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Salad Days Magazine | October 26, 2020

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Dropdead ‘S/t 1993’ / ‘S/t 1998’

Dropdead ‘S/t 1993’ / ‘S/t 1998’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

DROPDEAD
‘S/t 1993’ / ‘S/t 1998’-LP
(Armageddon)
8/10


Tra gli amici da concerti resta leggendario quanto incazzato fosse Bob Otis, il cantante dei Dropdead, quando lo vedemmo a Torino nel 1996 in compagnia di Cripple Bastards e Stack. Vi arrivava a 10 cm dal viso, vi disegnava una croce sul viso con una mano e con l’altra teneva il microfono in cui urlava tutto l’odio e la frustrazione che qualche anno prima aveva messo nero su bianco nel loro primo Lp. Se le sue influenze, Crass e Conflict, davano spessore ai testi della band, ci pensava poi il chitarrista Ben Barnett a definire la dimensione sonora, portandosi appresso un bagaglio di hardcore e powerviolence fatto di Infest, Crossed Out, No Comment, Negative Approach, vecchi gruppi europei/giapponesi, tutto coronato dall’amore per i Siege cui si ispirarono prima per il nome del gruppo e poi per quello dell’etichetta e negozio Armageddon. I primi due dischi dei Dropdead, simili ma non uguali, sono rimasti facilmente reperibili nel corso degli anni ma vengono ora riproposti dopo essere passati sotto le mani di Kurt Ballou (Converge) e Brad Boatright (From Ashes Rise), lavoro che crea uno stacco d’ascolto soprattutto nel secondo Lp del 1998 (suona decisamente ripulito). Che siano queste nuove versioni o le vecchie, aggiungeteci il recente terzo disco e avete tutto il necessario per sopravvivere al possibile secondo mandato di Trump.
(Marco Capelli)

0-11

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