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Salad Days Magazine | December 12, 2019

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Baroness ‘Gold & Grey’

Baroness ‘Gold & Grey’
Salad Days

Review Overview

7
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Rating

BARONESS
‘Gold & Grey’-LP
(Abraxan Hymns/Warner)
7/10


E’ praticamente impossibile ascoltare ‘Gold & Grey’ senza percepire il senso di smarrimento di John Baizley e soci, segno che il tempo passato dal terribile incidente di Bristol ha lasciato domande e questioni irrisolte alle quali solo forse grazie alla musica i nostri stanno cercando di venire a capo. Questo ultimo episodio dal titolo “colorato” (‘Orange’ nelle prime ipotesi della band) riprende le atmosfere della pietra dello scandalo ‘Yellow And Green’ condividendone pregi e difetti filtrati però dall’ultimo ottimo ‘Purple’. I Baroness non saranno mai i nuovi Mastodon (sul quale futuro e status attuale potremmo interrogarci per giorni interi) ed è ormai chiaro che il concetto di confort zone sia sconosciuto alla band di Savannah che spinge sul pedale della commistioni di generi per partorire un’opera post-metal che strizza l’occhio all’alternative, al prog-rock e persino alle atmosfere acustiche (e psichedeliche, diciamola tutta) del periodo freak dei Beatles. Facile pronosticare le aspre critiche dei fans di prima data ma va dato atto alla band che, pur suonando prolissa in più di un episodio di raccordo che se eliminato dalla tracklist avrebbe giovato alla fruibilità dell’ascolto, riesce sempre ad intrigare e incuriosire. Non mancano i brani più diretti e “facili” (‘Throw Me An Anchor’ su tutte) ma l’attenzione è tutta sugli episodi più borderline come le stranianti ‘Tourniquet’ e ‘Anchor’s Lamen’ o le atmosfere quasi folk apocalittiche (no, non pensate ai Neurosis) di ‘Radiating Light’. ‘I’d Do Anything’ ci ricorda ancora una volta, e in modo molto esplicito, che l’avventura su questa terra dei Baroness poteva concludersi con lo schianto del tour bus in quel di Bristol e forse anche grazie a questa fragilità di fondo che riecheggia in ogni lyrics o fraseggio strumentale presente su ‘Gold & Grey’ ci conferma che c’è bisogno come non mai al giorno d’oggi di band con un approccio “vivo” e curioso verso la musica.
(Davide Perletti)

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