V Spartacus – Episode Two

Posted by Salad Days On January - 27 - 2012 ADD COMMENTS

GIORNI DI UN FUTURO SBAGLIATO

Sono un abitante della terra…non saprei dirvi quanti millenni del futuro rispetto alla vostra linea temporale…ho recuperato la conoscenza del vostro presente dai nostri immensi database…vi mando questa comunicazione nell’antico modo a monito perche’ non commettiate gli errori che hanno portato noi al capolinea dell’umanità…spero di riuscire ad esprimermi in un modo a voi comprensibile…il nostro modo di comunicare si e’ evoluto…gli esseri umani si sono evoluti…in meglio o in peggio lo lascio decidere a voi…forse non dovevamo cambiare cosi’ tanto…e se vi dicessi che non sto scrivendo questa lettera con le mani?…Abbiamo stipulato accordi…con cose che non si dovrebbero nemmeno nominare…hanno rivoluto indietro tutto…milioni di volte tutto…abbiamo deciso di sopperire ai nostri deficit fisici di nostra mano…ora mi guardo e non so se sia un corpo quello con sopra la mia testa…abbiamo trovato le nostre nuove alleanze nei piu’ oscuri angoli dell’ universo…non le abbiamo firmate noi le condizioni…l’hanno fatto i nostri governanti…noi le abbiamo solo accettate…all’inizio erano I GOVERNI i nostri rappresentanti…in seguito divenne IL GOVERNO…poi L’IMPERO MONDIALE…un impero…una Lingua…una Moneta…un Dio…loro li conoscevano da millenni…ci vendettero in massa come schiavi…un pianeta intero…noi illusi pensavamo fossero venuti ad insegnarci l’universo…i piu’ fortunati vennero mangiati…ho visto un uomo sventrato con gli organi disposti su di un tavolo…tenuto in vita da inconcepibili tecnologie veniva usato come strumento musicale allorchè con una bacchetta colpivano un organo che dava un suono diverso a seconda del tipo di parte venisse sollecitata…chi scampo’ al rapimento globale organizzo’ una resistenza…al primo scontro con un colpo solo distrussero l’equivalente in territorio della vostra RUSSIA…cento milioni di morti educheranno le altre migliaia ancora libere allo sconforto ed alla resa ci mandarono a dire…non avvenne…in avamposti sottomarini e sotterranei fondemmo l’uomo con la macchina per renderlo piu’ forte…la natura ancora dalla nostra parte ci forni’ nuovi batteri su cui poter costruire armi che nemmeno la tenebra aveva ancora concepito…la guerra duro’ per anni…l’equilibrio tra le parti mantenne invariato il risultato con gravissimi danni al pianeta…irrimediabili danni…quindi ora io sono rimasto l’ultimo esemplare di new technosapiens…i miei fratelli e sorelle si sono autoeliminati poche ore fa durante la cerimonia finale…a me e’ toccato il compito di chiudere il cancello…devo premere il pulsante che fara’ detonare il centro di questa morente terra e finirla qui…non fatevi ingannare dai vostri governanti…pretendete la verita’ a qualsiasi costo…non c’è sconfitta nel cuore di chi combatte…prego gli dei che abbiamo sostituito molto tempo fa che i nostri nemici non trovino mai la vostra linea temporale…ora tocca a voi…
V SPARTACUS

Ascolti:
Rammstein-Feuer Frei
Kraftwerk-Das Modell
Daft Punk-Tecnologic
Ill Bill ft Cavalera-War Is My Destiny

V Spartacus – Episode One

Posted by Salad Days On January - 4 - 2012 1 COMMENT

TAGLIAMO LA LINGUA A TUTTI I PROFETI


 
’2012′. Un tema nuovo!!! Ma comunque tutti li a leggere. E se poi aggiungo: ‘L’ Apocalisse’?
Ah beh sono certo sarei letto fino alla fine tutto d’un fiato. Lavoro in ambito editoria a sufficienza per affermare che se SALAD DAYS MAG mettesse in copertina queste due parole venderebbe piu’ dei giornali di sua maesta’ Alfonso Signorini. Da circa 4/5 anni, ogni mente/buco di culo si adoperi a vomitare profezie e pubblicarle con allarmanti caratteri cubitali in giornalucoli da massaie frustrate vende a quintali. Il MESSIANISMO e’ un affare in periodi cupi come questi. Ogni business man lo sa e sfrutta l’onda adeguatamente. Lo testifico dal mondo editoria. Anche perche’ di tutti questi giornalacci sono un lettore accanito ed abbonato dalla prima ora. Anzi diro’ di piu’: ho fatto in modo che la mia azienda ne stampasse per avere piu’ copie gratis.
Ma questo e’ secondario. Spesso e volentieri nei peggiori bar che frequento sento teorie similari alla linea ufficale. E mi sono chiesto tante volte se ci sia un fondo di verita’ in tutto cio’. Ma anche se ci fosse le cose non quadrerebbero. Io ho sempre pensato (e sperato) che la fine del mondo avvenga in maniera epica: tipo che si manifesti l’avvento di KALKI, ultimo avatar di visnu, con il suo destriero a decimare l’umanita’ a colpi di spada fiammeggiante. Oppure una bella invasione di PREDATOR che usino il nostro pianeta come campo di caccia per i loro giochi. Mi auguro sia cosi’. Altrimenti sai soldi e tempo perso a imparare arti marziali di qua e di la’. Dovro’ pur testare la mia tecnica su qualcosa di notevole per la battaglia finale, probabilmente gia persa in partenza. Su cosa dovrei provarla, sul riscaldamento globale? Come in quella puntata di SOUTH PARK dove tutti fuggivano dal riscaldamento globale…invece e’ proprio il riscaldamento globale, una minaccia che da decenni ormai ci attanaglia le palle (visto che anche mia madre alle elementari un giorno torno’ a casa piangendo perche’ i ghiacciai si stavano sciogliendo…sigh!!!), cio’ di cui dovremmo temere gli effetti. Sembra infatti che a causa dell’alzamento delle temperature il livello degli oceani si innalzi di svariati metri causando danni di incalcolabile entita’. Intere coste…che dico…intere regioni e citta’ storiche come VENEZIA e NEW YORK sommerse. Penso che alcuni politici stiano gia’ teorizzando che la cosa si potrebbe risolvere se desalinizzassimo l’acqua del mare e tutta la popolazione del mondo ne bevesse qualche litro. O forse no?…Siamo troppo pochi…quindi giu’ a far figli per editto governativo in modo da prosciugar i mari per non morire annegati. Ma a questo punto si manifesterebbe un altro problema storico: L’AUMENTO DEMOGRAFICO. Se arriviamo a dieci miliardi siamo in pappa, e adesso siamo sette. Quindi dovranno pur arrivare gli alieni prima o poi a deportarci in massa. Aumentiamo di popolazione a dismisura, facciamo bere acqua degli oceani a tutti, cosi’ poi gli alieni ce la esportano con gli esseri umani come contenitori. Magari li etichettiamo anche: ACQUA HUMANITY. Un business. Si ok ma facile parlare sulla pelle degli altri. Quindi chi va con gli alieni sui loro pianeti?…Visti film come LA GUERRA DEI MONDI o BAGLIORI NEL BUIO non e’ che ci vogliano bene ed i film non mentono mai: GUERRA NUCLEARE a causa dei contrasti per decidere l’export umano. Stava gia’ scoppiando negli anni ottanta tra URSS e USA a causa dei sigari di Fidel Castro vuoi che non scoppi per una faccenda piu’ scottante?…Il solo risultato sara’ il deturpamento della Terra con aria e acqua corretta all’uranio. Gli umani non potranno piu’ combattere percio’delegheranno tutto ai robot di ultima generazione. Diventeranno sempre piu’ intelligenti e cominceranno a ribellarsi alla facciazza di ASIMOV. Sconfitta l’umanita’, o quel che ne resta, la costringeranno a rifugi sotterranei (gia’ visto no?). Quando il capo dei robot ADOLF 3000 decidera’ di decimarci tutti tramite un nano virus realizzando il sogno di pandemia di ogni farmacista del mondo (compreso il mio), un manipolo di ricchisimi magnati smentiranno le spoglie umane e si riveleranno per i rettili che sono. Si imbarcheranno su una nave spaziale e partiranno per il loro pianeta natale. Solo che non calcoleranno che il meteorite SFIGAZ2036 sara’ deviato di traiettoria da una tempesta solare e li centrera’ in pieno disintegrando la nave. A questo punto un pianeta proveniente da un universo parallelo sara’ in rotta di collisione con la Terra. Ma ci ripensera’ e tornera’ indietro. A toccare la Terra si prenderebbero malattie veneree. Molto meglio finire in un buco nero in quel bordello cosmico che e’ ALPHA CENTAURI.
Adesso mi credete che sono abbonato alle peggiori riviste catastrofiste del mondo? 
V SPARTACUS
 
Ascolti:
TRAPPED UNDER ICE ‘Secrets Of The World’
DOWN ‘Nola’
INTEGRITY ‘Black Heksen Rise’

Trieste Tattoo Convention 2011

Posted by Graphic deparment On November - 23 - 2011 ADD COMMENTS

La 4° Edizione di Trieste Tattoo Expo si è svolta questo weekend al Centro Espositivo d’Arte Moderna e Contemporanea a Trieste.

