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Salad Days Magazine | January 26, 2022

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Baby Metal ‘Metal Resistance’

Baby Metal ‘Metal Resistance’
Salad Days

Review Overview

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Rating

BABY METAL
‘Metal Resistance’-CD
(Fox Day)
2/10


Come si può parlare di musica, della qualità di un disco, quando certe produzioni impongono un discorso a monte, sulla dignità stessa di una band? ‘Metal Resistance’ è il secondo album in uscita per le Baby Metal, gruppo giapponese divenuto famosissimo come fenomeno da baraccone, una buffonata talmente freak e idiota da vantare numeri altissimi. Questa presa per il culo perfettamente confezionata a tavolino si fonda sulle tre vocalist e sull’inspiegabile fascino che, in questi anni, tutto ciò che è giapponese esercita sul mondo occidentale. Come detto, nel caso di questo disco e in generale delle Baby Metal (solo il nome mette i brividi) la musica non è un elemento centrale, il metal è semplicemente preso in prestito dalle tradizioni anglosassoni come cavallo di Troia per penetrare in territori culturalmente distanti, e per creare quell’effetto Japan’s Got Talent, per cui tre bamboline si presentano sul palco e iniziano a cantare su basi aggressive, fra lo stupore, le risatine e gli applausi di tutti. L’effetto straniante è fortemente ricercato, ma l’operazione non è così raffinata: le musiche sono dei prefabbricati assemblati insieme, dei generici riff che prendono spunto da vari periodi dell’epopea metal, pompati e glassati al massimo in post produzione con l’aggiunta di parecchia elettronica, svuotati di ogni valore. Questa vacuità cosmica è riempita dalle tre adolescenti giapponesi, che puntano dritte sulla quella gigantesca platea appassionata di manga, videogame, infanzia e pornhub, avendo notato come oggi il Lucca Comics stacchi molti più biglietti rispetto ad un metal fest. La carica sessuale, categoria asian/teen/pedofilia, che le tre cosplayer rimandano è irrinunciabile per il metallaro brufoloso medio, notoriamente l’animale in natura maggiormente dedito all’onanismo. La masturbazione è l’unico elemento concreto che ruota intorno alle Baby Metal, un progetto commerciale che sfrutta l’infanzia mai finita, la timidezza cronica, il disadattamento sociale e la verginità in età adulta che caratterizzano i loro fruitori maschi, sdoganati dall’insulso elemento metal. Le Baby Metal sono anche una girl band metallara, composta da principessine kawaii che mettono in scena sigle di cartoni animati con le chitarre distorte, e che si rivolgono alle ragazzine e ai loro genitori, che dovendole accompagnare al concerto fanno raddoppiare gli incassi. Insomma una ridicolizzazione sensazionalistica e totale di ciò che è stato fondante per questo genere musicale, che qui conosce forse il suo punto più basso in assoluto. Le coreografie, le mossette, le pagliacciate, le sovrastrutture, il grande successo… Andatevene a fanculo!
(Francesco Banci)

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