Drifter – Back2Back (Link Up TV)

Posted by Salad Days On April - 23 - 2012 ADD COMMENTS

Drifter – Back2Back (Link Up TV)
Featuring Little Dee (OGz) and A2
Link Up TV – Back2Back:

After launching on SB.TV (Warm Up Sessions) last month with an impressive 18,000 views, Drifter has returned with a Back2Back for Link Up TV alongside friends Little Dee and A2. The guys go back to back for the freestyle and deliver once again! Drifters first ever mixtape ‘Catch My Drift’ will be available for free download on July 2nd 2012. The mixtape will feature the likes of Roxxxan, P Money and Little Dee to name a few. Catch Drifter performing at Camden Crawl on the SB.TV – Electric Ballroom stage at 4:45pm on Sunday 6th May 2012. Tickets are available here: www2.seetickets.com/camdencrawl

Drifter – SB.TV Warm Up:
‘I’m the man of the Brits like Ed Sheeran’

Barely Awake: Behind the Scene of FRANK! Video…

Posted by Salad Days On April - 22 - 2012 ADD COMMENTS

BARELY AWAKE: MAKING OF “FRANK!”… Official Video OUT SOON!!

Ecco in anteprima una clip che racconta in modo originale e musicale il backstage del video ‘Frank!’, firmato nell’idea e nella sceneggiatura proprio dai bravissimi Barely Awake! Il singolo ‘Frank!’ è tratto dall’Ep ‘Social Deathwork’, di prossima pubblicazione in catalogo Kreative Klan. Nel Making Of i Barely Awake si mettono personalmente all’opera per costruire il set del video che vedremo presto su kreativeklantv! All’inizio del video vale la pena prestare attenzione alla traccia di accompagnamento… sampling, looping e editing di rumori di carpenteria, che i ragazzi hanno genialmente curato per dare una degna colonna sonora a questo video di backstage.

Get Social w/ Barely Awake

www.myspace.com/barelyawakerock
www.lastfm.it/music/Barely+Awake
www.barelyawakemerchstore.bigcartel.com/
www.soundcloud.com/barely-awake

Kreative Klan
www.youtube.com/kreativeklantv
www.facebook.com/pages/Kreative-Klan/202962917299
Making of Barely Awake ‘Frank!’ Video is made of Kreative Klan too…

Kreative Klan is a registered trademark of Bunkker Universe Srl
Operational Headquarters / Sede Operativa Registered Office / Sede Legale
Via Galileo Galilei, 8 Via Crosaron, 18
37133 Verona (Italy) 37047 San Bonifacio (Italy)
Ph/Fax: +39 045 8415551 e-mail: info@kreativeklan.com

web: www.kreativeklan.comwww.kreativeklanstudio.com

God’s Watching Tv Shows (SINAVER | Remix)

Posted by Salad Days On April - 19 - 2012 ADD COMMENTS

God’s Watching Tv Shows (SINAVER | Remix)

In arrivo la nuova single track firmata Sinaver, released by Kreative Klan! Remix d’eccezione preso in prestito dalla scena Indie Alternative… i padrini del brano sono i Rock Destroy Legends, che recentemente hanno attirato l’attenzione di Mtv New Generetion proprio con il video di questo brano! La rivisitazione nu disco è stata prodotta e remixata dai Sinaver, poi masterizzata in Kreative Klan Studio a Verona. Il progetto SINAVER nasce a Bologna, nell’estate 2011 dall’idea dei due attuali componenti Denis e Federico. Dopo varie esperienze in formazioni metalcore, il duo decide di sperimentare nuove sonorità, mescolando Electro, House e NuDisco. Nella trama dei brani e nel gusto per le sonorità più grezze e trash un orecchio attento è in grado di riconoscere la complessità degli ascolti di Denis e Federico. A marzo 2012 il duo SINAVER entra a far parte del roster di artisti Kreative Klan, come progetto discografico di punta electro dubstep. Allo stesso tempo divengono endorser per il brand di MusiK Apparel che sta conquistando il mercato italo-tedesco.

Per quanto riguarda l’attività on stage i SINAVER sono Resident Dj per la serata Panic Attack @ Covo Club di Bologna (http://covoclub.it/), ormai occasione di culto per i clubber emiliani. SINAVER è un progetto di produzione originale e con sguardo internazionale, che si ispira alla scena dubstep ma curiosa anche altrove. In questa occasione il duo bolognese pubblica una traccia dalle sonorità impeccabili che promette di rendere il proprio meglio proprio durante i live set! La Release digitale di ‘God’s Watching Tv Shows’ (SINAVER | Remix) è fissata per il prossimo 27 Aprile: il brano sarà quindi disponibile su ITunes, Amazon e tutti i principali digital music store.

Release Date GOD’S WATCHING TV SHOWS Facebook Event
http://www.facebook.com/events/207933689316712/

Sinaver:
http://www.facebook.com/sinaverdjs
http://soundcloud.com/sinaverdjs

Rock Destroy Legends:
www.facebook.com/rdlfanpage

Mastered at Kreative Klan Studio:
www.kreativeklanstudio.com

Kreative Klan:
www.kreativeklan.com

God’s Watching Tv Shows and Kreative Klan is bringing beers…

Bud Spencer Blues Explosion interview

Posted by Salad Days On April - 19 - 2012 ADD COMMENTS

BUD SPENCER BLUES EXPLOSION INTERVIEW

Stasera i B.S.B.E. suonando al New Age di Roncade (TV) hanno confermato tutte le ottime impressioni che hanno guadagnato come una delle migliori band live del nostro paese; la riprova è l’ottima affluenza di pubblico che va a sfiorare il pienone, nonostante le continue date anche in luoghi qui vicini. Tanta è la curiosità verso questo duo proveniente dalla capitale, sia verso il loro ultimo disco ‘DO IT’, che per quanto riguarda la recente esperienza fatta come bluesmen negli U.S.A.

