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Salad Days Magazine | February 19, 2019

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Apey & The Pea ‘Devil’s Nectar’

Apey & The Pea ‘Devil’s Nectar’
Salad Days

Review Overview

7
7
7

Rating

APEY & THE PEA
‘Devil’s Nectar’-CD
(Self)
7/10

Apey & The Pea sono interessanti, non sappiamo cosa c’entri il Pisello nel nome della band, ma quello che ci interessa è ‘Devil’s Nectar’, il primo album di questi tre ungheresi. La loro curiosa storia li vede esordire nel modo più miserabile, cioè come coverband dei Pantera, proposito per fortuna abbandonato per creare qualcosa di personale. Stoner, doom e grunge sono le etichette dei cassetti da cui hanno attinto per creare questo full length di nove tracce, lunghe (a volte fin troppo) e piene di spunti. L’ottimo inizio dell’album (‘Nazareth’) porta riff stoner belli massicci con un sacco di groove, mentre nella successiva ‘The Rite’ sobbalziamo e ci chiediamo come possa esserci in quest’album una collaborazione con Layne Staley, cantante degli Alice In Chains morto nel 2002. La somiglianza delle voci dei due cantanti è impressionante, da non sapere se rimanerne estasiati o contrariati. La voce di Staley era unanimemente apprezzata, sicuramente originale nella timbrica, che per avvicinarvici bisogna scimmiottarla con tanto di accento di Seattle. Per fortuna il cantante degli Apey & The Pea varia molto lo stile di cantato spostandosi spesso e volentieri sull’onda di Phil Anselmo, evitando la spersonalizzazione. Alcuni pezzi, come anche il singolo ‘Judas’, sono spiccatamente doom, lenti e inesorabili, supportati sempre da suoni potenti al punto giusto. L’album vive dunque di queste anime, potendo arrivare a definire la band come una sorta di Intronaut con la voce di Layne Staley e le ritmiche dei Down. Può sembrare una bizzarra accozzaglia, in realtà il curioso esperimento è riuscito.
(Francesco Banci)

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