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Salad Days Magazine | April 6, 2020

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Benny Horowitz from The Gaslight Anthem

Benny Horowitz from The Gaslight Anthem
Salad Days

THE GASLIGHT ANTHEM INTERVIEW
All’Alcatraz di Milano suonano i The Gaslight Anthem, gruppo punk rock del New Jersey. Dopo buoni album come ‘The ’59 Sound’ e ‘American Slang’, è di luglio l’ultimo nato ‘Handwritten’, che ha riscosso un ottimo successo di pubblico. Nell’attesa dello show, ci siamo intrattenuti per un po’ con il batterista della band, Benny Horowitz…

SD: Come sta andando il tour?
BH: Sta andando benone. Siamo quasi alla fine, abbiamo ancora due date in Spagna e dopo questi ritorneremo negli Stati Uniti. Gli show sono stati davvero grandi, il pubblico ha risposto bene alle nostre aspettative, e tutto per noi è andato bene, nessuno si è fatto male.

SD: E qui in Italia?
BH: È sempre stupendo essere in Italia e sono stato a Milano parecchie volte! Amo il caffè, il cibo, ci sono parecchi luoghi caratteristici da visitare. L’ultima volta che ci sono stato avevo un giorno intero per visitare il posto, ed è figo!

SD: Parte della line-up dei The Gaslight Anthem è derivata da una band chiamata This Charming Man, ispirata da una canzone di Morrissey suppongo…
BH: Esattamente. Mi piace Morrissey, ma non volevo essere in una band chiamata così per una sua canzone. Quando iniziammo a suonare, Brian era l’unico che era stato in questa band. E lo stare insieme ci portò a cambiare varie cose, dal sound al nome.

SD: Che deriva da un vecchio locale, se non sbaglio…
BH: Sì. C’era questa specie di bar chiamato ‘The Gaslight’ dove si incontrava parte della scena hippe-beat-folk di New York City, credo aperto da John Mitchell. Il nome ‘Anthem’ lo vedevo bene per una band, con canzoni che potessero essere una sorta di “inno”, e Brian pensava a ‘The Gaslight’, quindi decidemmo per una via di mezzo.

SD: Come giudichi il vostro ultimo album ‘Handwritten’?
BH: Grandioso! Non l’avremmo nemmeno pubblicato se non avessimo pensato fosse all’altezza. Avevamo un paio di canzoni pronte gi

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