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Salad Days Magazine | December 13, 2019

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Anata ‘The Infernal Depths Of Hatred’

Anata ‘The Infernal Depths Of Hatred’
Salad Days

Review Overview

9
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Rating

ANATA
‘The Infernal Depths Of Hatred’-CD
(Kaoskvult)
9/10


Con il debutto del 1998, gli svedesi Anata creano un ipotetico ponte di collegamento tra il death metal melodico di scuola svedese e quello brutale di marca americana. Il risultato mi ha fatto quasi saltare in aria la testa in un profluvio di sangue e materia cerebrale. Sì, perchè questo album è una bomba termonucleare. Prendete la brutalità e la violenza di gruppi come Suffocation, Deicide, Morbid Angel, Goreaphobia e fondetela con la melodia di un gruppo come gli At The Gates e ‘Heartwork’ dei Carcass. Il risultato è un debutto semplicemente perfetto. Gli intrecci di chitarra, granitici ma allo stesso tempo intrisi di armonia spietata, duettano con una batteria capace di di tempi blast beat spacca fegato, che poi vanno a stopparsi in mid tempo al fulmicotone. Il tutto contornato da tocchi di classe a filler al punto giusto. Una voce gutturale, ma allo stesso tempo feroce e con quel tocco hardcore che la rendono perfettamente calata nel contesto. Il gusto melodico che il gruppo sa sprigionare con questo manipolo di song è di quanto meglio sia uscito dalla Svezia in quegli anni, in cui il debutto dei The Haunted (nel quale confluirono membri dei già citati At The Gates) proseguiva idealmente quel percorso cominciato anni prima. Qui gli Anata si spingono decisamente oltre, forgiando un suono assassino che difficilmente ancora oggi può essere replicato. Un suono genuino e concreto, in cui i nostri si fanno alfieri di un death metal che prende le mosse da due sottogeneri che hanno fatto scuola nel vero senso della parola.
(Marco Pasini)

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