SD: Partiamo dal titolo che avete dato al vostro nuovo disco ‘Dio Odia I Tristi’: avete giocato un po’ sul fatto che i tristi in inglese sono i bluesmen e questo il significato che volevate dargli?
Risponde Adriano: Ha un duplice significato, abbiamo voluto chiamare questo disco ‘DO IT’ perché è un po’ il nostro motto, sin dagli inizi non abbiamo mai perso tempo, facendo tutto molto velocemente, suonando tantissimo dal vivo, dopo un mese avevamo già fatto, un ep. Ci piace questo tipo di attitudine di fare le cose veloci, soprattutto questo disco che è stato registrato durante il tour estivo dell’anno scorso, fra una data e l’altra andavamo in studio a registrare; a questo disco volevamo dare un impatto live e andare in studio con l’adrenalina della sera prima ancora presente, tutto questo ci dava l’energia e le sensazioni giuste che cercavamo.

Interviene Cesare nel proseguire il discorso: Come attitudine vogliamo distruggere lo stereotipo del bluesman tipico del Mississippi, che ha vissuto una vita dura nel passato; il blues è sempre stato collegato a vite molto difficili, persone che facevano fatica a vivere in maniera dignitosa, che hanno subito ingiustizie. Noi invece siamo italiani, amiamo questo linguaggio che è rappresentato dal blues, ma lo viviamo in un altro modo, saremo poco credibili se facessimo delle pose da bluesmen vissuti, non saremmo noi, per noi il blues vuol dire andare in giro a suonare, vuol dire avere un’attitudine attiva, non suoniamo per proclamare delle sentenze o per giudicare, non siamo poeti, non parliamo di politica, noi vogliamo solo suonare, questa e la cosa che ci piace fare e cerchiamo di farlo meglio possibile, di arrivare a comunicare con il pubblico a occhi chiusi senza troppi filtri che ci dividano, potremmo suonare nascosti dietro a un tendone; Cesare ed io, quando suoniamo, non abbiamo necessità d’apparire in un modo che non ci appartiene, quello che si vede sul palco e quello che siamo, pregi e difetti. ‘Dio Odia I Tristi’ è un motto: ragazzi, caspita, bisogna essere positivi per fare le cose, il mondo è già cosi amaro, la nostra generazione vive in un modo, dove la società, quella italiana è di un’amarezza incredibile, non c’è prospettiva, noi cerchiamo di fare quello che facciamo con spirito propositivo; positivo non significa essere senza paraocchi, non vedere la verità, ma significa avere un atteggiamento che vuole modificare le situazioni, che vuole andare oltre, basta lamentarsi, io non sopporto più l’italiano che si lamenta sempre, bisogna cercare di fare, di proporre… forse da questo punto di vista, noi siamo anche troppo frenetici, ma per riuscire ad arrivare a contare qualcosa ci abbiamo dovuto mettere davvero tanto mordente, se non l’avessimo fatto con passione e dedizione forse non avremmo raggiunto questi traguardi.

SD: Fin dall’inizio avete pensato di sviluppare questo progetto come duo e cantando in italiano?
BSBE: In realtà tutto è nato da un esperimento, da cosa poteva nascere da una chitarra e batteria assieme, da creare una band in due, il fatto di cantare in italiano è stato davvero spontaneo, perché comunque il nostro è un inglese scolastico, penso che per cantare in inglese lo devi sapere bene, non si tratta più di farsi capire quando parli ma si tratta di avere una padronanza particolare che noi non abbiamo; noi poi vogliamo essere molto comunicativi, magari di più con la musica che con le parole, ma vogliamo mantenere un linguaggio diretto con il pubblico, cantare in italiano ci è sembrata la scelta più logica e che poi ci abbia premiato particolarmente quando siamo andati negli Stati Uniti, dove tutti i concerti che abbiamo fatto sono andati bene e stiamo pensando ad organizzare un tour per novembre e dicembre se fossimo andati là a cantare in inglese sarebbe risultata una cosa ridicola, invece è stato premiato il fatto che, pur facendo un genere prettamente americano, lo abbiamo proposto in italiano ed è stato come fare una scommessa, ma quando siamo stati là abbiamo capito di aver fatto la scelta giusta. Tutto quello che facciamo è molto spontaneo, non c’è niente di pensato, ad esempio se tu pensi alla cover dei Chemical Brothers (‘Hey Boy, Hey Girl’), l’idea è nata in sala prove cosi per caso.

SD: Come è nato questo progetto d’andare a suonare negli U.S.A.?
BSBE: Guarda siamo andati due volte, la prima volta nel 2009 abbiamo fatto New York e Seattle, le date le abbiamo trovate su Myspace, con un nostro amico che ci organizzava i concerti; ora che siamo tornati, siamo andati a Memphis e lì abbiamo partecipato ad un festival blues: ci siamo andati perché invitati da un’associazione di blues romana come rappresentanti dell’Italia, poi abbiamo suonato nel Mississippi e in altre situazioni, trovando altri contatti a Nashville anche in chiave futura per tornarci, davvero un passo enorme per noi.

SD: Che sensazioni vi ha dato questo tour negli Stati Uniti: avete percepito la differenza che ci può essere fra New York e l’America più rurale, più conservatrice?
BSBE: E’ tutta una cosa diversa. Io ci sono stato diverse volte, ma stavo sempre nelle grosse città; New York, Seattle, San Francisco, Los Angeles, lungo le coste, questa volta ho scoperto che l’America vera è rappresentata dal Mississippi, Texas, Memphis ad esempio; ci ha dato un po’ lo specchio di quello che ancora c’è: bianchi ricchi da una parte e poveri neri da un’altra, vedi che esiste ancora il razzismo, ed è una cosa assurda, non mi è sembrato molto cambiata la situazione riguardo a tutto ciò. La cosa bella di questo viaggio è stata quella di andare nel Mississippi a suonare con i veri bluesmen, che sono quelli che di mattina vanno a coltivare la terra e poi passano la notte a fare jam session per sei ore, suonano e bevono tantissimo, la mattina dopo si alzano e vanno a lavorare, nelle città è tutto più ordinario, il vero blues c’è ancora ed è uguale a come era una volta.

