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Salad Days Magazine | September 26, 2020

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Bitter Branches ‘This May Hurt A Bit’

Bitter Branches ‘This May Hurt A Bit’
Salad Days

Review Overview

7
7
7

Rating

BITTER BRANCHES
‘This May Hurt A Bit’-12”
(Atomic Action!)
7/10


Tim Singer è una presenza ingombrante: a metà degli anni 90, fronteggiando prima i Deadguy e poi i Kiss It Goodbye, ha contribuito a disegnare il metalcore caotico e tecnico che qualche anno dopo avrà in Botch e Coalesce alcuni dei suoi nomi migliori. In parentesi, tutto questo l’ha fatto con Keith Huckins, a sua volta ex Rorschach, che per chiarire le origini di quel suono anni fa disse “volevamo essere un gruppo youth crew/New York hardcore, ma ho imparato a suonare la chitarra suonando metal, Slayer, Voivod, Kreator e quando scrivevo musica non usciva mai come previsto. Poi abbiamo iniziato ad ascoltare Bl’ast!, Godflesh, Carcass e ogni pezzo ha iniziato a suonare sempre meno ortodosso”. Chiusa la divagazione, nel 2019 Tim Singer torna con i Process Black che fanno un singolo su Deathwish, poi si parla di un documentario con reunion dei Deadguy (immagino ritardati causa pandemia) e per non stare con le mani in mano ecco ora i Bitter Branches, che comprendono anche un altro paio di persone degne di nota. Jeff Tirabassi ad esempio, che nel 1995 si ispirava
liberamente ai Samiam nell’incidere ‘Familiar, Forgotten’ con i Walleye e Brian Kantorek, che inseguiva i Kid Dynamite nei The Curse con Dave Hause (Loved Ones prima e solista poi). Lo stile vocale di Tim Singer, feroce e spesso “parlato”, implica però un paragone con le sue vecchie band e mi pare che l’idea funzioni (più pensando ai Kiss It Goodbye) specie per ‘Oil Of Snakes’ e ‘Party Mode’, due delle 5 tracce di questo disco che Atomic Action! si è incaricata si stampare su vinile. Gli altri pezzi sono meno spigolosi, ‘Bad Cold’ suona quasi come un singolo post hardcore in un lavoro del genere, ma non crediate che il risultato sia meno viscerale e va mano nella mano con i testi, che tra bullets, cancer, poison e failure non verranno ricordati per la loro allegria. Appunto finale, Tim Singer non è noto per dei progetti troppo longevi, meglio ascoltare i Bitter Branches fin tanto che si dicono ancora intenzionati a suonare in giro quando potranno.
(Marco Capelli)

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