Ecco un photo report dal Evento.

 

 

 

 

© Pics by Alexandra Romano

Federico Faccioli – ‘Proxima Centauri’

Posted by Salad Days On November - 22 - 2011 2 COMMENTS

‘Proxima Centauri’ è il primo libro di poesie di Federico Faccioli. in tutte le librerie d’Italia. Le copie sono limitate, solo 1000!. Se hai una libreria di fiducia chiedi di ordinartelo. Se invece non ce la fai ad aspettare con 10,00 euro, comprese spese spedizione, arriva a casa tua. Info qua: http://www.bonaccorsoeditore.it (puoi anche telefonare ad un fisso). Un grazie a Morando, Brancaleoni, Giorgio Maria Bellini e Frangenti Culurali, editore Bonaccorso, Biblioteca Civica di Verona, libreria Bocu e Fuoricorso Caffè. Grazie anche a Valeria Tezzon e Serena Benassù.

Intervista di Giorgio Maria Bellini

SD: Da che cosa potrebbe essere rappresentato l’acme della tua visione poetica?
FF: L’esigenza di scrivere è un dovere in questa città. Ma è solo uno dei miei sfoghi. Al contrario di molti amici poeti mi ritengo un ossessivo compulsivo, le parole le peso più con filosofia del messaggio che come “sfogo” fine a se stesso. La poesia ha avuto un gap generazionale assurdo… quello che scrivono i miei coetanei è completamente diverso dai 50 anni che ci precedono. Questo lo dico sia da uomo di pensiero che da insegnante. Il mercato e il cambio del concetto di lavoro sono le prime cause. Scrivere dopo 8 ore nei campi o 8 ore sul pc sono esperienze diversissime.

SD: Nel tuo modo espressivo la parte emotiva e quella razionale si sovrappongono, si compensano o creano divari interpretativi?
FF: Divari molto ampi e me ne accorgo dai sogni che faccio. Ho un educazione molto occidentale… testa testa testa. La filosofia dapprima è stata maestra poi abile nemica. Ora faccio molte attività orientali per spalmare la mia energia ma la ricerca del bilanciamento è sempre dura. Ma sono felice, soffro, ma faccio cose belle.

SD: L’eventuale parere di terzi su una tua opera creativa ha ampliato o modificato la tua ricerca?
FF: Nessuna delle due direi… ho la testa dura! Ho fatto leggere le mie cose a molte persone ma il parere (sempre molto positivo o addirittura “scrivi molto difficile, sei un pazzo/genio”) non ha cambiato la strada della mia stilografica sul foglio.

SD: Da quando hai iniziato a comporre versi che tipo di evoluzione c’è stata?
FF: Ho scritto i miei primi versi nel 1992… Da allora la cultura assorbita ovviamente ha ampliato sia il mio modo di scrivere che di agire. Mi fa piacere non definirmi un poeta (anche se la mia carta d’identità dice il contrario ehheeh) ma sono semplici provocazioni figlie della cultura punk! Per concludere vi dico che le 35 poesie contenute in ‘Proxima Centauri’ non sono getto su carta ma unione di pensieri e emozioni volte a soddisfare il lettore. Se notate c’è una poesia per argomento (o almeno ve lo farò credere). A me interessa lasciare un impronta sull’anno 2010: l’amore, il lavoro, la famiglia, dio, etc…

link rai news
http://poesia.blog.rainews24.it/2011/03/14/opere-inedite-federico-faccioli/

Poesia per Salad Days Magazine:
Un Punk su Facebook
Fai lo stronzetto?
Bevi wodka
Vai a puttane.
Fai cilecca.
Dormi.
Ricominci a bere.

Poi se non è alcool
ce sempre una soap alla tv
o facebook.
Tutti amici.

Sul web l’hai scopata
e ti ha lasciato i segni
delle mestruazioni.
Sul mouse.

Come il giovane ribelle.
Muori per la gloria del tuo gruppo.
Tanto paga Mamma,
anche la connessione a banda larga.

Tanto paga papà.
Non hai fatto neppure testamento;
ed hanno speso 6mila euro
per il tuo funerale.

Non hai cambiato questo mondo:
dormi in pace amico ribelle,
ed avvisami per tempo de dio esiste.

In caso questa cara informazione
risultasse positiva:
comunque non cambierò il mio Agire.

Federico Faccioli
La Ghigliottina® founder & owner

http://LaGhigliottina.com
Best Italian Skateboard Team’s BLOG:
http://LaGhigliottina.com/blog

New Event!
Chief Exec. Officer
http://LaGhigliottina.com/new_event

Contact:
http://www.facebook.com/federicofaccioli
skipe: federico-faccioli
http://www.myspace.com/dr_faccioli
mobile: 3294195014
Personal contact (only good news):LaVeritaTiRendera@Libero.it

SuperHillCool interview

Posted by Salad Days On October - 13 - 2011 ADD COMMENTS

SUPERHILLCOOL INTERVIEW

Quanto è legato il mondo del rock a quello dei comics? E quanto è difficile la vita del “fumettaro” in Italia? Lo abbiamo chiesto a Sergio Barbasso, autore del progetto SuperHillCool (www.superhillcool.com) realizzato in modo assolutamente autonomo ed indipendente: scrittura, disegno, colorazione, lettering. In pratica si tratta di un fumetto DIY in pieno stile punk…

SALAD DAYS – Ciao Sergio, bentrovato su Salad Days Magazine. Innanzitutto presentati e presentaci il tuo fumetto.

Sergio Barbasso – Ciao a tutti, mi chiamo Sergio Barbasso, ma per gli amici dell’Agenzia delle Entrate sono semplicemente “Cartella n°00124839274716″. Sono ricco, famoso e tutti quelli che dicono che in realtà mi guadagno da vivere facendo il grafico sottopagato mentono. Tre anni e mezzo fà mi è venuta la brillante idea di creare un fumetto pirla e dal nome altrettanto pirla, e così dopo aver detto addio al mio tempo libero l’ho pensato, disegnato, ripassato, colorato, effettato, ultimato ed infine stampato. Ed ora eccomi qui. A cercare di diventare ancora più ricco allestendo banchetti di fortuna in locali e festival rock sfidando le condizioni meteo più improbabili, e cercando di vendere copie su copie della ISSUE #1 per rientrare almeno delle spese. Certo, avrei potuto citofonare in una villa a caso ad Arcore e dire che ero minorenne e bisognoso, ma ho preferito autoprodurmi tutto dall’inizio alla fine. Che idiota.

SD – Quali sono gli autori a cui ti ispiri? Mi verrebbe da dire Matt Groening per alcune caratteristiche, Bryan Lee O’Malley per altre…

SB – Sono sincero, prima di questa avventura non avevo mai scritto niente nè tantomeno sapevo come realizzare uno storyboard, e dopo anni di lavoro a computer nemmeno sapevo se riuscivo a disegnare qualcosa di decente… quindi sono andato a ruota libera con l’aiuto di internet ma senza farmi troppo influenzare dagli altri; sicuramente gli unici input mi sono arrivati dai cartoni animati in tv, ma nel momento in cui ho disegnato i personaggi per la prima volta ho pensato solo “lo stile manga non fa per me” e “gli occhioni giganti e tondi mi fanno ridere”. Ah, e poi che i Raised Fist spaccano il culo ai passerotti.