SD: Cosa è che vi ha più colpito in maniera sia positiva che negativa di questo viaggio, da un certo punto di vista sappiamo che gli americani riguardo a certi argomenti sono all’avanguardia, ma rimangono profondamente antiquati riguardo ad altro, soprattutto nei luoghi dove siete stati.
BSBE: E’ stato proprio questo il bello, noi siamo andati a cercare questo tipo di contrasto, la definirei in certi casi di purezza umana.

SD: Voi come stranieri l’avete percepito che eravate in luoghi che conservano uno stile di vita retrograde?
BSBE: Si, nel Mississippi, c’è la ferrovia che divide bianchi da neri e lo percepisci proprio, la senti, la respiri questa situazione, sai che le persone in casa possiedono armi, che anche i musicisti che suonano probabilmente hanno un’arma con loro, noi come italiani, che siamo nati a Roma, abituati ad un certo tipo di tranquillità, lo percepisci. Il Mississippi non è Manhattan, a Manhattan puoi girare alle quattro di notte tranquillamente è più sicura di Roma, quello che mi è piaciuto molto è l’attitudine alla musica che hanno, là le persone non suonano per fare cd o per finire sulle copertine dei giornali, alla sera escono e vanno al bar a suonare con gli amici per puro divertimento, è un concetto questo che io nemmeno percepivo, io ho subito iniziato a suonare per salire su un palco, per fare dischi, molto probabilmente se io fossi cresciuto là avrei fatto una vita molto più tranquilla, non avrei avuto il pallino di dover fare per forza qualcosa con la musica, mi sarei trovato un altro lavoro e avrei suonato cosi per suonare è proprio un’esigenza per loro. Ma quello che davvero mi è piaciuto e che se tu arrivi e sanno che sei un musicista, ti fanno suonare subito assieme, sono curiosi e disponibili con tutti. Quello che ha fatto grande la musica in America è stato il crossover, ovvero questo scambio continuo di generi, di stili, niente ghettizzazioni.

SD: Diciamo che siete riusciti a ritrovare quello che è il vero spirito del blues, tutti questi che avevano le loro storie, chi di donne, chi con la giustizia, vite borderline, che poi è stato quello che ha fatto del blues proprio la musica del diavolo.
BSBE: Esattamente, ma è cosi, li non è cambiato niente, sia dal punto di vista sociale, che da quello dell’approccio con la musica, è tutto molto genuino. Eravamo a Common nel Mississippi, c’eravamo quasi persi ed era di domenica, quando vediamo questa chiesetta bianca in cima alla collina, come nei film, siamo entrati ed erano tutti neri e come siamo entrati si sono girati tutti… era appena iniziata la messa, ci ha un po’ intimorito il fatto di essere gli unici bianchi presenti, ma ci hanno messo subito a nostro agio, si sono spostati per farci sedere e abbiamo assistito a questa messa gospel, ed è stata una delle cose più emozionanti della mia vita. In questi luoghi noti anche come è differente l’approccio con la religione; da noi vai a vedere una messa e ti rompi i coglioni, invece li è una cosa pazzesca, c’è una tensione nell’aria, una tensione positiva, poi ci sta la musica, questo coro da venti elementi accompagnato dalla chitarra elettrica, basso e batteria e suonavano in un modo straordinario in questa chiesa sperduta del Mississippi, è stato bello vedere la musica unita in questo modo alla religione. Per loro la musica rimane qualcosa d’istintivo. C’è questa enorme differenza con la chiesa cattolica, che è una chiesa basata sulla ricchezza, se vai lì vedi solo legno, qua è tutto dorato, io sono ateo e quindi vedo tutto questo con molto distacco.

SD: Voi siete nati e cresciuti nella scena capitolina, questa scena vi ha supportato, visto anche le tante collaborazioni che avete fatto, vi riconoscete in essa o all’inizio è stata un po’ dura entrarvi dato anche il tipo di musica un po’ atipica che proponete?
BSBE: A Roma la scena vera e propria è quella dei cantautori: a Roma che sono nati i vari Venditti, De Gregori, che poi è proseguita negli anni novanta con Alex Britti, Max Gazzè, loro rappresentano il vero cuore della scena romana, diciamo che noi un po’ l’abbiamo rotta questa tradizione, ma dobbiamo dire d’aver subito avuto un bel feeling con la nostra città, nel senso che anche ai primi concerti c’era una certa affluenza di pubblico e poi hanno sempre parlato bene di noi. A Roma c’è sempre gente che và a vedere i concerti, diciamo che noi siamo anche stati un po’ fortunati a trovarci al posto giusto al momento giusto, il fatto di vivere qui determina anche un certo distacco dal nord, hai spese diverse per muoverti e venirci a suonare.

SD: Si ma una cosa che balza agli occhi e che voi suonate tantissimo e dappertutto dal vivo, penso che a livello italiano siate uno dei gruppi che sta suonando di più, osservo che ogni settimana i vostri due o tre concerti ve li fate.
BSBE: Se tu non fai esperienza dal vivo non progredisci, io tutti quei gruppi che vedo provenire dall’estero, si sono fatti tantissime date dal vivo, alla fine quello che fa la differenza sul palco è la coesione che hai come gruppo e per far questo hai bisogno di fare tante date, tanti gruppi in Italia fanno il disco, c’è un po’ la tendenza in Italia di curare la realizzazione del disco e dopo magari aspettare e vedere cosa succede, invece l’aspetto live è importantissimo, adesso se vuoi te lo fai a computer il disco perfetto.

SD: Fra le tante date fatte, voi vantate anche la partecipazione al concerto del primo maggio, che in Italia resta l’evento live per eccellenza, come l’avete vissuta questa esperienza dato che eravate agli albori come band, eravate gasati, intimoriti?
BSBE: Eravamo proprio agli inizi, suonavamo davanti a poche persone è stata un’esperienza incoraggiante, fatta questa esperienza abbiamo pensato dai non siamo poi cosi male, diciamo che ci ha aiutato a crescere. Ci ha dato uno stimolo per la vita, quello di lavorare per arrivare a un risultato, ma è stato anche importante a livello umano.

