso si ritrova il locale semivuoto, vizio storico questo della scarsa cultura della musica rock in Italia. Non capisco (Lipsio) comunque tutti quei musicisti giovani che non hanno voglia di provare a comporre a fare qualcosa di proprio, capisco di più chi magari ha quaranta o cinquantanni e suona così per passatempo.

SD-Quindi secondo te i gruppi giovani suonando cover non progrediscono?
K-Non fanno niente d’innovativo, non fanno niente d’originale, non portano niente di moderno.

SD-Destinato quindi questo genere a rimanere per pochi qui da noi?
K- Sicuramente, ma non c’è ne frega niente, andremo a suonare di più in Germania, ti faccio un esempio fatichiamo di più a vendere i nostri dischi qui dove ci conoscono, che in Germania che magari è la prima volta che ci vedono suonare.

SD-Come nascono i Kani?
K-Io (Lipsio) e il Pante avevamo un gruppo metal, che ci aveva un po’ stancato e siamo partiti con l’idea di fare qualcosa di diverso; rock, stoner, ho provato a cantare, ma non è che funzionasse cosi bene, poi ho visto Joker che non faceva niente e gli ho chiesto di entrare nella band e questo ha portato anche un piccolo disagio perché prima in tre con il batterista stavamo giusti in furgone… dopo abbiamo cambiato il batterista ed è arrivato Cib che lo conoscevamo da una vita.

SD-Qualcosa da dire per concludere?
K-Speriamo di avere cosi tanto seguito qui da non dover emigrare in Germania.

(Txt by X-Man)

Kani I Myspace
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