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Salad Days Magazine | September 24, 2020

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Beneath The Storm ‘Temples Of Doom’

Beneath The Storm ‘Temples Of Doom’
Salad Days

Review Overview

5
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Rating

Beneath The Storm
‘Temples Of Doom’-CD
(Argonauta Records)
5/10


Beneath The Storm non è altro che Igor Shimon, unico componente di questa one man band slovena che si aggira tra fitti boschi e cimiteri a suon di funeral doom metal. Sì, la tecnologia ha il potere di distruggere la musica come unione di anime, tecniche e stili personali, aprendo al democratico quanto dispotico “mi faccio l’album da solo in casa come pare a me”. Questo è sicuramente un genere non nuovo alla cosa, destrutturato com’è, si fonda infatti sulla creazione di ambient neri come la morte e cupe sensazioni servendosi semplicemente dei drone e dello stile sludge. ‘Temples Of Doom’ fa esattamente questo, a metà fra Eyehategod e Noothgrush, cercando di estremizzare ancor più la lentezza dei brani. Appurato che lo scopo principale se non unico è quello di creare delle atmosfere, delle sensazioni, si può dire che ‘Temples Of Doom’ riesce ad ottenerle in quanto a freddezza, tristezza e un po’ di noia, e viene da chiedersi se fossero davvero quelle ricercate. Il sound non avvolge, le parti sintetiche hanno un sapore finto che le rende distanti, le voci parlate importate nel disco sono ripetitive e piuttosto estranee, intervallate da quelle gutturali. L’essenzialità estrema è d’obbligo, ci sono tuttavia dei riff più strutturati e apprezzabili come in ‘Hunting The Storm’. In ogni caso l’album non riesce a coinvolgere e ad attrarre ulteriori ascolti, per un genere che sta uscendo dalla nicchia e che propone alternative anche molto interessanti.
(Francesco Banci)

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