SD: State facendo questo tour di supporto a ‘DO IT’, come vi sembra che sia la risposta del pubblico, in Italia?Ttanti gruppi si lamentano che le persone ai concerti comprano la maglietta ma snobbano il cd…
BSBE: No, noi vendiamo più dischi, sarà che non siamo con una major e quindi il disco non lo trovi ovunque, poi d’estate ai festival vendiamo anche tante magliette, ma probabilmente vendiamo più dischi perché forse le magliette sono brutte!

La risata generale che segue sancisce di fatto la fine di questa intervista con Adriano e Cesare, due ragazzi rivelatesi umili, tranquilli almeno quanto sono determinati nel perseguire i propri scopi, mi hanno regalato una bella ventata d’entusiasmo, Grazie.

Bus Spencer Blues Explosion I Myspace

(Txt by X-Man & Pics by Alice Scomparin x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

Millencolin new album

Posted by Salad Days On April - 18 - 2012 ADD COMMENTS

MILLENCOLIN CELEBRATES 20th ANNIVERSARY
Band To Release CD/DVD ‘The Melancholy Connection’ on May 28th

Renowned Swedish punk outfit, Millencolin, celebrate twenty years with the release of ‘The Melancholy Connection’ on May 28th. This assemblage of b-sides, a follow up to 1999′s ‘The Melancholy Collection’, features two brand new songs and twelve rarities spanning from their break-out album, ‘Pennybridge Pioneers’, through today. The CD is paired with a ninety minute DVD that takes fans inside the making of ‘Pennybridge Pioneers’ with never before seen archival footage, interviews with the band and live performances. The two new tracks hold up the classic Millencolin sound with energetic pop infused punk, combined with driving beats, anthemic choruses and irresistible melodies that will please diehard fans and new converts, alike. Fans can preview a trailer for the CD/DVD bundle by going here:

“We’ve released a lot of songs since ‘Pennybridge Pioneers’ that were not released on our previous albums, so we thought it was about time to put them all on one,” says Erik Ohlsson. “We recorded a bunch of new songs in our own studio where we also recorded our previous album ‘Machine 15′ from 2008, and picked two of them for this release. We’re really excited about the new stuff we recorded! We’re taking it back to our roots and mixing it with the new sound we’ve developed over the last years.” With an impressive string of releases behind them, nearly two million records sold worldwide and having shared stages with the likes of Blink 182, the Foo Fighters and Queens of the Stone Age, the Örebro based quartet of vocalist/bassist Nikola Sarcevic, guitarists Erik Ohlsson and Mathias Färm and drummer Fredrik Larzon have put together an rousing collection of material that allows fans get an inside look at the past twenty years which have brought Millencolin to where they are today. “We had a lot of footage archived from the ‘Pennybridge Pioneers’ recording that we shot ourselves,” says Ohlsson. “No one has ever seen any of that footage and since we have new live footage from the 10th anniversary tour of the album, now would be a perfect opportunity to make something out of it.” The anniversary will also be celebrated with a “Millencolin 20 Year” music festival, taking place on 8 and 9 June in band’s hometown Orebro (Sweden). The two-day festival will feature special guests The Hives, No Fun At All and many more. For more info: http://millencolin20year.se/home/
For more information:
www.epitaph.com

ROXXXAN – TOO F**KING FACETY

Posted by Salad Days On April - 18 - 2012 ADD COMMENTS

ROXXXAN – TOO F**KING FACETY

Too F**king Facety (or Too Flipping Facety as per the radio edit) is the lead single from Roxxxan’s eagerly awaited and overdue mixtape, set to drop at the end of May 2012. The track, produced by Mikey J (Kano Mic Check, Not for the A-List EP, Female Allstars Rock The Mic) hit the airwaves last night on DJ Target’s BBC Radio 1Xtra show. After being shortlisted at the start of the year for 1Xtra’s “Hot for 2012 list” (alongside Flux Pavillion, Frank Ocean and Dot Rotten) and The Daily Mirror’s “2012: Tips for the Top”, the Birmingham born rapper has been busying herself in the studio recording and performing all over the country.
Roxxxan – Too F**king Facety:

www.twitter.com/rotriplex

ME FIRST AND THE GIMME GIMMES: in Italia ad Agosto per un’unica data!

I ME FIRST AND THE GIMME GIMMES li conosciamo tutti, non tanto per la presenza al loro interno di Fat Mike (NOFX), Joey Cape e Dave Raun (Lagwagon), quanto perché rappresentano la “all-star-punk-rock super-cover-band” più famosa al mondo! Esplosi negli anni ’90, hanno da subito superato di gran lunga i concorrenti, vincendo a mani basse contro qualunque altra cover band punk rock e mettendo a tacere anche i più sfiduciati con il primo album ‘Have A Ball’, datato 1997. Nel corso della loro carriera hanno affrontato in maniera sempre più ironica e vincente qualunque genere musicale, spaziando dall’R’n’B ai classici degli anni ‘50/’60, passando per il country, fino a coverizzare canzoni australiane con l’EP ‘Go Down Under’ pubblicato nel 2011. I Me First And The Gimme Gimmes non hanno mai subito rallentamenti dovuti alle principali band di appartenenza dei componenti: non si sono mai riposati sugli allori, tanto da aver recentemente pubblicato il loro progetto più ambizioso, ‘Sing In Japanese!’, un EP in cui questi 5 american ninja affrontano la cultura giapponese direttamente a casa del nemico: cantando in giapponese! Come avrà fatto Spike, cantante della band a imparare il giapponese? La risposta più ovvia sarebbe grazie alle sue immense doti di eroe del punk-rock! La storia però racconta che Fat Mike abbia reclutato un suo amico giapponese di vecchia data che ha scritto la fonetica di tutti i testi, successivamente cantati da Spike, e la sperimentazione non si è fermata qui! In effetti dopo il primo tentativo di cantare i brani, la band ha invitato un gruppo di turisti giapponesi in studio (per la precisione il 606 Studio dei Foo Fighters) per ascoltare i pezzi e decretare che fossero realmente ascoltabili. Il risultato è una manciata di classici giapponesi, in versione Gimmes!! L’idea è abbastanza chiara, i Me First And The Gimme Gimmes hanno fin qui dimostrato di riuscire a fare qualunque cosa. Hanno venduto canzoni di Neil Diamond ai giovani punk rocker, ridotto in lacrime un gremito stadio dei Pittsburgh Pirates usando ‘Stairway To Heaven’ come unica arma, hanno rovinato disinteressatamente il bar mitzvah di un giovane ignaro ragazzo che li aveva invitati ad animarlo, e non si fermeranno di certo qua! Infatti dopo aver sperimentato il giapponese nelle intenzioni della band c’è lo sbarco in Spagna, Francia, Germania e nella nostra Italia, con una serie di EP in lingua originale. L’intento è chiaro, dare una risposta alla domanda “esiste una singola cultura su questo pianeta in grado di fare meglio di un gruppo di ubriaconi californiani che ci aggiunge il proprio tocco originale?”. Anche se un assaggio di risposta si potrà avere la prossima estate in occasione dell’unica data italiana, noi siamo già sicuri di poter ribattere gridando a squarciagola “YEAH! YEAH! YEAH!”