SD – Come nascono i personaggi e le ambientazioni di “SuperHillCool”?

SB – Diciamo che in buona parte è colpa della birra; non tanto delle prime due quanto di quelle successive. In realtà inconsciamente ero alla disperata ricerca di una valvola di sfogo per le mie minchiate, e non essendoci stata poi la necessità di inventare a tavolino personaggi che potessero funzionare perchè DOVEVO farlo, ho attinto da ciò che mi circondava e dalle mie più grandi passioni (musica in primis, ma anche cinematografia e viaggi) per creare storie che facessero ridere me e i miei amici. Alcuni personaggi quindi sono caricature di amici e parenti, altri sono persone bizzarre che ho visto in giro (tipo il manager della Emorrock Records), altri ancora sono… IO. Sai com’è, ho pensato che dal momento che faccio un fumetto tutto mio che disegno io coi personaggi che voglio io è giusto che ci sia anch’io… e così sono il batterista dei Uattaffac, la band rivale. Eh sì. Son soddisfazioni.

SD – Sembrerebbe pronto per diventare un cartone…

SB – In effetti era nato proprio per essere un cartone, solo che dopo aver disegnato circa 200 tavole per neanche 2 secondi di scena ho capito che o brevettavo il “cartoon autoprodotto” come nuova forma di suicidio o ridimensionavo la cosa… e visto che all’Ufficio Brevetti mi facevano storie per il fatto del suicidio ho “ripiegato” sul formato fumetto, scoprendo che in realtà è un’ottima piattaforma per la narrazione delle mie storie, e molto utile per il concetto di sintesi. Sto comunque lavorando perchè diventi prima o poi un cartone, anche perchè i personaggi erano stati pensati per avere certe voci e movenze che su carta non posso ovviamente ricreare; ma ci vuole tempo. Cominciamo a vendere ‘ste 1000 copie intanto, và.

SD – Che ne pensi del fumetto digitale, nel senso di fruito senza la carta? Ha futuro? Mi viene in mente “Sugarshock!” di Whedon/Moon, simile per tematiche a “SuperHillCool”…

SB – Come autore emergente direi che è un’ottima cosa, perchè molte più persone possono venire a conoscenza di ciò che faccio e leggere le mie storie, tant’è che proverò sicuramente anch’io a proporre prossimamente i SuperHillCool anche in versione digitale. Come fruitore invece non so ancora, ho provato a scaricare un paio di fumetti digitali ma mi sentivo un po’ impacciato nel leggerli in quella maniera; credo comunque ci voglia solo un po’ di pratica, il cambiamento non si può ignorare e va sempre assecondato, mai porsi dei limiti. Sono in ogni caso straconvinto che il fumetto su carta non morirà mai, diventerà una cosa per cultori come lo è adesso il vinile e come tra poco lo sarà il CD, e proprio per questo ne acquisterà di brutto in valore e fascino.

SD – Visto che evidentemente segui il mondo del rock, quali sono i tuoi ascolti preferiti? Suoni in qualche band?

SB – Ho suonato la batteria fino a qualche anno fa in una gran bella band di Milano, però se prima battevo per passione, ora mi sa che devo battere per lavoro… per il resto, sono un divoratore di musica e collezionista sfegatato di CD, dall’Hardcore più violento ai City and Colour, dal prog italiano di Area e Banco agli esperimenti moderni di Patton, Meshuggah e The Dillinger Escape Plan. In linea di massima adoro tutto ciò che è suonato col cuore, quindi anche la band della Brianza che fa musica da paura e che non conosce nessuno. Ma il più grande artista in assoluto è Marco Carta, non dimentichiamolo mai. Anzi no, dimentichiamolo.

SD – Cosa significa fare fumetti in Italia?

SB – Essere un pirla, credo. Non tanto per i fumetti in sè, quanto per il fatto che qualsiasi cosa fatta in Italia è sempre più difficile da realizzare che da altre parti. Faccio il grafico da più di 10 anni, ho realizzato copertine di CD anche per artisti famosi e faccio un lavoro che adoro, ma il merito qui a Berluscolandia purtroppo non mi ha mai portato da nessuna parte. “Fantastiche le tue grafiche, sei davvero bravo, veloce e puntuale. Però sai, il figlio di un mio amico che quando non si fa le pippe su YouPorn ogni tanto smanetta un po’ con Photoshop mi costa meno di te”. È frustrante vedere che tanti disegnatori di talento (ma è un discorso che vale anche per molte altre figure professionali in ambito creativo) qui in Italia devono sbattersi come dei matti per pochi euro, non vengono gratificati e se provano ad investire su sè stessi lo stato anzichè promuoverli e supportarli gli tira tante di quelle sberle con le tasse da far passare la voglia di fare qualsiasi cosa. Ecco perchè per far sopravvivere il mio fumetto mi troverò una vecchiaccia coi soldi: è l’unico modo per attenuare la mia precarietà.

SD – I tre fumetti che tutti dovrebbero aver letto.

SB – Dipende cosa si cerca quando si compra un fumetto: se uno cerca umorismo a palate direi “A come Ignoranza” di Daw, mentre se uno vuole il disegno fantastico tipo “gioia per gli occhi” ce n’è a quintalate, della Marvel, della DC… se invece uno cerca sia umorismo a go-go che disegni fantastici beh… è appena uscito il nuovo fumetto dei SUPERHILLCOOL, sapete?

SD – Se non avessi fatto il “fumettaro”, cosa avresti fatto?

SB – La escort. O la twingo. Non sono fumettaro di professione e probabilmente non lo diventerò mai, però se non avessi fatto il grafico mi sarebbe piaciuto continuare a suonare la batteria, girare il mondo con la mia musica, drogarmi, spaccare tutto e poi a 40 anni cercare di rientrare in società con qualche lavoretto non impegnativo, tipo scrivere testi per Zucchero, o per Raf.

SD – Cosa dobbiamo aspettarci da te per il futuro?

SB – Farò il bravo, te lo giuro. Il progetto che ho messo in piedi prevede non solo il fumetto dei SuperHillCool ma anche il fumetto parallelo dei Uattaffac, che vedrà la luce appena il fumetto potrà autofinanziarsi e potrò permettermi i disegnatori/coloristi per la prossima storia; ho già altre sceneggiature pronte e un quaderno strapieno di idee e stronzate, nonchè un piano di marketing abbastanza verosimile… l’ideale sarebbe trovare prossimamente un investor (meglio se negli States) e creare un ottimo team di lavoro col quale sfornare storie su storie dedicandomi esclusivamente alle sceneggiature, agli storyboard e alla supervisione, ma comunque con o senza investor continuerò fino a quando saprò che sto facendo qualcosa che mi rende felice e che fa divertire gli altri. Nel frattempo voi spargete la voce più che potete, amici di Salad Days Mag, che il passaparola è l’unico strumento grazie al quale un’autoproduzione totale come la mia può pensare di avere un futuro. E se volete farvi un po’ di risate, comprate i miei fumetti e venite a trovarmi ai banchetti! E mi raccomando: stay Super. Stay HillCool.

www.superhillcool.com

(Txt by Flavio Ignelzi x Salad Days Mag – All Right Reserved)

In Infart We Trust 2011 – photorecap

Posted by Salad Days On October - 1 - 2011 ADD COMMENTS

INFART COLLECTIVE 2011

Infart Collective dal 2007 si impegna ad organizzare mostre ed eventi riguardanti l’arte contemporanea più underground. Nasce qualche anno fa dall’unione di artisti bassanesi e il suo scopo è di calare ,anche in una realtà piccola come Bassano del Grappa, la Street Culture in un modo più fruibile per tutti. Esempio palese ben riuscito è In Infart We Trust edizione di quest’anno, 2011. Credere in Infart significa credere nella città che lo ospita, avere fiducia nelle potenzialità di una piccola realtà che riesce a calamitare su di sé l’attenzione e l’interesse della scena artistica a livello europeo.

