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Salad Days Magazine | September 20, 2019

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Aucan… tra poco ritorneranno on the road per un nuovo tour in Francia e il loro primo tour in Italia…

Dal 2009 attraversano l’Europa dove hanno suonato più di 300 show, aprendo per Placebo, Tricky, Matmos, Antipop Consortium, Andrew Hung (Fuck Buttons),Architecture in Helsinki e altri. La bibbia del rock francese, LES INROCK, li ha recensiti in maniera entusiastica. La rivista di musica elettronica di riferimento in Francia (Noise) ha dedicato loro la copertina Battles, per la loro imminente unica data italiana al Live di Trezzo, li hanno voluti come support band. Tra poco ritorneranno on the road per un nuovo tour in Francia e il loro primo tour in Italia.

Loro si chiamano AUCAN. Il loro disco d’esordio, considerato da molti come uno dei dischi più interessanti del 2011, è ‘BLACK RAINBOW’
BIOGRAFIA
Unendo i principi del rock sperimentale, del Dubstep e dell’elettronica in generale, gli Aucan hanno creato uno stile, un’energia ed un’esperienza live unici. Dal 2009 attraversano l’Europa dove hanno suonato più di 300 show, aprendo per Placebo, Tricky, Matmos, Antipop Consortium, Andrew Hung (Fuck Buttons), Steve Aoki, Dinosaur Jr, Crookers, PVT (Warp), Sole and The Skyrider band, Ramadanman, Black Heart Procession, Lars Hornveth, DJ Food, Architecture in Helsinki e altri. In Italia si affermano come fenomeno underground pubblicando ‘Black Rainbow’ su Tempesta. La data di release del disco a Febbraio conta 900 ingressi al Magnolia di Milano senza alcun tipo di promozione ufficiale. Quest’inverno suoneranno il loro primo tour invernale nei club da headliner, forti delle collaborazioni con Verdena, Zu, One Dimensional Man e Teatro degli Orrori.
IL DISCO
Spaziando da ritmi dubstep e breakbeat a desolati paesaggi ambient, ‘Black Rainbow’ guida l’ascoltatore in un esperienza sonora a piú livelli. Il brano introduttivo, grazie all’intimo featuring di Angela Kinczly, marca l’Inghilterra di Massive Attack, Portishead e delle nuove produzioni dubstep (Starkey, Italtek) come territorio di riferimento. In Heartless troviamo la matrice AUCAN nella sua forma più unica: mood malinconico, batteria micidiale, synth eterei e voce processata a disegnare le melodie. Nei pezzi più aggressivi il cantato far

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