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Salad Days Magazine | September 16, 2019

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Bloodiest ‘Bloodiest’

Bloodiest ‘Bloodiest’
Salad Days

Review Overview

7
7
7

Rating

BLOODIEST
‘Bloodiest’-LP
(Relapse)
7/10


Non sono di certo di primo pelo i Bloodiest, e in effetti la band di Chicago, che vede tra le proprie fila membri ed ex di Russian Circles e Yakuza, dimostra sin dai primi secondi di questo secondo album autointitolato di sapere creare brani tra il doom e il post-rock con discreta personalità, ritagliandosi una nicchia con indubbio mestiere ed esperienza in un genere super abusato. Non mancano le scelte inconsuete (cfr. la narrazione dolente di ‘The Widow’ con coda straziante e lancinante) e i brani più diretti (la caotica ‘Suffer’), ma in generale i Bloodiest riescono al meglio nel ricreare atmosfere crepuscolari e di chaos controllato. I pregi della band diventano però anche inevitabilmente i difetti principali di una proposta che sembra sempre sul punto di prendere il largo, ma nella realtà implode in se stessa, mantenendo un senso di incompiuto alla maggior parte delle canzoni incluse nell’album, esempio lampante ne è ‘He Is Disease’ che promette di fare faville ma che non arriva mai al dunque. E’ davvero un peccato perchè una maggiore varietà nella composizione e nello stesso songwriting avrebbe reso davvero imperdibile un disco che invece rimane piacevole ma nulla di più.
(Davide Perletti)

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