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Salad Days Magazine | July 19, 2019

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All That Remains ‘Madness’

All That Remains ‘Madness’
Salad Days

Review Overview

4.5
4.5
4.5

Rating

ALL THAT REMAINS
‘Madness’-CD
(Razor & Tie)
4.5/10


A rigor di logica la parabola discendente degli All That Remains ha una sua spiegazione perfettamente logica: dopo l’esplosione dell’ondata metalcore risalente ormai a più di tre lusti addietro e che ha visto la consacrazione di gruppi come Killswitch Engage e simili, la band di Philip Labonte ha dimostrato di essere un gruppo di fascia B, sorta di buoni comprimari ma lontani dalle eccellenze di genere che invece la pubblicazione di un disco come ‘The Fall Of Ideals’ (tragato 2006) ci aveva fatto credere. Nulla di male diciamolo chiaramente, però è davvero un peccato ascoltare l’ennesimo disco che raccoglie una manciata di buone idee rovinate da scelte a dir poco discutibili, a partire dall’uso di elementi elettronici davvero troppo poco a fuoco e parti melodiche fini a se stesse (‘Nothing I Can Do’ riassume entrambi gli aspetti negativi), e che mettono in secondo piano i pochi brani invece ben congeniati. Anche i pezzi tutto sommato discreti come ‘Safe House’ vengono rovinati da particolari a tratti davvero scriteriati e un bel crescendo di chitarra e sezione ritmica viene completamente gettato al vento da un breakdown finale davvero scontato e da un chorus talmente vuoto da far sorridere (‘Welcome to my safe house, do you feel safe now?’… bah!) mentre la seconda. Una rock ballad da stadio come ‘Back To You’ invece si commenta tristemente da sola e riassume bene l’umore di un disco a cavallo tra retaggio metalcore, velleità commerciali e voglia di riscatto. L’ennesima occasione mancata.
(Davide Perletti)

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