Il festival, che ha avuto luogo il primo week end di Settembre, si è svolto in vari punti della città coinvolgendo giovani e non, interessati ad avvicinarsi a questo fenomeno artistico. Ecco dunque che la città si è fatta palcoscenico di numerosi eventi dislocati in zone come l’Arena Cimberle e l’Ex Garage Nardini, dove muri e pareti sono stati trasformati in giganti supporti per artisti provenienti da tutta Europa. Sono infatti sessanta gli artisti che hanno partecipato alla scena di quest’anno, tra paintings, wall, installazioni, sculture e performances.

Tra gli artisti locali invece, si è fatta promotrice di un fenomeno musicale, Verena Stefanie Grotto, di origine bassanese, giovane fotografa a Londra. Ha esposto nel Castello degli Ezzelini. Si tratta di una mostra fotografica ‘Kids Of Grime’ riguardante il Grime, nuovo fenomeno musicale di origine londinese, che nasce dal ghetto. Ma Infart vuole essere anche intrattenimento. Quest’anno a farla da padrone sul palco è stato Jammer, esponente di spicco del genere Grime accompagnato da altri dj set della zona. Novità del Festival di quest’anno è stata l’entrata in scena di una curatrice, Carolina Lio, che ha organizzato una mostra parallela al Festival, nel Museo Civico di Bassano del Grappa. ‘Vulpes Pilum Mutare’, un’esposizione che raccoglie opere di 46 artisti italiani appartenenti a diversi tipi di arte, una vera e propria unione tra street culture e arte da galleria.

L’evento In Infart We Trust ha coperto un intero week end alternando numerosi live show, esibizioni d’arte, performances e mostre fotografiche. Filo conduttore: la voglia di coinvolgere e dare la possibilità allo spettatore di diventare protagonista. Se lo scopo di questa edizione In Infart We Trust era far sì che tutti credessero di più nell’arte nella propria città, di certo l’afflusso di pubblico dimostra che l’obbiettivo è stato raggiunto.

OFFICIAL VIDEO:

This year INFART FESTIVAL hosted the exhibition and night of the documentary KIDSOFGRIME created by the photographer and blogger Verena Stefanie Grotto.
KIDSOFGRIME has been the opening event of the three days Urban Arts and Music Festival in Italy. The night of the 2nd of September 2011 saw the opening of the doors of the Ezzelini’s Castle where 9 pictures (71inch x 51inch) of the infamous documentary about the GRIME scene were showcased. Mc pioneer, Jammer, from the collective ‘Boy Better Know’ was the ambassador of the genre in the ‘Bel Paese’, his PA showing to the Italian crowd what Grime is about with the crowd going crazy during his performance of some of the greatest hits made in the history of this amazing sound. Check out the footage of the Exhibition/Jammer here:

(Txt & Pics by Lisa Maria Boccaccio – All Right Reserved)

www.infartcollective.com

Beaty Heart live @ Roundhouse London

Posted by Salad Days On August - 24 - 2011 ADD COMMENTS

Beaty Heart at the Roundhouse London

Unique is a no-no word when it comes down to writing reviews and press releases. It’s like using “extreme” when referring to action sports: it’s a pure act of mental laziness. But Beaty Heart performance on Ron Arad’s temporary installation almost had us muttering the U-word – and for all the right reasons.

First of all it was at the Roundhouse, a circular brick building originally designed in the mid 1800s to contain a train turntable and now devoted to performing arts. This beautiful, unconventional venue is hosting Ron Arad’s Curtain Call, a gigantic eight meters tall curtain of white silicon rods that encloses the center of the main hall and serves as a 360° screen. Till the 29th of August, 12high definition projectors will show non-stop short films chosen personally by Arad himself and the total surface of the screen is a staggering 450 square meters.

The installation is as impressive as it sounds: the dimly lit main room and the glowing silicon puts you in an extremely perceptive state and pushing through the curtain to sit on the bare floor and look around is just worth the visit alone.

After the first 5 minutes this visual feast it became clear that the circular screen is a metaphor on the limitations of human perception and “10.000 Miles From A Car Window” is a hypnotic reflection on the experience of traveling – and not in a “Horse With No Name” way.

Beaty Heart and EYESONTHEWALL (well known for Moby’s and Glastonbury’s visual) produced in less than five weeks a sensorial recollection of a journey from London to Mongolia, in which sound and vision were in a constant dialogue with each other and echoes of foreign lands blended in western electronic beats.

The result was mesmerizing and hopefully this won’t be just a one off for those lucky enough to be in London in August – or is this a metaphor as well?

(Txt by Rita Comi; Pics EYESONTHEWALL)

Bricks & Wheels recap

Posted by Salad Days On August - 2 - 2011 ADD COMMENTS

BRICKS & WHEELS RECAP

GRAZIE A TUTTI PER IL SUPPORTO!
QUESTO è UN BREVE RECAP DI QUELLO CHE è SUCCESSO SABATO 23 LUGLIO ALLA WTC DI TORINO.
VIDEO BY ALBERTO CHIMENTI DEZANI E PICS BY CAROL SINISI.
ENJOY!

BLOT + LUCA LEDDA + LITO.

Inkstinct Tattoo App

Posted by Graphic deparment On July - 6 - 2011 ADD COMMENTS

Inkstinct, la prima applicazione per l’Iphone e Ipad Italiana dedicata a tutti gli appassionati di tatuaggi.

tattoo app

 

Puoi sfogliare le foto nella gallery, con gli ultimi lavori dei più grandi artisti tatuatori professionisti italiani ed europei.
Scegli il tuo artista, guarda le sue opere, leggi la sua biografia e poi cerca sulla cartina per localizzare il suo studio.

 

L’applicazione vi aiuterà, inoltre, a scegliere il tatuatore adatto alle vostre esigenze. L’interfaccia grafica è elegante, intuitiva ed è suddivisa in 4 sezioni:

  • Artists Gallery, dove troverete una vasta collezione di immagini ordinate in base al tatuatore;
  • Studio Map, dove cercare gli studi più vicini alla vostra posizione;
  • Artists Bio, dove potrete leggere la biografia completa dell’artista;
  • Conventions, dove potrete trovare una lista costantemente aggiornata con tutti i raduni europei dedicati ai tatuaggi.

Disponibile gratis nel appstore.

Carhartt presenta Hic Sunt Leones di Rise Above | Photo Recap

Mercoledì 15 giugno Snob Production nella sua sede di Vicolo del Cedro 10, Roma ha inaugurato la mostra presentata da Carhartt ‘Hic Sunt Leones’ di Rise Above. La mostra comprende 8 pannelli realizzati illustrati creati per la comunicazione grafica della rassegna This Is My Store, otto eventi di musica, fotografia ed arte, ideati ed organizzati da Snob Production per Carhartt in altrettanti importanti store in giro per l’Italia. Come di consueto nel suo lavoro, ha ricercato il “concept” nel passato, nella pietra, nella storia di ogni città: il risultato è stata la produzione di una serie di otto grandi ritratti di leoni, presi da monumenti e musei del luogo, uno per ogni città\tappa\store.Il Leone come arcaico simbolo di fierezza, a rappresentare l’orgoglio per il proprio lavoro , concetto alla base della rassegna This Is My Store, e declinato nei volti secolari degli elementi scultorei ritratti. Realizzati per essere esposti separatamente in ognuna delle città, vengono per la prima volta riuniti tutti assieme in una mostra realizzata nell’headquarter Snob Production.