ME FIRST AND THE GIMME GIMMES + Special Guest
30-08-12 | Carroponte – Sesto San Giovanni (MI)

Bear In Heaven in Italia a Giugno

Posted by Salad Days On April - 17 - 2012 ADD COMMENTS

Grinding Halt Concerti presenta:
Per la prima volta in Italia BEAR IN HEAVEN Tour:

Mercoledì 6 Giugno – Torino, Spazio 211
via Cigna 211 – Torino / Inizio concerti ore 22.00
Info e orari: www.spazio211.com

Giovedì 7 Giugno – Roma
Info e orari: www.GrindingHalt.it

Venerdì 8 Giugno – Marina di Ravenna (RA), Hana-Bi
Viale della Pace, 452G – Marina di Ravenna (RA) / Inizio concerti ore 22.00 / Ingresso gratuito
Info e orari: www.bronsonproduzioni.com/lab/hana-bi

Dopo la pubblicazione del loro secondo album nel 2010 – ‘Beast Rest Forth Mouth’ – , e del singolo ‘Lovesick Teenager’, si sono susseguiti una serie di eventi cruciali per il trio di Brooklyn meglio noto come BEAR IN HEAVEN. Jon Philpot, Joe Stickney ed Adam Wills hanno inaugurato una parabola artistica che in breve tempo li avrebbe portati a lambire la club culture. Usando sempre una forte connotazione indie, sia chiaro. In un’ipotetica marcia d’avvicinamento verso sonorità familiari a The Field, Studio, Caribou e Four Tet i nostri incasellano anche un singolo split con i norvegesi Lindstrøm e Christabelle, che nell’occasione riproponevano la loro hit ‘Lovesick Teenagers’. Oltre 200 concerti in supporto al precedente album non hanno però attaccato la mentalità del gruppo, che ad un passo dalla notorietà decide di ritirarsi in studio per dare un seguito a quel piccolo miracolo underground. Nella casalinga Brooklyn lavorano con grande intensità ad un successore, la loro scrittura è quasi maniacale e tornare spesso e volentieri sullo stesso arrangiamento è prassi comune. Hometapes e Dead Ocean sostengono questa loro prova del fuoco a nome ‘I Love You, It’s Cool’. Un disco vivido e visionario, che amplifica la confidenza e la calma trasmessa dal titolo. Il lavoro alle macchine ed alla programmazione di Philpot è complesso e competente, sia nell’arcobaleno di ‘Kiss Me Crazy’ che nelle matrici rumorose di ‘Space Remains’. ‘The Reflection of You’ è forse la cosa che maggiormente rasenta una hit, il suo ritmo motoriko e le sue tastiere balearic ne fanno un successo annunciato. Rock spaziale che cede al corteggiamento della più nostalgica musica pop di marca ’80, una di quelle commistioni da capogiro. Prima volta in Italia per i BEAR IN HEAVEN, band tra le più rappresentative della scena indie di Brooklyn, New York. La band di Jon Philpot ha da poco pubblicato per Dead Ocean il nuovo album ‘I Love You, It’s Cool’, seguito dell’acclamato esordio ‘Beast Rest Forth Mouth’. Download mp3 ‘The Reflection of You’, primo singolo estratto dal nuovo album.
http://www.scjag.com/mp3/do/reflectionofyou.mp3

Info BEAR IN HEAVEN:
www.deadoceans.com/artist.php?name=bearinheaven
www.bearinheaven.com

Info :

Lvca – Hurt Game w/ remixes from Scuola Furano, Gabriell & Tuxxedo

Lvca is one of the key figure of the italian scene, producer, dj, promoter, photographer of big events and big djs, accountant for brands and much more… This is his first ep called ‘HURT GAME’ with huge remixes from Gabriell, Tuxxedo, and the mighty Scuola Furano. Future garage and house at his best in a deep mood, a strong release that a lot of people will talk about! Please SPREAD THE WORD! The release will be out MONDAY THE 14TH OF MAY on all the biggest online music shop!
www.deepsession.it
deepsessioncrew@gmail.com

PREVIEW: Lvca – Hurt Game Ep. (Preview) by Deepsession Records

Steve Aoki @ Magazzini Generali 4 Maggio

Posted by Salad Days On April - 17 - 2012 ADD COMMENTS

STEVE AOKI: LIVE A MILANO IL 4 MAGGIO!

Day Off e Mac Mac Agency in collaborazione con Mainstream Revolution, Tilt e Smile presentano una serata imperdibile per ogni amante della musica elettronica: il 4 maggio ai Magazzini Generali di Milano si esibirà infatti il re dell’electro e degli stage diving Steve Aoki! Il DJ statunitense presenterà ai fan il nuovo album ‘Wonderland’ andando poi a ripercorrere la sua incredibile carriera fatta di hit radiofoniche e importanti collaborazioni (Eminem, Kanye West, Timbaland…). Un consiglio: segnatevi la data e non prendete impegni!
WONDERLAND ALBUM TOUR STEVE AOKI

supporting act:
2D Noize (electro)
Nerve (Dubstep)
Tilt (Tilt Crew)
Fakia (Smile)

Venerdì 4 maggio 2012
Magazzini Generali – Via Pietrasanta 14, Milano
Apertura porte: ore 23.00
Prevendita: 20€+d.p.

