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Salad Days Magazine | October 1, 2020

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Blood Youth ‘Inside My Head’

Blood Youth ‘Inside My Head’
Salad Days

Review Overview

5
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BLOOD YOUTH
‘Inside My Head’–EP
(Rude)
5/10


I Blood Youth sono nuovi di zecca nel panorama discografico, grazie all’uscita dell’EP ‘Inside My Head’, ma per loro sfortuna non abbastanza nuovi per l’anno segnato dal calendario. Questa band di Lincoln è in ritardo di una decina d’anni almeno per essere considerata al passo, un periodo che equivale ad una vita, ad un’era musicale. La band di Lincoln, formata dai quattro quinti dei Climates, cioè da tutti i musicisti escluso il cantante, si presenta come melodic hardcore band, perché anch’essi si rendono ben conto che definirsi “metalcore coi ritornelli catchy” non è più conveniente, ma in fin dei conti è proprio ciò che suonano. I Blood Youth iniziano questo EP in maniera potente con ‘Piece By Piece’, ma è proprio pezzo dopo pezzo che si sgretolano. I suoni massicci ed avvolgenti, il groove della prima strofa, lasciano subito dopo intravedere l’ennesimo doppione dei The Ghost Inside, ma con ritornelli da MTV: ‘Failure’ sembra quasi una canzone copiata dai TGI. Le strutture dei pezzi (cinque in totale) sono classiche e prevedibili, niente di artistico emerge da ‘Inside My Head’, ma solo qualcosa di facilmente orecchiabile in mezzo a chitarroni droppati. La solita storia del mix fra musica aggressiva e screaming mischiati con melodie vocali e strumentali, che rimandano il conflitto fra rabbia e vulnerabilità tipico degli adolescenti un po’ insicuri. In fin dei conti proprio questo è il capolinea dei Blood Youth, la scuola dell’obbligo. Chi ha vissuto pienamente almeno gli ultimi dieci di musica non potrà apprezzare infatti questa ripetizione di intenti.
(Francesco Banci)

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