Marcello Crescenzi è nato 32 anni fa a Roma, città in cui è sempre vissuto e in cui lavora occupandosi di art-direction, grafica e illustrazione. Dal 2006 si dedica con assiduità all ‘illustrazione con il progetto “Rise Above” dove esplora principalmente la cultura popolare con cui è cresciuto, la storia e i territori del simbolico, della leggenda, dell’arcaico. Nel 2009 tiene la sua prima personale a Milano dal titolo “The Future of the Past”, nel 2010 cura le locandine del campionato italiano di Skateboard ed è ospite come performer al MACRO, nell’ambito della rassegna “The Road to Contemporary Art”. Come illustratore ha lavorato per realtà molto diverse tra loro, spaziando dall’editoria ai network, dall’abbigliamento alla musica. Tra i suoi clienti: Slam Jam, Radio Due, Carhartt, Shrinebuilder, Edel, Bastard Clothing, Quintorigo, Classix Magazine, Universal Recorrds, Bang Art Magazine, Graveyard, Kemado Records, Lobster Apparel, Deep Session Records, Quiksilver e Warriors Skateboards.
www.riseabove.it

Carhartt Square Roma
Vicolo Del Cedro 10
Roma

www.snobproduction.it/carhartt-square
carharttsquare.roma@snobproduction.it

Le Sante Peccatrici exhibition – le foto -

Posted by Salad Days On March - 10 - 2011 1 COMMENT

55DSL presenta LE SANTE PECCATRICI -31 tatuatrici italiane raccontano sacrificio e fede per passione e festeggiano la festa della donna-

Betty Page – retrospective

Posted by Salad Days On February - 21 - 2011 1 COMMENT

BETTY PAGE – retrospective

Dall’11 Dicembre 2010 all’11 Febbraio 2011 si è tenuta a Bologna presso la galleria d’arte Contemporary Concept la mostra ‘Betty Page’ a cura di Filippo e Maurizio Rebuzzini, la più avvincente esposizione fotografica al mondo mai realizzata dedicata alla regina delle pin-up. La mostra è stata realizzata con il contributo di Nital (distributore Nikon) e Roland DG Mid Europe. Son state esposte per l’occasione trentadue stampe in bianconero in formato 84×110cm e 38×50cm che, dopo l’acquisizione a scanner per la conversione degli originali in file digitali, sono state pazientemente lavorate ossia, è stato fatto ciò che originariamente sarebbe dovuto essere fatto in fase di stampa e finissaggio, se solo Paula e Irving Klaw avessero in qualche misura assecondato la propria azione fotografica.

Gli scatti immortalano uno dei miti dell’erotismo degli anni Cinquanta, ovvero la più fotografata e desiderata pin-up model del tempo: la signorina Betty Page (da qualcuno e in altre documentazioni chiamata “Bettie Page”). Da qualche tempo, molti parlano di lei. Fino a qualche stagione fa, era conosciuta soltanto presso un’identificata cerchia di cultori. Il cambio di rotta è stato avviato per merito e a causa di un film di David Lynch, ‘Lost Highway’ (in Italia, ‘Strade Perdute’; nelle sale dal giugno 1998), nel quale la protagonista si ispira esplicitamente al modello esteriore di Betty Page.

Comunque, oggigiorno, la fama acquisita è ormai tanto universale che per la sua scomparsa, l’11 dicembre 2008, si sono impegnate tutte le agenzie giornalistiche internazionali. Betty posava sia nei Camera Club, circoli per fotografi non professionisti, sia nella sala di posa nella quale Irving e Paula Klaw producevano immagini maliziose e scabrose, commercializzate attraverso circuiti di vendita per corrispondenza sostanzialmente furtivi, occulti, sul filo della legalità. Ai tempi malvisto dalla cultura puritana anglosassone, tanto da essere perfino indagato dall’FBI, che lo accusò di traviare la gioventù (e più precisamente di favorire, con le sue immagini, la vendita di giubbotti in pelle e coltelli a serramanico), oggi Irving Klaw è considerato un maestro e un caposcuola. Però, come rivelato, era la sorella Paula che fotografava: dunque è a lei che vanno attribuiti tutti gli eventuali meriti.

(Txt by Silvia Rapisarda)

Chuck Ragan + Gaslight Anthem lookbook

Posted by Salad Days On February - 3 - 2011 ADD COMMENTS

Chuck Ragan + Gaslight Anthem lookbook

This is how SALAD DAYS MAG have seen the Chuck Ragan + Gaslight Anthem live show down in Milan last fall. Pictures by Augusto Lucati, layout by Antonello Mantarro

www.myspace.com/chuckragan
www.chuckraganmusic.com
www.gaslightanthem.com
www.myspace.com/thegaslightanthem

Rise Above & Scarful: ‘Iconologia’

Posted by Salad Days On December - 19 - 2010 ADD COMMENTS

Rise Above & Scarful: ‘Iconologia’

ICONOLOGIA di RISE ABOVE & SCARFUL
Un progetto realizzato a quattro mani da Rise Above e Scarful sul tema dell’Iconologia. L’ ‘Iconologia’ del Cavalier Cesare Ripa è un volume del 1593, successivamente ampliato a più riprese nei contenuti e nelle immagini prima nel 1603 e poi nel 1625, nel quale il Ripa accorpa in maniera ragionata le moltissime allegorie e simbologie stratificatesi nella cultura italiana sino ad allora. Figure provenienti dal mondo classico, religioso, filosofico ed ermetico così come delle arti, dei mestieri e dalla semplice tradizione popolare, vengono riviste in un lavoro enciclopedico in cui le figure e gli oggetti simbolici provenienti dalle disparate tradizioni di cui sopra vengono accorpati e rielaborati con sapienza. Il risultato è una carrellata impressionante -per varietà e dettaglio- di figure iconografiche, ciascuna a descrivere un modo, una virtù, un luogo fisico o della mente, un attitudine o un carattere, descritte con dovizia di parole e illustrate con suggestive incisioni. La mostra è un breve concept multidisciplinare in cui gli autori si descrivono oggi cercando i mezzi nelle simbologie della cultura classica codificate quattrocento anni fa da Cesare Ripa, in quanto da secoli “Necessaria à Poeti, Pittori et Scultori, per rappresentare le virtù, vitij, affetti e passioni humane”.

Marcello Crescenzi è nato 31 anni fa a Roma, città in cui è sempre vissuto e in cui lavora occupandosi di art-direction, grafica e illustrazione. Dal 2006 si dedica con assiduità all ‘illustrazione con il progetto ‘Rise Above’ dove esplora principalmente la cultura popolare con cui è cresciuto e i territori della leggenda e dell’arcaico. Nel 2009 tiene la sua prima personale a Milano dal titolo ‘The Future Of The Past’, nel 2010 cura le locandine del campionato italiano di Skateboard ed è ospite come performer al MACRO, nell’ambito della rassegna ‘The Road To Contemporary Art’.
Come illustratore ha lavorato per realtà molto diverse tra loro, spaziando dall’editoria ai network, dall’abbigliamento alla musica. Tra i suoi clienti: Shrindebuilder, Edel, Bastard, Quintorigo, Classix Magazine, Bang Art, Mtv, Witchcraft, Classix Metal, Lobsterl, Notox Surf, Quicksilver e Warriors Skateboards.
www.riseabove.it

Alessandro “Scarful” Maida è un’artista e designer romano, classe 1968. Inizia l’attività di grafico subito dopo gli studi universitari di architettura e design, nella metà degli anni Novanta. Nello stesso periodo, fonda il collettivo Hateful Graphic Vandals e sceglie il nome Scarful. Dal 2003 fa parte – insieme a Joe, Nico, Pane e Stand – del gruppo Why Style, con cui partecipa a esposizioni ed eventi culturali. Ha realizzato artwork per gruppi musicali come Zu, Antiyou, Truceklan, Dimension X, Ivs Primae Noctis, Black Friday e Bud Spencer Blues Explosion. La sua attività di grafico lo ha portato a collaborare per marchi di moda mainstream e underground, come Carhartt, Nike, VNGRD, Bastard, Lobster, Warriors e magazine come Rolling Stone, Novum e Rugged.
www.scarful.com

ICONOLOGIA di RISE ABOVE & SCARFUL
in collaborazione con PROFILE EXPO & GRAB MAGAZINE
dal 23/12/2010 al 10/01/2011
LUN · MER · VEN · SAB, dalle 10.00 alle 19.00
PROFILEXPO – PIAZZA DI SPAGNA, 51 · ROMA
Telefono: 338-5890635 / 3282350203
Contatti: GRAB@PROFILEXPO.IT – EXPO@PROFILEXPO.IT

Stanley Kubrick fotografo – 1945 / 1950

Posted by Salad Days On December - 1 - 2010 ADD COMMENTS

Stanley Kubrick fotografo – 1945 / 1950

Per tutti quelli che l’han amato e lo amano ancora per i suoi film, davvero pochi sapevano che, negli anni del primo dopoguerra, Kubrick è stato anche un notevole fotografo. Dal 1945 al 1959 infatti egli lavorò per la rivista Look, una pubblicazione newyorkese che si proponeva di documentare la vita sociale dell’America del dopoguerra. E’ grazie a Rainer Crone, curatore di questa mostra, che si deve la scoperta e lo studio di ben 12.000 immagini tratte da questa rivista, per la prima volta analizzate dal punto di vista storico e critico.

