SWEET DANGER INTERVIEW
Una volta tanto un’intervista sincera verrebbe da dire, non di quelle classiche dove gli artisti tendono a esaltare i propri meriti e a oscurare i demeriti. Loro sono i Sweet Danger e li abbiamo incontrati per farci raccontare qualcosa del loro l’EP d’esordio ‘City Nights’.

SD: Partiamo dalle presentazioni visto che siete un nome nuovo per molti dei nostri lettori. Raccontateci qualcosa sul progetto Sweet Danger!
SD: Gli Sweet Danger nascono nel 2010, inizialmente come cover band. Subito dopo le prime prove abbiamo però trovato il giusto feeling che ci ha spinto a scrivere i nostri primi brani. A partorire le prime idee è stato Simone (voce e chitarra ritmica – nda), il quale ha ricevuto poi dagli altri componenti della band un forte contributo compositivo: ciò ha permesso una maggiore spinta nell’evoluzione dei pezzi.
SD: ‘City Nights’ esce sottoforma di EP, una sorta di biglietto da visita in attesa del grande passo. A cosa dobbiamo la scelta di tale formato? Avevate pochi brani a disposizione o volevate semplicemente tastare il terreno?
SD: Esclusivamente la seconda, in quanto avevamo già molti brani su cui lavorare. Il problema è stato decidere quali mettere nella tracklist. La decisione dell’EP è stata presa per metterci alla prova prima di un lavoro importante e completo quale il full lenght.
SD: Quanto è difficile per una band emergente farsi notare in Italia?
SD: Difficilissimo. E’ veramente complicato riuscire a trovare spazio all’interno di un panorama che accetta solo determinati canoni musicali. Infatti la nostra attenzione è maggiormente rivolta all’estero.
SD: Il vostro stile mi ricorda in parte quello degli ultimi Ataris, ossia un sound altamente melodico dove di tanto in tanto spuntano inserti punk rock (che sinceramente in quei frangenti ho notato gli spunti migliori). Come sono nati i brani dell’EP?
SD: Sono nati in maniera molto spontanea. Non abbiamo messo dei paletti sul modo di comporre e ci siamo lasciati guidare da ciò che più ci ispirava. Infatti si può notare che i brani, nonostante appartengano allo stesso genere, hanno caratteristiche differenti l’uno dall’altro.
SD: Attualmente su cosa state concentrando gli sforzi? Promozione, live o stesura di nuovi brani?
SD: Tutti e tre i punti! Abbiamo intensificato la nostra attività live in modo da farci conoscere e notare il più possibile e inoltre stiamo lavorando sui nuovi pezzi.
SD: Un pregio e un difetto di ‘City Nights?’
SD: Un pregio (come già accennato) è la sua eterogeneità, in quanto ogni brano ha le proprie caratteristiche; un difetto potrebbe essere l’inesperienza nello sfruttare al meglio il potenziale di ogni singola canzone. Ma su questo ci stiamo già lavorando.
SD: Per un EP d’esordio a mio avviso quanto fatto da voi può sicuramente bastare, ma di sicuro per un debutto vero e proprio c’è molto da fare, soprattutto per non risultare ripetitivi (che è un classico di molte band facenti parte della vostra scena). Avete in serbo qualche sorpresa per il futuro disco?
SD: Certamente! In vista dell’album d’esordio, valorizzeremo il nostro modo di comporre, creando melodie vocali più elaborate e lavorando meglio sulla struttura dei pezzi. Cercheremo di migliorarci in ogni aspetto insomma. Il nostro obiettivo sarà quello di guardare oltre il nostro orizzonte.
SD: Nonostante si stia parlando di un EP apripista si evince una certa padronanza in fatto
strumentale. Arrivate da esperienze pregresse?
SD: Sì. Nonostante ci siamo formati da poco più di un anno, abbiamo avuto varie esperienze con band locali. Tutti noi militavamo in altri progetti con obiettivi e generi diversi.
SD: Cosa vorreste ottenere dal 2012 a livello di band?
SD: Vorremmo ottenere una maggiore visibilità, attraverso concerti e qualche passaggio radiofonico e/o televisivo.
Sweet Danger I Myspace
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