Oryzon interview

Posted by Salad Days On April - 16 - 2012 ADD COMMENTS

ORYZON INTERVIEW
Diciamocelo, oggigiorno rimanere colpiti da un disco è cosa assai difficile. Ma di tanto in tanto una piacevole sorpresa arriva, come questa chiamata Oryzon. Una giovanissima band milanese che fa del rock la sua linfa vitale e della personalità il proprio biglietto da visita. A presentarci il secondo EP ‘Taste The Flavour’ è il chitarrista Lorenzo.

SD: Il vostro progetto incuriosisce. Partiamo quindi facendo un breve riassunto di quanto fatto dagli Oryzon dall’esordio a oggi.
O: Abbiamo cominciato a suonare nel 2005 quando avevamo tutti più o meno 15 anni. All’inizio il sound era immaturo e spesso si tendeva a fare una sintesi confusionale delle varie influenze di ognuno di noi. Poi abbiamo capito in modo graduale la nostra direzione e il nostro sound ha finalmente preso forma in maniera compatta e decisa. Ci sono voluti 5 anni di grandi sperimentazioni fino ad arrivare a ‘The Worst Enemy EP’ (novembre 2010), il nostro primo lavoro che, con tutti i suoi limiti, rappresenta il vero punto di inizio del nostro percorso. Durante l’uscita del primo EP Fede (cantante e bassista – nda), decide di andare un anno a Londra per apprendere meglio la lingua e la cultura inglese, sulle quali ci siamo sempre basati nel comporre. Il risultato di questa esperienza è inaspettato: Fede torna da Londra con uno spirito molto diverso, con la voglia di aprirsi, di far sapere al mondo che anche noi avevamo qualcosa da comunicare e trasmette tutto ciò agli altri componenti della band. Nasce così ‘Taste The Flavour EP’ (febbraio 2012), un lavoro basato sulla voglia di osare e di far sapere in giro chi sono gli Oryzon.

SD: Tra l’altro non so se sia vero o meno ma in Rete ho letto che la vostra idea è quella di far uscire solamente EP. Nel caso fosse veritiera la fonte, cosa vi spinge a optare per questa soluzione?
O: Noi crediamo che il mondo della musica stia attraversando un momento nel quale il livello di attenzione è piuttosto basso, soprattutto nei confronti delle band emergenti. Quasi tutte le forme d’arte odierne, in modo particolare la musica, trovano grande difficoltà di espressione e l’artista è costretto a una comunicazione un po’ forzata, attraverso un prodotto che diventa sempre più “usa e getta”. In questo senso, per una band che è semi-sconosciuta come la nostra, è difficile poter esprimere una serie di idee, di concetti, di emozioni, senza annoiare l’ascoltatore, attraverso un album da 10-12 pezzi. L’EP, invece, rappresenta un giusto compromesso, perchè con 5 pezzi si riesce a esprimere ciò che si vuole comunicare con l’intero lavoro e nel contempo si riesce a non annoiare il potenziale ascoltatore, ottimizzando i tempi di produzione. Questa è una necessita del momento che stiamo attraversando, ma non neghiamo che ci piacerebbe provare a fare un LP in futuro.

SD: ‘Taste The Flavour’ è il secondo lavoro sulla lunga distanza e a dirla tutta di passi in avanti ne sono stati fatti a mio avviso. Mi siete sembrati più coraggiosi, intraprendenti. Quali erano gli obiettivi da raggiungere che vi eravate posti prima di iniziare a comporre?
O: Il fatto che tu ci abbia definito “più coraggiosi e intraprendenti” ci fa molto piacere, perchè significa che gli obiettivi che ci eravamo preposti sono stati raggiunti in modo soddisfacente. Infatti ‘Taste The Flavour’ non è stato concepito con lo scopo di arrivare a più pubblico possibile, ma piuttosto come uno sfogo per poter esprimere la nostra voglia di osare e di far “assaggiare il nostro sapore” (Taste The Flavour) alla gente. Dal punto di vista della realizzazione artistica, abbiamo cercato di esprimere questi concetti attraverso un prodotto che fosse il più “live” possibile, in grado di dare una rappresentazione cruda e netta di quello che siamo.

SD: Quanto tempo avete impiegato a mettere in piedi il nuovo EP?
O: All’incirca 5 mesi tra composizione, pre-produzione, registrazione e finalizzazione.

SD: In sede di recensioni si leggono nomi altisonanti come Muse, U2 e via dicendo… Ma se dovessimo cercare in profondità quali sono i nomi minori che hanno influito sul vostro percorso artistico?
O: In realtà, in modo un po’ “presuntuoso” non siamo mai stati attenti alle influenze che le grandi e piccole band potessero avere sulla nostra musica. E’ stato un processo naturale senza curare questi aspetti, ma non neghiamo che sicuramente a livello inconscio siamo stati influenzati dalle grandi band a cui ci accostano nelle recensioni. Resta il fatto che con questa domanda ci hai messo davvero in crisi, perchè non sappiamo dire che band minori hanno avuto influenza su di noi nella realizzazione dell’EP.

SD: Musicalmente e vocalmente siete mostruosi per l’età che avete. Qual è il percorso formativo seguito per arrivare a ottenere questa brillantezza tecnica?
O: Siamo sempre stati molto autocritici e perfezionisti. Abbiamo raggiunto questo livello suonando e provando molto, cercando di crescere tecnicamente in funzione delle nostre idee musicali. Infatti, più che di tecnica individuale, nel nostro caso si tratta di una “tecnica di gruppo”, perchè ognuno di noi pensa il nostro strumento in funzione della canzone e, quindi, del gruppo, dando il meglio di sé con gli Oryzon.

