Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Salad Days Magazine | December 11, 2018

Scroll to top

Top

No Comments

Ace Frehley ‘Spaceman’

Ace Frehley ‘Spaceman’
Salad Days

Review Overview

6
6
6

Rating

ACE FREHLEY
‘Spaceman’- CD
(eOne/SPV)
6/10


“I’m still here with no regrets”; è così che canta Ace Frehley nella prima traccia di ‘Spaceman’, settimo album studio della sua carriera. Nell’era in cui il rock’n’roll scompare dietro l’ombra dell’hip hop, della trap, dell’elettronica da club, c’è Ace Frehley che esce con un disco assolutamente fuori luogo. Ma davvero essere al posto giusto nel momento giusto ha senso quando sei stato l’unico vero chitarrista dei Kiss? Ciò che è davvero singolare è quanto sia irrilevante che ‘Spaceman’ sia un disco deludente sotto quasi ogni punto di vista musicale/artistico. Sei Ace, sei uno dei fondatori dei Kiss, hai circa duecento anni e continui a cantare ‘Rockin’ With The Boys’ ed è proprio questo che suona ridicolo per molti ma conquista il rispetto di tanti altri. E’ così che quella sottile linea, su cui artisti sul baratro della loro carriera camminano barcollanti, in alcuni casi è talmente sottile da non contare più nulla. Questo è uno di quei casi. È il rock’n’roll dei Kiss, è il rock’n’roll di Frehley, fatto di filastrocche e privo di qualsiasi contenuto più o meno interessante, ma è la chitarra di Ace, nulla da aggiungere. Il presupposto con cui è necessario ascoltare un album del genere è quello di aspettarsi brani dai riff selvaggi a quelli più ripetitivi e stucchevoli. Un easy-listening che non ci racconta nulla di nuovo se non che il “Bronx Boy” rimane uno dei chitarristi più magnetici del rock’n’roll. Forse con poche capacità di songwriting ma quando prende in mano la chitarra è e rimarrà The Spaceman che nel 1974 suonava ‘Hotter Than Hell’ e ‘Going Blind’. Chi ha la capacità di essere fan dei Kiss e senza alcun dubbio di Ace Frehley (come il nostro amato King Buzzo, giusto per citarne uno che di cover dei Kiss ne ha fatte parecchie, così come Nicke Andersson insieme agli Hellacopters) e poi anche di Karlheinz Stockhausen, per esempio, allora vuol dire che è sulla strada giusta per mettere da parte pseudo intellettualismi inutili, mai serviti a nulla se non a rendere la realtà musicale un vernissage da cui tutti i migliori sono scappati via a gambe levate. ‘Spaceman’, nonostante la sua eterna mediocrità, cristallizza Ace Freheley come una stella del rock’n’roll.
(Valentina Vagnoni)

Submit a Comment