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Salad Days Magazine | January 27, 2023

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Mixtape

Viagra Boys @ Fabrique, Milano – recap

December 23, 2022 |

Recensione di getto, straight to the point. I Viagra Boys hanno spaccato, il loro concerto al Fabrique è stato una bomba: hanno spazzato via tutto e tutti. Ci ho visto tante cose, BELLE. Ci ho visto gli Hives.

Un gruppo che passando dai palchi piccoli a stage importanti ha aumentato la spinta, ha “sfruttato” al meglio il muro di ampli là dietro. Non hanno limato niente nella loro proposta. Non si sono abbelliti, anzi. Ci ho visto i Turbonegro. Attitudine. Provocazione. Presa per il culo. Fottersene. Il dito medio dei Turbonegro era verso i cliché del black metal (ed anche di molti punk, diciamolo). Il dito medio dei Viagra Boys è verso i canoni di un certo post punk, quello intellettuale, serio.

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Ci ho visto i Queers. Anzi, meglio. I Queers bevono solo Bud. I Viagra Boys sono andati avanti, PROUD, a bottiglie di birra Poretti. E se la Poretti (o dovrei dire la Carlsberg?) avesse un ufficio marketing degno, dovrebbe cercare sul tubo il momento in cui Sebastian elenca le cose per cui è bello finire il tour a Milano.

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Facile, ci ho visto gli Scissor Sisters. Cazzoneria, irriverenza, gaytudine, divertimento, puro. Ma i Viagra Boys sono meglio, visto che (secondo me) agli Scissor Sisters, Alcatraz prima decade anni zero, c’era gente molto più pettinata. Qualcuno potrebbe dire che i Viagra Boys portano meno “pettinati” e più hipster? Vero. Ma ho visto una maglietta di GG Allin. E ho visto una maglietta dei Golpe. Capito bene? I GOLPE.

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Ci ho visto i Chemical Brothers, i Prodigy. Quando un set di elettronica diventa un concerto rock. Ma i Viagra Boys oggi sono molto meglio (pur non avendo la produzione dei fratelli, che rimangono imbattibili). Mai capitato, in Italia, di fare body surfing ai Prodigy? NO. Mai capitato, worldwide, di fare body surfing con gli LCD Soundsystem? NO.

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Per partecipazione e casino, ci ho visto i “secondi” Deftones, quelli del tour al Palatrussardi, con i Linkin Park di supporto. Mi spiego. Quella è stata, secondo me, la prima volta in Italia di un generale e continuo body surfing in prossimità di un palco grande, per un gruppo non metal. Roba come fosse il palco della Sforzesca di Vigevano. L’attitudine punk hardcore applicata ad un concerto (in questo caso) dance. Facile.

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Ci ho visto gli Stooges, quelli con il sax di Steve Mackay. Qui qualcuno storcerà il naso… ma il consiglio, prima di infamare il recensore, è quello di andarli a vedere! Facilissimo. Ci ho visto Shane McGowan. Una versione moderna (e quindi tatuata) di Shane. Ma più simpatica (il siparietto degli occhiali da vista che lo fanno diventare nerd vale il biglietto).

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E per la soddisfazione di molti nostri amici lettori, ci ho visto pure i NOFX. In che senso? Tranquilli. Parlo di merchandise a prezzi NON “mainstream”. CD (addirittura) a 10 Euro! Era da tempo che non uscivo da un concerto (possiamo dire) mainstream con un sorriso tipo acid house. Era da tempo che non uscivo da un concerto (possiamo dire) mainstream con una generale presa bene, parlo di quel “sentiment” tipo (per chi c’era) gli One Step Closer.

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Un conto è accontentare 100 persone. Un conto è far godere quel migliaio e più! Visto che siamo in clima, ci sta bene finire citando il tipo della Ryan Air: “andare a vedere i Viagra Boys è come la nostra business class: tutto compreso, anche i pompini”.