SD: Il genere del primo disco è un po’ diverso rispetto al nuovo. Potete dire di aver trovato la vostra dimensione ideale tra varie sperimentazioni? Avete capito cosa volete trasmettere al pubblico?
O: Con questo EP abbiamo capito cosa ci piacerebbe trasmettere al pubblico, cosa può funzionare e cosa meno. Le nostre idee sono in continua evoluzione, non possiamo dire di aver trovato in modo deciso la nostra dimensione, ma sicuramente possiamo affermare di aver trovato un mood efficace ed un approccio che in qualche modo verrà mantenuto nei prossimi lavori. L’obiettivo è quello di riuscire a migliorare quegli aspetti poco funzionati, emersi dai limiti di questo EP.

SD: Cosa vi manca per esplodere a livello mediatico? A mio avviso un nome importante in sede di produzione, secondo voi?
O: Sì, da un lato è quello che pensiamo anche noi. Un nome in portante in sede di produzione artistica ci aiuterebbe molto a valorizzare gli aspetti positivi del nostro lavoro, rendendolo più funzionale a quello che è il mercato della musica oggi. Quando sei dentro un progetto è difficile rendersi conto di molti aspetti che non fanno funzionare il tuo prodotto, cosa che invece un occhio esterno preparato è in grado di fare.

SD: La scelta di autoprodursi è ormai una costante di molte band italiane. Quali sono i pro e i contro di questa scelta?
O: I pro possono essere la totale libertà di scelta che stimola una naturalezza nel comporre e nel suonare. Il grosso svantaggio, però, è che ti devi occupare di qualsiasi aspetto esterno alla composizione e realizzazione dei brani, come la promozione e l’immagine. Diventa un vero e proprio lavoro d’ufficio a tempo pieno che porta via molte energie, sottraendo tempo prezioso alla parte creativa della band.

SD: Nonostante le difficoltà che un gruppo indipendente come voi può avere nell’ottenere dei profitti, avete deciso di rendere già scaricabile gratuitamente il vostro primo EP. Come mai questa scelta?
O: Al momento la diffusione del nostro progetto per noi è molto più importante che racimolare qualche euro vendendo mp3 sul web. Inoltre è un modo di essere molto vicini al pubblico, senza avere la pretesa di far pagare la propria musica, quando ancora non sei nessuno.

SD: Il percorso DIY verrà seguito anche per il prossimo EP o con ‘Taste The Flavour’ cercherete di avvicinarvi a qualche etichetta? Se sì quali sono le label che a vostro avviso si addicono maggiormente al vostro progetto?
O: Come già detto prima, stiamo cercando di intraprendere il percorso più adeguato per realizzare il nostro progetto e stiamo considerando l’ipotesi di trovare un aiuto esterno in fase di produzione, promozione e distribuzione. Detto questo, non ci siamo ancora fatti un’idea sulle label che potrebbero fare al caso nostro.

SD: Il pack del disco è molto curato, nonché particolare. Una strada presa per il puro gusto estetico o cos’altro?
O: Secondo noi è importante, visto e considerato che siamo una band emergente, realizzare un prodotto che susciti un interesse estetico oltre che musicale. Non è facile vendere la propria musica e avere un prodotto originale può essere un grande vantaggio. Inoltre, noi amiamo non essere scontati e prendere delle scelte coraggiose anche da questo punto di vista.

SD: In sede di presentazione dicevate di voler trasmettere le stesse sensazioni ottenute su disco dal vivo. Ora che avete iniziato a suonare live il nuovo EP siete riusciti nell’opera?
O: Partiamo dal presupposto che il nostro live ha influenzato la produzione dell’EP e non viceversa. Dopo l’esperienza londinese di Fede, siamo riusciti a contraddistinguere i nostri live trasmettendo al pubblico un impatto fisico e sonoro che sicuramente non passa inosservato. Il nostro obbiettivo è quello di riuscire ad arrivare sempre più vicini al pubblico, abbattendo, da parte nostra, tutte quelle sovrastrutture mentali che limitano l’espressività in ogni sua forma. Sono aspetti del mestiere che si imparano con l’attitudine giusta e tanta, tanta esperienza.

SD: A proposito di live, cosa avete in programma per i prossimi mesi?
Suoneremo in acustico il 28 aprile al Ligera (Milano). Stiamo definendo l’estivo e abbiamo in programma un tour promozionale di circa 15 date nell’est Europa a settembre.

SD: Chiudete pure a vostro piacimento!
Rimanete in contatto con noi!
www.facebook.com/oryzonmusic
www.twitter.com/oryzonmusic

Oryzon I Myspace
WWW.ORYZONMUSIC.COM

(Txt by Arturo Lopez x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

Waiting For Better Days – Fuori il nuovo album ‘To Those Who Believe To Be Left Alone’

Indelirium Records è lieta di annunciare l’uscita in formato fisico e digitale del nuovo lavoro dei WAITING FOR BETTER DAYS intitolato ‘To Those Who Believe To Be Left Alone’. Nove tracce di hardcore emozionale e riflessivo con liriche piene di passione e rabbia. La tracklist è la seguente:
1 – Dew On My Wings
2 – Able To Understand
3 – Purity
4 – Mille Riflessi
5 – Sumera Truth
6 – Revolution
7 – Giorno Per Giorno
8 – Being Controlled
9 – Land Of Sunshine

