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Salad Days Magazine | October 14, 2019

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Blackberry Smoke ‘Holding All The Roses’

Blackberry Smoke ‘Holding All The Roses’
Salad Days

Review Overview

6.5
6.5
6.5

Rating

BLACKBERRY SMOKE
‘Holding All The Roses’-CD
(Earache)
6,5/10


Per tutti gli orfani inconsolabili dei Black Crowes, scioltisi dopo l’ennesimo litigio dei fratelli Robinson, ecco arrivare dalla stessa città: Atlanta, Georgia, i Blackberry Smoke, nuova speranza del southern rock dopo la pubblicazione del doppio live che ha ricevuto molti consensi positivi e rilanciato il genere… da tempo non usciva un doppio live dal sapore “antico” come questo ‘Leave A Scar Live’. C’erano quindi molte aspettative intorno all’uscita di questo nuovo disco, visto anche il nome del produttore scelto per fare questo ennesimo salto di qualità: Brendan O’ Brien, colui che ha prodotto AC/DC, Pearl Jam, Aerosmith, Neil Young e Bruce Springsteen fra gli altri; questa scelta, dettata dal tentativo di fare l’auspicato salto di notorietà e raggiungere il grosso pubblico, alla fine si rivela essere controproducente dando si alla band un suono mainstream, ma allo stesso tempo impersonale, che la priva di quella ruvidezza necessaria che fa del southern rock un genere sincero e per certi versi intramontabile. Meno profondi e ricercati nei suoni dei Black Crowes, i Blackberry Smoke mescolano blues, country e rock nel tentativo di accaparrarsi ai gusti di qualche casalinga del sud, ma tralasciano di suonare per piacere personale; disco dettato e voluto per cercare di sfruttare il momento favorevole. Ascoltandolo si sente una mancanza di feeling e passione di fondo, questo release, è carino sì, pure suonato bene, ma ribadisco che trasmette poco entusiasmo nell’ascoltarlo, di spigolosità levigate ala Kings Of Lion sono pieni gli scaffali di Walmart… ragazzi siamo ahimè ancora lontani dal genuino spirito della tradizione southern. Resto dell’idea che il quartetto riesce a dare il meglio sulle assi di un palco (e non importa se oggi sono passati dai fumosi e alcolemici grill per camionisti a vere e proprie arene-rock) dove, liberi da manette discografiche, è in grado scatenarsi e jammare senza freni.
(X-Man)

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