THE MATCH: WITHIN YOUR PAIN vs FORGOTTEN TEARS
Nuovo appuntamento con le nostre sette rasoiate. A subirle questa volta sono due band italianissime e in uscita coi loro nuovi lavori, Within Your Pain e Forgotten Tears!
WITHIN YOUR PAIN

FORGOTTEN TEARS

SD: Fare del metallo in Italia riesce ancora a dare qualche soddisfazione?
WYP: Fortunatamente sì. Per prima cosa pensiamo che le soddisfazioni uno le debba trovare dentro di sé, perché se sei contento di quello che fai sicuramente la gente che ti ascolta lo capisce e ricambia. Sembra un po’ un discorso alla Pino Scotto ma è la verità. Fortunatamente abbiamo un bel baule di ottimi ricordi e nessuno ce li toglierà. Ovviamente speriamo di incrementare questo baule.
FT: Per quanto ci riguarda durante i nostri live riusciamo ancora a divertirci e a fare divertire. E finchè continueremo a scendere da un palco sudati da far schifo, vorrà dire che la scena nazionale non è ancora così disastrata! Mentre sui riscontri dell’album ti sapremo dare una risposta tra qualche mese!
SD: Within Your Pain e Forgotten Tears. In fatto di nomi direi che siete andati forti entrambi. Bene allora vediamo come l’altra band giustifica il nome dei compagni d’intervista e viceversa.
WYP: Il loro nome, come loro stessi ci hanno confidato, è un’anagramma ironico. Forgotten Tears in realtà vuol dire Rangers Sfotto Te! Questa scelta contiene due delle grosse passioni che da sempre convivono all’interno dei Forgotten Tears. L’amore per il calcio scozzese e quello per la corrente cristiano cattolica indipendentista. Infatti tutti e 5 i membri della band sono tifosissimi del Celtic Football Club, squadra cattolica per eccellenza, che da sempre rivaleggia nello storico Old Firm della Scottish Premier League con i Rangers F.C. (protestanti).
FT: Il nome Within Your Pain potrebbe rifarsi a una esperienza realmente vissuta, tra Machete (batterista) e una cameriera di un ristorante di Rozzano. Potrebbe essere? Altro non posso dire!
SD: I vostri nuovi dischi sono finalmente a disponibili. Datemi tre buoni motivi per darvi una chance.
WYP: Senza presunzione, pensiamo sia il miglior disco di tutti i tempi, chi l’ha già ascoltato ha confermato questa cosa. Proprio ora ci hanno scritto un sms i Metallica dicendo che questo è il disco che loro avrebbero sempre voluto scrivere. Purtroppo la leggenda non è per tutti. Tornando ai tre buoni motivi, potremmo dire che è un disco onesto, divertente e tamarro.
FT: Di motivi ne abbiamo molti di più, ma ci limitiamo a tre: 1) un connubio di European death metal e American hardcore/metalcore fatto con un tocco di originalità e personalità 2) musica suonata per passione, con il cuore 3) mettete questo disco in macchina quando andate a rimorchiare, funzionerà! (ritardante per lui, stimolante per lei).
SD: Cosa sperate porti questa vostra nuova uscita? Un ritorno di immagine? Orde di fans? Cos’altro?
WYP: Orde d’immagini e un ritorno di fans. Oltre ovviamente all’immortalità artistica.
FT: Potrà suonare strano, ma dopo tanti anni a tentare di fare uscire allo scoperto la nostra musica, in questo momento la migliore gratifica sarebbe sapere che quei pochi o tanti che metteranno nel proprio lettore il nostro CD, riescano a riconoscere in questi 11 pezzi, la passione, l’entusiasmo, l’adrenalina che abbiamo provato noi nel comporli, provarli, riprovarli e suonarli dal vivo. Ovviamente, subito dopo, ci aspettiamo orde di fans ai nostri live, urlanti “Forgotten spaccate i culi!”!
SD: Fino agli anni 90 se suonavi metal dovevi fare black, death, epic, power, heavy. Se sgarravi non eri un vero true/viking/defender! Oggi se non mischi tutto sei out. Che sta succedendo!?
WYP: La prima cosa importante è chiarire che l’unico vero metallaro della storia è e sarà Kerry King, tutti gli altri sono solo fuffa. Che sta succedendo? Sta succedendo che la promiscuità è la vera dominatrice del mondo, quindi anche i generi musicali sono diventati promiscui tra di loro. E dal nostro punto di vista è una cosa positiva.
FT: Non ti nascondo che da ragazzini ci siamo passati anche noi nel periodo “true”. Forse si tratta solo di vedute, magari un genere ti piace a tal punto che pensi che null’altro potrà darti la stessa emozione. Noi, appena cresciuti abbastanza da aprire le orecchie a nuove sonorità, ci siamo accorti che è decisamente limitante confinarsi tra le mura di alcuni generi. Più c’è contaminazione e più c’è la possibilità di esprimere e realizzare musica nuova e fresca, no?
SD: Che ne pensate della scena italiana?
WYP: Siamo messi male, molto male, manca tutto e le prospettive future sono terrificanti. E molte colpe sono anche di chi suona e ascolta musica, addossare solo le colpe agli altri è pura stupidità. Ci sarebbero veramente tante cose da dire, tra band storiche che fingono interesse per la scena, band che sono capaci solo di criticare chi fa qualcosa, band del momento che dopo 4 mesi e 5.000.000 di amici su Facebook scompaiono, band che non fanno niente se non hanno un tornaconto e via dicendo. Il discorso su promoter ed etichette invece meglio non toccarlo. Fortunatamente esiste anche il lato positivo della scena, quello fatto da gruppi e ascoltatori come noi, cioè gente che vive la musica con passione, come dovrebbe essere. In questi anni ne abbiamo conosciute di band così e con molte di loro abbiamo instaurato un ottimo rapporto.
FT: Nessun buonismo, la verità è che in Italia esistono band che potrebbero invidiarci in tutto il mondo, ma per un motivo o per l’altro non riescono a uscire con la stessa facilità con cui farebbe successo una band americana. E’ triste ma vero, qui in Italia si fatica il doppio per la metà dei risultati. Ma questo non fa altro che renderci più forti: chi continua, nonostante tutto, significa che ci crede veramente. Un paio di band che mi sento di nominare come esemplari di questa scena ricca e di ottima qualità sono sicuramente i nostri carissimi amici Destrage (Japan Tour Diary su SALAD DAYS MAG #7) e gli Amia Venera Landscape. Se non li avete ancora sentiti vi invito immediatamente a cercarli su youtube o myspace.
SD: E chiudiamo in bellezza, nel vero senso della parola: guardando le vostre foto mi dispiace dirlo ma non avete un Oliver Sykes in formazione. Cosa vogliamo fare a livello di immagine!?
WYP: Il grosso problema in realtà è per i Bring Me The Horizon che non hanno un Within Your Pain in formazione!
FT: Siamo bellissimi, cosa vorresti insinuare?!
www.myspace.com/forgottentearsband
www.myspace.com/withinyourpain
(Txt by Eros Pasi)