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(Txt Francesco Mazza & Pics Arianna Carotta x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

Bunker 66 interview

December 20, 2022 |

Intervista con Mirko, batterista dei Bunker 66! Se amate i Venom e il demoniaco black metal vecchia scuola, dalla Norvegia alla ben più solare Sicilia il passo è davvero breve, se invece vi affidate solo ai “consigli per gli acquisti di Spotify e Co.” continuate ad ascoltare i Mayhem 2.0 e bere la birra nei bicchieri di plastica…

SD: Partiamo dalla fine, abbiamo visto che avete un nuovo componente alla voce/basso, sarà la formazione definitiva?
B: Eeeehhh, questo è da capire, ma presumo di sì, nelle ultime due settimane abbiamo avuto dei problemi di natura più che altro logistica, spostamenti, viaggi e a Peppe cominciava a pesare, per cui penso che alla fine andremo avanti così, ma siamo comunque una cricca di amici, non ne facciamo grandi drammi. Il nuovo membro è Claudio dei Gargoyle di Reggio Calabria da non confondere con quelli americani e immagino altre bands con lo stesso nome o la serie animata…

SD: I testi dal contenuto immaginario zombie, pseudo satanico, stregonesco, dark, fiabesco, ma pur sempre satirico, ironico se non favoloso, chi li scrive?
B: Io, devo dire che sono cambiati negli anni, ma come dici tu, la componente finto malvagia è sempre stata presente. L’influenza principale sono i Venom, metti un album come ‘Black Metal’ dove poi inseriscono un testo come ‘Teacher’s Pet’. Diciamo che nell’ultimo album mi sono buttato un po’ più sull’evil con un sacco di frecciatine, citazioni, metafore, minchiatine, piccole cazzate anticristiane nascoste tra le righe che chi riesce a cogliere magari mi dice: “eh ma sai in quella riga secondo me…” e io sono felice di queste stronzate.

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SD: La musica invece chi la compone (dalla regia mi suggeriscono il songwriting, bah!)?
B: Allora, i riffs dei primi due dischi quasi tutti Antonio, il primo chitarrista, poi se n’è andato e dal 2016 l’80% viene da me, perché io strimpello un po’ la chitarra e nell’ultimo disco Fabio (chitarra) si è inserito alla grande, direi un 50 e 50 io e lui

SD: Ma quindi sai fare anche le plettrate veloci su e giù?
B: Sì, ma zappando, io in realtà metto le idee, mi piace creare, poi sistema tutto Fabio…

SD: Perché l’idea di questa voce lontana, sepolcrale, anche bassa di volume?
B: Sì, si perde un po’ anche nel mix, nel precedente in effetti la voce è un po’ più “avanti” rispetto gli altri strumenti e l’effetto, secondo me, è migliore; solo che noi siamo fissati con questo riverberone alla ‘Bonded By Blood’ (non dobbiamo e soprattutto, non vogliamo specificare-ndr), quindi il delay che gli dà quel tocco evil

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SD: Però poi si perde il volume tra la musica…
B: Eh in effetti un po’ sì, soprattutto nell’ultimo, ma sai com’è, poi noi siamo pigri e quindi una volta che viene fatta la parte, pensiamo eddai su, va “bbonu a cussì”, anche perché arrivi a un certo punto durante la registrazione in cui non ce la fai più, esplodi e la pigrizia prevale.

SD: Le parti melodiche dei Bunker66 da dove escono fuori e come le fa’ il nuovo cantante?
B: Sempre idee mie, durante il lavoro mi vengono queste idee mentre sono in ufficio, ora quelle parti dal vivo le faccio io, Claudio ha un suo timbro e per il futuro non le escluderemo. Come al solito nessuna progettualità.

SD: Per le copertine invece, visto la quasi definitiva dipartita di Peppe, potrebbe partecipare con un disegno nei progetti futuri?
B: Certo, lui è l’autore di ‘Inferno Interceptors’, e anche se io sto cercando dei disegni più dettagliati mentre lui è forse più fumettistico, non si esclude nulla, per la verità è tutto dettato abbastanza dal caso, non programmiamo molto, le idee vengo anche dagli amici, un po’ da tutti. E non ultimo, se dovessimo scegliere un artista a pagamento, influisce anche l’elemento economico, magari cercare qualcuno meno esigente o forse l’etichetta ci darà una mano, vediamo.

