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Salad Days Magazine | September 19, 2021

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BULL BRIGADE ‘IL FUOCO NON SI E’ SPENTO’

BULL BRIGADE ‘IL FUOCO NON SI E’ SPENTO’
Salad Days

Review Overview

8
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BULL BRIGADE
‘Il Fuoco Non Si E’ Spento’-CD
(Demons Run Amok Entertainment)
8/10


Recensione senza troppi fronzoli, come la loro musica. Uscirà a settembre il terzo lavoro a nome (100%) Bull Brigade (questa intro è per i rompicoglioni, pronti a dire che se contiamo gli split siamo a qualcosa più di tre). E noi siamo contenti, anzi, gasatissimi.
Uno. L’abbiamo ascoltato in anteprima.
Due. Stanno portando in giro un all the best acustico, e citando il Riga/capo della baracca, sono “commoventi come i Kina”.
Tre. “Commoventi come i Kina”? Per forza: i Bull Brigade hanno i pezzi. Negli anni hanno affinato alla perfezione questa alternanza clamorosi riff di chitarra/ritornello sing alone che non vedi l’ora di vederli dal vivo, anche in 10, per fare più casino della curva del Toro.
Quattro. Ci sono delle ospitate “non a caso”. Tralascerei Moreno degli Oppressed, che mi ricorda i Purification con Karl degli Earth Crisis: quando c’è unità di intenti diciamo che è un po’ facile. La storia si fa molto più interessante, secondo me, quando l’ospite viene da un altro mondo, vedi Samall/Slander. La storia si fa molto più interessante, secondo me, quando l’ospite viene da un’altra era (sigh), vedi Fabio/Arsenico.
Cinque. Ricordiamocelo: i Bull Brigade hanno le radici bel piantate in quegli anni ’90. Ogni volta che ne sento parlare tiro fuori dai miei scaffali, con grandissimo piacere, una delle perle di quel periodo: ‘Bastardi’ degli Youngang. Andy Capp che si rimbocca minaccioso le maniche? Una (forse “la”, insieme all’incudine dei Sottopressione) delle copertine iconiche del punk italiano.
Sei. Quando portavo qualche amico “profano”, ma curioso e comunque (musicalmente) competente, a vedere concerti hardcore, lo “sfortunato” mi diceva che la differenza nel suo giudizio la faceva sempre il singer. Esempio tra i promossi? Sick of It All ed il buon Lou. Bene. I Bull Brigade, oltre ad avere i pezzi, hanno anche una voce decisamente fuori dalla media, quella di Eugy. A costo di mandarmi affanculo, ma come Mayo dico che ho cinquant’anni e non me ne fotte più niente: a me ricorda troppo Luca Carboni. Quel leggermente roco, quella ruggine non forzata: roba che ascolti, e ci credi.
(franz1972)

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