Con quest’allestimento all’Istituto Veneto di Venezia (eccezionalmente prorogato fin all’8 dicembre dato l’enorme successo di visitatori) abbiamo la fortuna di ammirare non una semplice raccolta di fotografie di un’artista, bensì una serie di storie narrate per immagini in cui è possibile già notare lo stile e la capacità da “story teller” del grande regista. Il giorno del suo tredicesimo compleanno egli riceve in dono dal padre la sua prima macchina fotografica e, seppur molto giovane, questo evento rappresenta la svolta della sua vita: Kubrick mostra subito un innato talento nel “fissare” il mondo attraverso le immagini.

Una di queste viene subito notata e comprata per 25 dollari dalla rivista Look: si tratta dell’immagine del venditore di giornali affranto dalla morte di F. D. Roosevelt. Il “metodo Look”, caratterizzato da una narrazione a episodi, non incontrava il gradimento dei più importanti fotogiornalisti dell’epoca. I responsabili della rivista volevano che il soggetto fosse seguito costantemente, che venisse fotografato in tutto ciò che faceva. Questo stile invadente esercitava un grande fascino su Kubrick al quale piaceva creare delle storie partendo proprio dalle foto.

Il percorso espositivo, organizzato in otto sezioni, si svolge attraverso alcune delle storie che l’occhio dell’obiettivo di Kubrick ha immortalato, come ‘Portogallo’ che racconterà il viaggio in terra lusitana di due americani nell’immediato dopoguerra, o ancora ‘Crimini’, che testimonierà l’arresto di due malviventi seguendo i movimenti dei poliziotti, le loro strategie, le loro furbizie, fino all’avvenuta cattura.

Betsy Furstenberg, protagonista della sezione a lei dedicata e che la rappresenta come il simbolo della vivace vita newyorkese di quegli anni, farà da contraltare alle vicende dei piccoli shoe shine, i lustrascarpe che si trovavano agli angoli delle strade di New York. Inoltre, ci son le sezioni dedicate alla vita che si svolgeva all’interno della Columbia University, un luogo d’élite dove l’America formava la classe dirigente del futuro, e all’interno del Campus Mooseheart nell’Illinois, una residenza universitaria, costruita da benefattori, per educare figli orfani di guerra che sarebbero andati a ingrossare le fila della middle class americana, o ancora quelle che ritraggono l’epopea dei musicisti dixieland di New Orleans o il variegato mondo degli artisti del circo.

“C’è un aforisma assai noto che dice che quando un regista muore diventa un fotografo. E’ un’osservazione acuta ma un po’ superficiale e di solito proviene da quel tipo di critici che si lamentano perché un film ha una fotografia troppo bella. Ad ogni modo ho iniziato come fotografo. Ho lavorato per la rivista Look dai diciassette ai ventuno anni. [...] Quell’esperienza per me ebbe un valore inestimabile, non solo perché imparai un sacco di cose sulla fotografia, ma anche perché mi fornì una rapida educazione su come andavano le cose nel mondo. [...] Mi divertivo tremendamente a quell’età, ma alla fine quegli abiti mi diventarono stretti, specialmente perché la mia massima ambizione era sempre stata quella di fare del cinema. I soggetti che Look mi assegnava erano in genere abbastanza stupidi. [...] Occasionalmente avevo l’opportunità di fare una storia interessante su qualche personaggio. Una di queste fu su Montgomery Clift, che era agli inizi della sua brillante carriera. La fotografia certamente mi fece compiere il primo passo verso il cinema. Per girare un film interamente da soli, come feci inizialmente io, si può non saperne molto di tutto il resto, però bisogna conoscere bene la fotografia”.
-tratto da Kubrick di Michel Ciment, 1999-

(Txt Silvia Rapisarda – Pics b/w Stanley Kubrick; colour Salad Days Mag)

KR3W presents Mick Rock Exposed

Posted by Salad Days On November - 14 - 2010 ADD COMMENTS

KR3W presents Mick Rock Exposed

Mick Rock, the legendary photographer who captured the spirit of Rock ‘n Roll in the 70′s and witnessed some of the most outrageous moments in music history, exhibited his works in a private exhibition at Idea Generation Gallery in London.

KR3W sponsored the exclusive after-party at the Owl and the Pussycat hosted by Daisy Lowe and Jaime Winstone. Event photography by Will Robson Scott.

Andi Oliver, Jaime Winstone and Mary Charteis

Axel Pauporte and Jefferson Hack

Emily and Mel Blatt.

Daisy Lowe

Horsey and friend

Eddy Prendagast

Barnzley and friend

Emily, Sally Braid and Jesse

Glen Matlock from The Sex Pistols and friend

Hugo

Jaime Winstone and Pam Hogg

Jaime Winstone, Mary Charteis, Janelle Berman and Robbie Furze from the Big Pink

James Suckling and Lucy

Jefferson Hack

Maximillian Bergius and Daisy Lowe

Mick Rock and Axel Pauporte

Pete Fowler, Ben Childs and Bakul

Richard Dales and friend

Sally Braid and Horsey

Scarlette Etienne

Cassie

Violet and Anna Hesketh

KR3W DENIM CO.
www.kr3wdenim.com

Francesca Woodman – retrospettiva

Posted by Salad Days On November - 8 - 2010 ADD COMMENTS

FRANCESCA WOODMAN RESTROSPECTIVE

Francesca Woodman nasce il 3 aprile 1958 a Denver, nel Colorado, da padre pittore e madre ceramista; comincia a lavorare a soli tredici anni, con la sua prima macchina fotografica ed in special modo con l’uso dell’autoscatto. Essa usa sé stessa come soggetto privilegiato delle sue foto, immortalandosi sia in contesti domestici soprattutto in ambientazioni vintage e decadenti, sia nella natura e nel vivo di performance appositamente progettate. Fu senza dubbio un’anticipatrice di tendenze e tematiche che diventeranno la cifra connotativa dell’arte contemporanea negli anni successivi. Francesca Woodman colpì per la sua maturità artistica e la coerenza concettuale nelle sue opere che creò nell’arco di appena 9 anni di attività.

Il percorso espositivo della mostra che l’ha celebrata presso il Palazzo della Ragione di Milano dal 16 luglio fino al 24 ottobre 2010, ha seguito le orme tracciate dalle sue serie forografiche più importanti, che s’identificano con i luoghi dove son state create e ripercorrono i paesaggi essenziali della sua breve ma intensa vita.

All’interno dell’esposizione è stata ricreata anche l’installazione Swang Song, realizzata da Francesca a Providence nel 1978 e per la prima volta in Italia. A completamento di tutto ciò sono i video realizzati dall’artista durante i corsi della RISD (Rhode Island Scholl of Design).

Quasi tutta la produzione di quest’artista ruota attorno al rapporto tra il proprio corpo, oggetto e soggetto degli scatti, e il proprio sguardo, mai idealizzato, eroico né tantomeno caricato di significati particolari..anzi, la propria immagine è sempre inserita nell’universo delle cose, come se fosse parte di esso. Uno dei tratti più caratteristici e ricorrenti della sua arte è l’assenza del suo volto, tagliato dall’inquadratura o solo nascosto da maschere, dalla propria chioma, da una torsione del collo o del busto.

Nel 1981, esce l’edizione a stampa di Some Disordered Interior Geometries, uno dei sei quaderni fotografici progettati durante il suo soggiorno a Roma: l’ultimo, perché nello stesso anno Francesca decide di abbandonare volontariamente la vita.

