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Salad Days Magazine | May 25, 2020

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Regarde interview

Regarde interview
Salad Days

Salad Days Mag intervista i Regarde, band vicentina al secondo LP.

‘The Blue And You’, appena uscito per Epidemic Records e la tedesca Through Love Records, è un album emo punk dai riflessi shoegaze / indie rock anni’90. Un disco che mette in luce il respiro internazionale dell’intera produzione dei quattro ragazzi, che hanno risposto ad alcune nostre domande.

SD: Ciao ragazzi! Il vostro nuovo album ‘The Blue And You’ è uscito da un mese circa. Come ci si sente dopo tanto lavoro a poter finalmente proporre un disco al pubblico per la prima volta?


R: È una sensazione liberatoria, dopo un anno dalla conclusione delle registrazioni è stato come poter finalmente rivelare un segreto ai tuoi amici. Come situazione non poteva andarci meglio, nessuno di noi si aspettava la risposta che c’è stata al release a Vicenza e ci ha veramente colpito vedere tutta quella gente che è rimasta attenta e coinvolta fino all’ultima canzone della scaletta.

SD: Il vostro sound ha un chiaro respiro internazionale, anche nelle influenze che sicuramente si possono ritrovare nel vostro modo di scrivere i pezzi. Quanto c’è invece di “local” nel suono dei Regarde? Ci sono gruppi delle vostre parti che vi hanno aiutato a crescere come musicisti e dai quali avete imparato qualche lezione?


R: Tra i gruppi local a cui ci sentiamo più vicini a livello di genere e attitudine ci sono sicuramente gli Argetti, purtroppo sciolti ormai da anni. Oltre ad essere amici da sempre, sono stati musicalmente per noi molto influenti. Nei tanti anni di militanza anche con nostri progetti precedenti abbiamo conosciuto moltissime persone che fanno parte della “scena” vicentina e sicuramente abbiamo imparato qualcosa da ognuno di loro, sia sul piano artistico, che professionale o personale.

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SD: Dalla bella grafica di Michele Bruttomesso ai testi, sembra che ci sia un filo conduttore che attraversa tutto l’album. Di che si tratta?


R: Dal titolo – immediata derivazione dai testi – all’artwork, ‘The Blue And You’ si sviluppa attorno ad un concetto ben preciso. L’album parla dell’inevitabile confronto con noi stessi, di quel momento in cui guardiamo in faccia il blu che abbiamo dentro. Le angosce, le ansie e il malessere sono parte di noi, una nostra proiezione, anche se a volte il peso diventa insostenibile. Il blu cresce dentro di noi, assumendo varie sembianze, appare nel nostro riflesso allo specchio fino a contaminare gli angoli degli ambienti in cui viviamo.

SD: Il precedente lavoro ‘Leavers’ è stato ben recepito dal pubblico e sicuramente vi ha aiutato a farvi notare. Quali sono le principali somiglianze e quali invece le differenze più evidenti tra questi due album?


R: Il nuovo disco è stata una naturale evoluzione del precedente. Le tematiche trattate si ricollegano in maniera più o meno diretta con alcuni passaggi di ‘Leavers’, ma di sicuro sono più mature. A livello di sound ‘The Blue And You’ è sicuramente più articolato avendo sperimentato molto con suoni e atmosfere mentre quello precedente avendo anche lui una sua profondità ha un timbro molto più di impatto che vario tra una canzone e l’altra, cose che invece abbiamo cercato di svoltare questa volta.

SD: I vostri pezzi sono molto intimi e personali ma allo stesso tempo sono in grado di trattare tematiche in cui è possibile rivedersi. Quanto è difficile scrivere un testo che non risulti banale e allo stesso tempo ci faccia sentire a proprio agio nello svelarci agli altri?
R: 

Non è per nulla facile ma è esattamente quello che proviamo a fare. Una cosa a cui abbiamo lavorato molto è il grado di intimità dei testi: ci piace fare in modo che qualsiasi ascoltatore possa immedesimarsi con le esperienze di cui parliamo. Rispetto ai nostri vecchi lavori, con i testi ‘The Blue And You’ siamo voluti scendere ancora di più nel personale, influenzati non poco dall’atmosfera generata dal sound dei pezzi.

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SD: ‘Wide Awake’ e ‘Small Talks’ sono i due singoli che avete scelto per dare al pubblico un primo assaggio di ‘The Blue And You’. Come mai questi due brani? Quali sono altre canzoni dell’album che vorreste mettere in evidenza?


R: Questi due brani sono stati scelti assieme a Paul di Through Love Records, la nostra label tedesca che, in collaborazione con Gab di Epidemic Records ha pubblicato l’LP. Abbiamo scelto ‘Wide Awake’ come primo singolo perché riteniamo sia uno dei brani più “diversi” rispetto al nostro vecchio sound. ‘Small Talks’ è invece una traccia più “schietta”, che fa capire all’ascoltatore che nella produzione del disco esistono diverse sfaccettature. Personalmente uno dei pezzi che preferiamo è ‘Now Or Never’. È stato composto praticamente in una singola prova e presenta in maniera molto diretta il messaggio dell’intero disco.

SD: Cosa state ascoltando ultimamente? Qual’è la cosa che state ascoltando ultimamente che risulta essere più lontana dai vostri soliti ascolti?
R: 

Ultimamente Andy Shauf in maniera ossessiva ed esclusiva, ha delle soluzioni melodiche stupende ed è la cosa più lontana da quello che abbiamo sempre ascoltato ma che ci sta prendendo meglio da qualche mese a sta parte.

8.

SD: Dove vedete i Regarde tra cinque anni? Quali sono le soddisfazioni che ancora volete togliervi?


R: Di questi tempi è difficile prevedere dove saremo tra cinque mesi. Ci piacerebbe in ogni caso continuare a suonare e a dare il meglio, magari togliendoci qualche piccola soddisfazione andando a suonare all’estero e a fare qualche altra esperienza significativa.

SD: Spazio a voi per le ultime considerazioni e per qualcosa sul quale riflettere!


R: Vorremmo ringraziare Gab di Epidemic Records e Luca di No Reason Booking che da due anni a questa parte ci stanno aiutando tantissimo, rispettivamente come label/ufficio stampa e booking/programmazione live. E grazie mille a voi per la bella intervista!

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