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SD: Progetti futuri?
B: Non per ora, veniamo da questo periodo di relativo stress, tra concerti vari in giro e cambio formazione, abbiamo un album, siamo freschi di split e abbiamo un pezzo nuovo, per cui per ora, a parte forse una mezza idea su un artista per la prossima copertina, ce ne stiamo in relax e andiamo avanti così con quello che abbiamo…

SD: Differenza tra Italia ed estero?
B: Bah, venendo da un micro mondo quale è quello che frequentiamo cioè metal estremo e punk, sostanzialmente è tutto simile, forse all’estero trovi più professionalità nella gestione dei suoni sul palco e in tutto quello che ruota attorno alla band, per esempio il catering, diciamo che i gruppi sono più coccolati, ma per quello che riguarda il pubblico, l’entusiasmo che troviamo è lo stesso, almeno questa è la nostra esperienza.

SD: I Vegan…
B: Ho almeno un 40% di amici vegani, ammiro la loro autodisciplina, io purtroppo sono vizioso da fare schifo, appena sento un po’ di odore di mortadella cedo miseramente, ma ti confesso che vorrei avere un po’ di disciplina ed essere magari vegetariano, lo penso da anni.

SD: Face Your Enemy…
B: Ti dico la verità, ho visto solo un video e ci ho suonato assieme in un festival e in quelle situazione un po’ ti perdi in giro, posso dirti che non è il mio filone, arrivo a ‘Urban Discipline’ dei Biohazard, loro invece si spingono ben oltre, diciamo che non è la mia tazza di thè, nonostante ascolto un po’ di hiphop, ma veramente poco. Sono legato più all’hardcore anni’80!

(Txt Giulio; Pics Giuseppe Picciotto x Salad Days Mag – All RIghts Reserved)

ThirtyTwo® Welcomes Austen Sweetin to the T32M!

November 20, 2022 |

Austen’s big personality and drive is personified in his snowboarding – he works hard and enjoys riding everything from street rails and park jumps to steep backcountry powder lines.
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Cannibal Ox’s Vordul Mega connects with producer Dub Sonata on ‘The Butterfly Effect’

November 17, 2022 |

Elusive Harlem lyricist Vordul Mega delivers a rare solo performance on ‘The Butterfly Effect’ over emotive production from Dub Sonata and scratches by DJ Nyce.
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NO PRESSURE ‘NO PRESSURE LP’ – TRIPLE B RECORDS

November 2, 2022 |

Uno dei nomi più caldi dell’attuale panorama pop-punk fuori con l’album di debutto, dopo un ottimo ep un paio d’anni fa e un singolo su cassettina lo scorso anno.

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No Pressure sono la superband pop-punk fondata da Parker Cannon (The Story So Far), Pat Kennedy (Light Years) ed Harry Corrigan (Regulate) solo un paio d’anni fa, nata dalla necessità di tornare a sonorità pop-punk di fine ’90, primi ’00 dalle quali i membri della band si sono distaccati con i loro progetti primari; dopo un ep e un singolino su cassetta è uscito lo scorso Giugno l’album di debutto omonimo, fuori per l’ottima Triple B Records, label di Boston sempre attenta a scovare nuove realtà in ambito punk/hardcore.

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Disco pre-ordinabile solo su vinile sul sito dell’etichetta (e da qualche retailer sparso per il mondo – Green Hell mi pare uno dei pochi, se non unico per l’Europa) in dodici varianti colore con tiratura totale di 3900 copie, alcune delle quali andate tutte esaurite praticamente subito. La Clear Orange with Red Splatter è quella che siamo riusciti a portarci a casa, anche perchè era l’unica che poteva essere venduta fuori dal sito Triple B.

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Ottima edizione in vinile; bellissimo l’artwork firmato da Chris Wilson, artista e tatuatore di Kingston, Pennsylvania. Non poteva mancare l’inserto con tutti i testi ad alcune foto on stage e off stage. C’era hype lo scorso Giugno il disco è uscito, c’è un hype pazzesca adesso che il vinile è stato consegnato, tanto che il sito Triple B è andato in crash quando qualche giorno fa sono state rimesse in vendita alcune copie del disco, che ora rimane disponibile solo nella versione cd.

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Band assolutamente da tenere d’occhio; sono passati anche da Bologna la scorsa estate; chi c’era racconta di una serata spettacolare (qualche video su youtube si trova) che speriamo venga replicata quanto prima.