(Txt Silvia Rapisarda)

www.mostrawoodman.it

‘F**K’ – Murder X Salad Days Mag Tees

Posted by Salad Days On November - 1 - 2010 ADD COMMENTS

‘F***K’ – Murder X Salad Days Mag Tees

Per festeggiare l’uscita numero 5 di SALAD DAYS MAGAZINE, Murder Skateboards ha stampato una tshirt dal titolo ‘FUCK’ in edizione super limitata prendendo spunto da una delle foto dell’archivio fotografico del magazine. Per averla non dovete fare altro che contattare al più presto Murder sul sito www.murder.it
Troverete inoltre la T-S, nelle taglie S M L, in vendita direttamente allo stand Murder alla fiera degli sport invernali Modena Skipass. Iscrivendovi alla pagina ufficiale del mag su Facebook
www.facebook.com/saladdaysmag avrete la priorità sugli ordini.

www.murder.it
www.saladdaysmag.com

Under The Boardwalk-Onde Nostre meets Radio

Posted by Salad Days On October - 19 - 2010 ADD COMMENTS

UNDER THE BOARDWALK — Onde Nostre meets RADIO Tavole originali dalle collezioni di David Pecchi e Alessandro Ponzanelli. Immagini di Matteo Ferrari.

RADIO at BLURRY — Via San Crisogono n° 33/35 — 0153 ROMA
In mostra dal 12 al 22 ottobre 2010
lunedì-giovedì 11.00 — 23.00 — venerdì-sabato 11.00 — 24.00
Venerdì 22 ottobre — serata conclusiva e proiezione del lungometraggio.
Orari della proiezione: 20.30/21.30/22.30

In occasione della premiere Romana del lungometraggio ‘Onde Nostre’ RADIO presenta ‘Under The Boardwalk’ una selezione di tavole da surf prodotte a mano (dalla collezione di David Pecchi e Alessandro Ponzanelli) e una raccolta di immagini provenienti dal primo surf-movie Italiano.
Lavorate dal legno o levigando la schiuma di poliuretano, le migliore tavole da surf del mondo, fin dagli albori, sono prodotte a mano attraverso un lungo processo di
definizione della forma. RADIO si avvia verso l’ultimo appuntamento del ciclo dedicato alla manifattura. Lo fa attraverso la surf-culture e i suoi protagonisti: l’uomo, il mare e il manufatto frutto dell’ostinata ricerca dello shaper (chi produce a mano le tavole), demiurgo dello strumento necessario a cavalcare le onde.

RADIO — locate, tune, amplify
Un progetto xister ideato e curato da Marco Klefisch
RADIO è uno spazio espositivo che seleziona ed espone prodotti editoriali, audio e video. Il materiale esposto è frutto della ricerca di “guest owner”, scelti tra artigiani, curatori, designer e fotografi che si susseguono bimestralmente all’interno di RADIO per compiere un’indagine tematica inerente il proprio mondo di riferimento. Con la stessa cadenza bimestrale, RADIO ospita una mostra contenente il materiale raccolto ed elaborato da due viaggiatori scelti, inviati in luoghi specifici per svolgere una ricerca mirata. RADIO promuove costantemente, attraverso lo scambio con interlocutori selezionati, la musica, il viaggio e gli eventi culturali.

RADIO è a Milano in Via Pestalozzi, 4

Orario d’apertura:
— dal lunedì al venerdì — dalle 12.00 alle 20.00
issue 1 — HANDCRAFTED september ‘10
guest owner: Davide Caforio
— radio-store.org — info@radio-store.org — t. 02.25060192
RADIO — Milano — Via Pestalozzi, 4 — radio-store.org

ONDE NOSTRE di Luca Merli & Matteo Ferrari
Abbiamo realizzato un surf trip/documentario per raccontare le particolarità del surf in Italia, la bellezza di questo sport, la passione ed il livello dei surfisti italiani, come un vero e proprio lifestyle documentary, ambientato in un paese che solitamente non è considerato meta imperdibile. Il film è stato girato principalmente in pellicola (16mm e super8), solo alcune parti in HD, con l’obiettivo di enfatizzare la bellezza degli scenari attraverso una fotografia di grande qualità. Un viaggio alla ricerca delle nostre onde, tra Liguria, Toscana e la costa sud-occidentale della Sardegna, fatto di mareggiate, di attese, di albe, di tramonti e di grandi sfide ma anche di risate e amicizia. Abbiamo filmato paesaggi suggestivi, autentici, veri, per valorizzarne l’aspetto naturalistico…contesti ideali per una fusione perfetta tra natura sport e passione. Abbiamo seguito giorno dopo giorno la vita dei Riders, cercando di raccontare attraverso i loro occhi le emozioni di una quotidianità libera e selvaggia…li abbiamo spiati nel rito della preparazione, durante l’attesa, abbiamo condiviso i lati più difficili del viaggio, della loro passione e professione. Siamo riusciti ad approfondire attraverso le interviste i loro punti di vista riguardo le difficoltà, ascoltato i loro pensieri, le loro paure, le loro realtà. Abbiamo voluto raccontarli oltre che illustrarli…

LUCA MERLI
Film maker e fotografo, fondatore di Block10, ha diretto diversi spot pubblicitari per clienti nazionali e internazionali (Nike, Nissan, Nescafè per citarne alcuni), pratica da molti anni con passione snowboard, skate, windsurf e surf.

MATTEO FERRARI
fotografo, collabora con le principali riviste di moda italiane e internazionali (GQ, Rolling Stone, i-D, Urban, Vanity Fair) surfista da 25 anni con una profonda conoscenza della scena surfistica italiana.

www.block10.it/ondenostre

RADIO — Milano — Via Pestalozzi, 4 — radio-store.org

————————————————————-

Asymbol introducing Nick Russian

Posted by Salad Days On September - 17 - 2010 ADD COMMENTS

Introducing Nick Russian

If you were snowboarding in the early nineties, and were lucky enough to have a Lib Tech snowboard with an original custom-painted art top, Nick Russian was the man who decorated your board. An artist since grade school, and skateboarder since the age of 13, Nick‘s creative roots are deeply buried in skate-culture soil. He went to work for Mervin Manufacturing in 1991, where his experimentation with multiple mediums, ideas, and art techniques lead him to develop an artistic style that has adorned the bases and top sheets of a ridiculous number of snowboards. Basically, if you’ve seen a Lib Tech board, you’ve seen Nick Russian‘s work. Asymbol is proud to offer two editions from Nick and this month we are featuring his work. The following images are available exclusively online at www.asymbolgallery.com

The Big Sky
1998

40.5″ x 34″
43 limited-edition signed and numbered prints

Big Sky was commissioned by a friend. He bought the canvas and paints. I had just read some climbing books, like Into Thin Air, and I was inspired to draw this scary looking high mountain scene. It’s an Everest theme, but a made up mountain—a really frightening made up mountain. Pete Saari owns this painting now. Sailing On is basically a continuation of the style I was trying to develop with The Big Sky. A lot of the paintings I’ve done I just gave up on. Eventually, I just moved on to a different style because I couldn’t make the one I was trying to pull off work. The reason I really like these two is because I created them using a made-up layering process that I’d never seen before. I actually started doing it almost on accident, just from pushing myself to try something new. The cool part about these two pieces is they show something I traditionally put in most of my paintings, which is the color white. The lines and streaks here are all white lines, which is pretty characteristic of what I still do.

Sailing On
1998

43″ x 24″
43 limited-edition signed and numbered prints

The cool part about these two pieces is they show something I traditionally put in most of my paintings, which is the color white. The lines and streaks here are all white lines, which is pretty characteristic of what I still do.

43″ x 24″
43 limited-edition signed and numbered prints

Asymbol is an online gallery conceptualized by pro snowboarder Travis Rice and artist Mike Parillo. The Asymbol gallery features a collection of iconic photographs and art pieces from the snow, surf and skate worlds that have never before been available to the public for purchase. Each image is offered in a limited-edition run of archival-quality, signed and numbered prints exclusively worldwide through www.asymbolgallery.com

Infart – the picture story

Posted by Graphic deparment On September - 8 - 2010 1 COMMENT

3, 4 e 5 settembre Bassano del Grappa è diventato capitale europea dell’urban art con il ritorno della 4a edizione dell’Infart.

Con più di 60 artisti rappresentati, tra questi i belghi Roa, Bue The Warriors, Resto, Steve Locatelli, che negli ultimi anni hanno svolto un grosso lavoro nelle capitali europee e d’oltreoceano, e insieme a loro gli spagnoli Zosen, Kenor, H 101 e Sabojealmontaje con i loro colori sgargianti, e il francese C215, uno dei più produttivi street artist al mondo. Quelli italiani invece provenivano da Milano, Roma, Torino e, naturalmente, da Bassano.

Lo spazio era diviso fra:
- Ex-Garage Nardini e l’arena Cimberle-Ferrari, accompagnato da un vero e proprio festival di musica elettronica con molti dj che si davano il cambio in consolle: il duo italiano Pink Is Punk di ritorno dalla tournée in Giappone, l’internazionale Dj Spiller, Dj Color della Nano Records, il side project di Infart Ackeejuice e ancora Dj Boma, Lrst, Smash The Disco, Stardustfresher, Kenor, Dj Nico e Dj Maick.

- L’ indoor exhibition al Castello degli Ezzelini allestito con opere su tela e sculture inedite di selezionati artisti e che sarà visitabile fino al 19 settembre.

Salad Days era presente con una macchina fotografica per raccontarvi la “fotostoria” di Hello Nasty , un’invasione di livello molto alto, fatta a colpi di pennello, bombolette, fotografia, collage, stencil, scultura e installazioni…

by Alexandra Romano

www.infartcollective.com

Maba Degli Alberi/Len interview

Posted by Salad Days On August - 3 - 2010 ADD COMMENTS

MABA DEGLI ALBERI/LEN INTERVIEW

La canicola estiva sta salendo verso gli apici che ricorderemo come “l’infuocato luglio del 2010” e in una caldissima domenica di fine giugno, il chiosco di Lignano Pineta è il posto migliore per fare due chiacchere con Maba davanti a una (si fa per dire) birra. Artista “primitivista” (a.k.a. MDA) e musicista minimale (a.k.a. Len), Maba sta sviluppando su binari paralleli un progetto artistico di grande impatto. Pitture e sculture che sembrano, quando non sono, dei rituali. Spesso in luoghi abbandonati dall’uomo di cui la natura si sta di nuovo impossessando, anche se non manca di farsi notare nell’ambiente dell’arte contemporanea (Illegal Word Art Genova 2007; Junkbuilding Triennale Bovisa, Milano 2008; Sopra il Sotto, Manhole Art Milano 2009; hEART(H) Palazzolo dello Stella 2009; Sweet Sheets III Palermo 2010).

SD: Maba degli alberi e Len. Stai sviluppando due identità parallele in cui musica e arte concettuale sembrano avere ruoli complementari. È davvero così?

M: Da sempre nei miei rituali o nelle mie istallazioni i suoni hanno una parte fondamentale, importantissima, la musica è parte integrante nella mia esistenza, fin dai primi anni 90 quando registravo in cassette i più disparati suoni, che poi amalgamavo creando pseudo suite ambientali. Era quindi inevitabile renderla complementare alla pittura o alla scultura, essendo tutte cose che mi appassionano molto.

SD: La tua arte ruota attorno a solo quattro materiali: legno, corda, pietra, ferro. Non è una scelta casuale.

M: Diciamo che per quanto riguarda le prime tre la scelta era inevitabile, portando avanti un discorso di primitivismo, era fondamentale usare materiali facilmente recuperabili nei boschi, nella natura, usati fin dai tempi ancestrali, materiali che sono completamente ecocompatibili. Il ferro invece ha un ruolo di rottura, quasi sempre rappresenta, esprime, la negatività, simboleggia il cambiamento, l’evoluzione verso la modernità.

SD: Gli alberi, la vegetazione e la natura in generale sono il leit motiv di un opera dalla forte carica simbolica. Perché hai scelto questo soggetto come veicolo del tuo messaggio? Sei un ecologista?

M: Tutto ha avuto inizio tra gli alberi, nella natura, la vegetazione ci ha nutriti, protetti, fin dalla nostra comparsa sulla terra. Da li è iniziato tutto e credo che li un giorno torneremo, l’uomo ha perso coscienza di questo. Sembrerebbe ovvio dire che tutti noi dobbiamo essere ecologisti, dato che si tratta di salvaguardare lo spazio in cui viviamo, ma purtroppo non è così, c’è poca consapevolezza di questo, la gente non si rende profondamente conto di quanto le cose stiano peggiorando.

SD: Nelle tue installazioni utilizzi molti simboli antichi, dalle rune alla svastica, oltre ad ispirarti a rituali e miti nordici preistorici. Che ruolo hanno queste simbologie nelle tue creazioni e cosa rappresentano per l’uomo contemporaneo?

M: Sono molto attratto da questi antichi culti, dai loro simbolismi, i primi rituali, una lontana età che esprimeva uno stretto legame con la Madre Terra. Le antiche tradizioni pagane come il druidismo, hanno sempre esercitano un forte interesse e ispirazione per me, inevitabile quindi ritrovarne forti tracce nelle mie creazioni. Si tratta di cose semplici ma allo stesso tempo intrise di significati, facilmente identificabili. Tutto ciò ci riporta indietro nei tempi a ricordare la nostra primordiale esistenza. L’uomo contemporaneo ha voluto dimenticarsi tutto questo, si è distaccato dagli altri animali, ha voluto reprimere il suo istinto, si è allontanato dal suo essere selvaggio, ha ripudiato le sue origini, ha cercato di distruggerne tutte le tracce, convinto di essersi evoluto in qualcosa di superiore da non aver più bisogno che di se stesso.

SD: Da sempre sei un appassionato di hard-core, skateboarding e per diversi anni sei stato un writer. Che rapporto vedi tra queste culture e la tua arte e perché hai deciso di mollare le bombolette?

M: Inizialmente mi piaceva l’idea ingenua che queste culture potessero dare una spinta libera, sincera, ad un modo di pensare, agire, che non avesse alcun controllo, imposizione, regola, a come individualmente uno volesse viverla. Purtroppo invece c’è sempre la tendenza a mettere dei paletti alla libertà individuale”su cosa dover fare o non poter fare per “farne parte”. È per questo che tengo a starmene sempre fuori da qualsiasi cultura-movimento-scena che sia fatta da tre persone oppure da un milione. Credo che ora quello che faccio sia volutamente molto distante da queste culture, specialmente da quella del writing, a mio parere ridotta a pura esibizione estetica, poi sinceramente non sono mai stato un gran che bravo con la bomboletta (ride n.d.r.), senza parlare del costo assurdo che hanno raggiunto, del fatto che ti impastano i polmoni e che inquinano tantissimo.

(Txt Alberto Zannier, Pics Maba)

Links:
www.flickr.com/la.battaglia.degli.alberi
www.fotolog.com/maba666
www.myspace.com/treestezza

Frida Kahlo in Berlin

Posted by Salad Days On July - 26 - 2010 ADD COMMENTS

FRIDA KAHLO BERLIN EXHIBITION

Colpita nel fisico, ma non nello spirito sempre rimasto indomito, Frida Kahlo in un suo celebre dipinto intitolato ‘Columna Rota’ (colonna rotta), si rappresenta sorretta al suo interno da una colonna dorica spezzata. Chiaro accenno alla sua malattia invalidante, la spina bifida (e non la poliomelite), come si è potuto accertare di recente, grazie all’apertura del suo archivio e alla lettura attenta dei suoi documenti.

I cento anni della sua nascita vengono festeggiati con una grande retrospettiva (150 opere) ora al Gropius Bau di Berlino (dal 30 aprile al 6 agosto), in cui compaiono le sue opere più significative (oltre ai suoi più famosi ritratti fotografici), in cui veste i panni della dea Kali o si rappresenta nei costumi tradizionali messicani.

Spesso i suoi dipinti nascondono indovinelli mistico-esoterici, di non facile lettura simbolica, altri hanno invece un risvolto ironico o irriverente.

Celebre la simbologia da lei adottata per rappresentare segretamente il suo amore per Diego Rivera, ossia quelle del Sole e della Luna (celebrati dalle divinità azteche): un’unione impossibile che rispecchia anche quella turbolenta che lei visse, dividendosi sempre fra più uomini nell’arco della sua intensa vita.

Frida: 5 ore di coda estenuante ed infinita per ammirarti…Frida Kahlo ovvero “the Power and the Passion of Surrealism”.

(Txt Silvia Rapisarda)

www.gropiusbau.de

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