(Txt Francesco Zavattari x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

Mom Jeans ‘Sweet Tooth’ – (Wax Bodega, Counter Intuitive Records)

March 25, 2022 |

Dopo Operation Ivy, Green Day, Samiam e Rancid, Berkeley, città della California ad uno schioppo da San Francisco, è pronta a regalarci la prossima next big thing. Ladies &gentlemen, Mom Jeans.

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Attivi dal 2014, i Mom Jeans, ad oggi, si sono già ritagliati il loro spazio all’interno della scena pop-punk/alternative/emo a suon di ottime release. Per l’ultima di queste, ‘Sweet Tooth’, uscita l’ultimo venerdì di Febbraio, c’era un hype pazzesca. Tanto che le due label responsabili della release, Counter Intuitive e Wax Bodega, hanno fatto le cose in grande. Niente cd, niente cassetta, ma vinile in dodici varianti colore, di cui parecchie esclusive e in tirature limitatissime.

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Doublemint (1000 copie), Clear with Yellow Moon Phase (700 copie), Clear with Bone, Yellow, Doublemint & Pink Splatter (500 copie) e Pink & Doublemint A-Side/B-Side (300 copie) esclusive della band; Half Bone/Half White (500 copie) esclusiva Counter Intuitive; Yellow (500 copie) esclusiva Honey TV; Pink & Clear Galaxy (400 copie) e Bone with Blue and Pink Splatter (350 copie) esclusive Newbury Comics; Baby Blue (250 copie) esclusiva Brooklyn Vegan; Bone (300 copie) esclusiva Banquet Records; Yellow and Blue Twister (300 copie) esclusiva Wax Bodega e Pink (900 copie) per il retail. Non abbiamo idea del perchè così tante varianti, ma parecchie di queste sono già andate sold out. Probabile comunque che non ci sarà una ristampa. Il contenuto musicale del disco è ottimo e la qualità della release vinilica altrettanto, come per tutte le altre uscite a firma Wax Bodega.

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Art direction affidata alle mani di Joel Kirschenbaum, in arte J Crumb, che ha curato anche la parte grafica (logo e facciata poster con testi); fotografie copertina, retro copertina e poster a cura di Cody Furin, Ishan Ghoshal e Samuel Kiss per un artwork che non fa gridare al miracolo ma che rispecchia perfettamente quello che troverete in musica all’interno del disco, un prodotto fresco che vi farà respirare aria d’estate.

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Acquisto consigliatissimo se siete amanti di Descendents, Weezer, Reggie and The Full Effect e compagnia bella. Disco che alla fine dell’anno sarà sicuramente nella top 10/20/50 di parecchi di noi/voi.

Holding Absence ‘The Greatest Mistake Of My Life’ 2021 – SharpTone Records

December 31, 2021 | 1

Per il terzo capitolo della rubrica vi parliamo di un disco uscito lo scorso Aprile… ma che è il mio disco dell’anno… quindi giusto parlarne prima che l’anno finisca.

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Holding Absence arrivano da Cardiff, Galles, sono in giro dal 2015 e suonano un “alternative rock/post-hardcore” che farà felici tutti i fan dei Saosin Cove Reber-era e degli ultimi Architects e Bring Me The Horizon. Dopo svariati singoli, uno split ep con i Loathe (2018) e l’album di debutto omonimo (2019), ad inizio primavera 2021 hanno rilasciato ‘The Greatest Mistake Of My Life’, preceduto dal singolo ‘Afterlife’, che lasciava presagire ottime cose.

Il disco è uscito per l’etichetta americana SharpTone Records, sussidiaria di Nuclear Blast ed è finito nelle top 10, top 20, top 50 dei dischi dell’anno di praticamente tutte le riviste/webzine del settore. Vinile rilasciato in cinque varianti colore, di cui ce ne sono passate tra le mani un paio, la Purple with Grey Splatter (tiratura 500 copie) e la Oxblood on Creamy White (tiratura 500 copie). Il disco è una mina e l’edizione in vinile non è da meno. Doppio vinile, gatefold e con doppio inserto con tutti gli scatti della giovane fotografa inglese Bethan Miller a comporre l’artwork.

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Foto che rispecchiano appieno quanto trattato nel disco, la vita che incontra la morte, la vita che continua e l’amore che non finisce mai. Produzione del disco impeccabile affidata alla mani di Dan Weller, come impeccabile la resa dei dischi sul piatto.

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Vi diremmo di non lasciarvelo scappare, ma al momento l’unico modo per portarvi a casa una copia fisica di questo fantastico disco è sui canali di secondary marketing, nell’attesa che venga (speriamo) ristampato.

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Timberland NL Sky Collection

December 11, 2021 |

TIMBERLAND CELEBRA LA BELLEZZA DELLA NATURA E DELL’AURORA BOREALE CON LA COLLEZIONE DI ABBIGLIAMENTO AUTUNNO/INVERNO 2021 NL SKY.
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LOST IN STROKES / LUCA BARCELLONA – C’ERO UNA VOLTA / SALVATORE GARZILLO

December 10, 2021 |

Galleria Patricia Armocida – Fino al 14 gennaio 2022 – Milano.
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Hot Mulligan ‘I Won’t Reach Out To You’ 2021- Wax Bodega

November 26, 2021 |

Non è stato facile scegliere la release vinilica novembrina. Tra le tante (prime stampe o ristampe) uscite che ci sono passate tra le mani, alla fine l’hanno spuntata gli Hot Mulligan, quelli che a quanto pare sono la #1 hot new band (cit.)

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Hot Mulligan sono un quartetto (erano un quintetto fino a qualche mese fa) del Michigan di recente formazione (2014) ma che nel corso di questi anni si è guadagnato fin da subito la stima del pubblico, e l’apprezzamento della critica, a suon di ottime release. L’ultima di queste, ‘I Won’t Reach Out To You’, è un ep di cinque pezzi uscito a maggio per l’etichetta Wax Bodega, nuova label di Philadelphia nata nella primavera di quest’anno da un’idea di Zack Zarrillo (già co-fondatore di Bad Timing Records) e che ha già avuto modo di farsi apprezzare per le splendide release di artisti come Mat Kerekes (Citizen), Gates (nuovo ep uscito a fine ottobre e vinile in uscita a dicembre) e Super American (fuori con uno dei dischi più interessanti del 2021). La prima stampa di ‘I Won’t Reach To You’, distribuita da Many Hats Endeavors (altra creatura di Zarrillo), è uscita lo scorso maggio in cinque varianti colore (per un totale di 1850 copie) andate esaurite praticamente subito. Wax Bodega ha ascoltato le numerose richieste e a inizio novembre ha rilasciato la seconda stampa, questa volta in sole due varianti colore, la prima Half Pink/Half Clear with White Splatter (tiratura 500 copie e disponibile solo sul sito di Wax Bodega) e la seconda Pink (tiratura 750 copie e disponibile solo durante le date del tour e da selezionati retailers US – per il momento), entrambe con etched b-side.

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Come per tutte le altre release di Wax Bodega, anche questa esce con il consueto obi-stripe realizzato da Matt Delisle di Eat Cold Pizza che rende riconoscibili tutte le uscite dell’etichetta e che riporta sullo stesso tutte le info di ogni release.

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Artwork affidato alle cure di Andrew Zell, digital artist del Wisconsin (e grande fan di Hot Mulligan) che in passato ha curato i lavori di band come Carousel Kings, August Burns Red e Texas In July e che ha realizzato l’artwork per ‘I Won’t Reach Out To You’ a stretto contatto con la band, utilizzando alcune sue foto scattate durante un viaggio presso il Canyonlands National Park in Utah e mashuppando il tutto con alcuni suoi lavori che i membri della band hanno personalmente scelto. E il risultato è quello che potete vedere nella gif e nelle immagini qui sotto.

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Altra release di qualità quindi per la label di Philly che vi suggeriamo di tenere d’occhio in quanto avrà in serbo parecchie bombette in uscita da qui in avanti.

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Stone Island presents Milano @ Fabrique, Milano – recap

November 12, 2021 |

Evento “as part of the Stone Island Sound” e “curated by C2C”: quindi “bomba”.
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Earth Day > Element feat. Fernando Elvira

April 22, 2021 |

Earth revolution! Giving back power to the planet, Element Earth Revolution kicks off on Earth Day, April 22nd…
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The Zion 1 is Made to Move Different

April 21, 2021 |

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Protomartyr ‘Ultimate Success Today’

July 27, 2020 |

PROTOMARTYR
‘Ultimate Success Today’-LP
(Domino)
7/10

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