L’album può essere ascoltato e scaricato sul sito Bandcamp (http://indeliriumrecords.bandcamp.com/album/to-those-who-believe-to-be-left-alone) o sul sito Bigcartel dell’Indelirium Records (http://indelirium.bigcartel.com/product/strange-fear-a-permanent-cold)

www.indeliriumrecords.com

EXTREMA THE COMPLETE DISCOGRAPHY AVAILABLE FOR DIGITAL DOWNLOAD

Before entering the studio to record their forthcoming album, the sixth in their career, EXTREMA will release their whole discography for Digital download on 16th April 2012, the albums will be available in more than 200 digital store worldwide – iTunes and Nokia Music Store included -. “Extremateam is our company: we produce our albums on our own since 2005 and we licence them to labels – said Tommy Massara, guitarist and band founder – We are related to Scarlet Records from 2007, we’ve never licenced the digital rights before. Now we’ve signed a deal, as Extremateam, with The Orchard and finally the time to release our digital catalogue has come!” The catalogue, distributed exclusively by The Orchard, will include both normal and Deluxe edition (with exclusive bonus tracks). This is the complete Extrema discography:
“Tension at the Seams” (1993)
“Tension at the Seams” (Deluxe version, plus 2 bonus tracks)
“Proud, Powerful ‘n’ Alive” (demo – 1993)
“The Positive Pressure (Of Injustice)” (1995)
“The Positive Pressure (Of Injustice)” (Deluxe version, plus 4 bonus tracks)
“Better Mad than Dead” (2001)
“Better Mad than Dead” (Deluxe version, plus 3 bonus tracks)
“Set the World on Fire” (2005)
“Set the World on Fire” (Deluxe version, plus 3 bonus tracks)
“Risin’ Hell with Friends – Live at the Rolling Stone” (live album – 2007)
“Pound for Pound” (2009)
“Pound for Pound” (Deluxe version, plus 4 bonus tracks)

Extrema already confirmed some tour dates for spring/summer 2012.
JUNE
06.16.2012 – Raq Fest – L’Aquila
06.30.2012 – Sun Valley Metal Fest – Gallio (VI)
JULY
07.20.2012 – Torino Metal Fest – Colonia Sonora – Collegno (TO)
w/Sadist + Raw Power + Destrage + Klogr ….and more
07.21.2012 – Machete Fest – Osiglia (SV)
SEPTEMBER
09.08.2012 – Mestre – Gods of Mestre Festival

CONTACTS
OFFICIAL WEBSITE: http://www.extremateam.com
CANALE YOUTUBE: http://www.youtube.com/boogaow
MYSPACE: http://www.myspace.com/extrema
LAST FM: http://www.lastfm.it/music/Extrema
REVERBNATION: http://www.reverbnation.com/extremateam
PURE VOLUME: http://www.purevolume.com/EXTREMA1654

BOOKING AGENCY
VIRUS CONCERTI: http://www.virusconcerti.it

Strange Fear – Video ufficiale di ‘My Eyes Burn’

Posted by Salad Days On April - 14 - 2012 ADD COMMENTS

E’ stato pubblicato sul canale YouTube di BlankTV il primo video ufficiale degli STRANGE FEAR.Il brano scelto è ‘My Eyes Burn’, presente sull’ultimo lavoro in studio della band ‘A Permanent Cold’ uscito ad Ottobre 2011 per Indelirium Records. Il link del video è il seguente:

‘A Permanent Cold’ presenta dodici tracce di vero e potente hardcore old school. Il disco è stato registrato e mixato presso gli Acme Recording Studio da Davide Rosati (www.acmerecording.it) e masterizzato negli Studio 73 da Riccardo Pasini (www.studio73.it)

www.indeliriumrecords.com
http://indelirium.bigcartel.com/product/strange-fear-a-permanent-cold
http://indeliriumrecords.bandcamp.com/album/a-permanent-cold

Rickstar ‘Hanging On’ Music video

Posted by Salad Days On April - 14 - 2012 ADD COMMENTS

HANGING ON (LET GO) WATCH THE VIDEO

The video for the song was filmed in the Brooklyn Dumbo area in New York by Emmy nominated film/TV director Alistair “Gee Lock” Christopher.
WHO IS RICKSTAR?
Rickstar is a 21 year old singer/song writer from London. As a big fan of new school music, in particular artists such as Brandy, Outkast, Ceelo Green and Adele to name but a few, Rickstar developed his own unique style by combining his love and influences of music from ‘back in the day’ with a new school flavor. His single entitled, ‘Hanging On (Let Go)’ is a shining example of this, with a catchy beat and fantastic vocals it really is the perfect blend!

THE SINGLE
‘Hanging On (Let Go)’, is a catchy, melodic and upbeat song that captures the spirit of the 60′s with a modern twist. Written as an answer back to the famous ‘Supremes’ song, ‘You Keep Me Hanging On’, it quite literally evokes a nostalgic feeling and has you instantly singing along.

Dreamer – ‘Stay’ video

Posted by Salad Days On April - 13 - 2012 ADD COMMENTS

DREAMER – STAY BRAND NEW VIDEO!!!

The Indie rap artist Dreamer treats us to a brand new visual for this new track ‘Stay’. Atmospheric, Articulate, Conscious lyrics are just a few words to describe this dynamic song. ‘Stay’ is set to securely cement his place in the ever-growing industry. It takes us to a realm of insightful and heartfelt lyrics based on a turbulent relationship. Coupled with an anthemic chorus vocalled by rising star Rocky Nti and subtle melodic acoustic sound is sure to get you tapping your feet.

Raised in the South of the capital, Dreamer’s best asset is without a doubt his universal revered story telling.
The up and coming artist fits no genre, he certainly brings a real breath of fresh air, despite being exposed to the ills of street life, the narratives of his life experiences focuses on rising above humble circumstances and pursuing ‘dreams’ and aspirations.

www.twitter.com/dreamermusic

Brand new artist Dreamer originally releases his debut single ‘Stay’ featuring rising Star Rocky Nti.

The Hives @ Rock In Idrho

Posted by Salad Days On April - 13 - 2012 ADD COMMENTS

BREAKING NEWS: THE HIVES NEL CAST DI ROCK IN IDRHO 2012 PREVIEW

Siamo lieti di annunciarvi una nuova importante band internazionale che si aggiunge al prestigioso cast di Rock in Idrho 2012. Gli svedesi The Hives suoneranno prima di The Offspring nella giornata di Rock in Idrho Preview, prevista per il 13 giugno al Carroponte di Sesto San Giovanni (MI). In quell’occasione la band suonerà, oltre a brani di repertorio, anche pezzi tratti dal nuovo album ‘LEX HIVES’, la cui uscita è prevista per il prossimo 5 giugno. Si chiude così ufficialmente il cast della prima giornata del Festival, lasciando ancora qualche sorpresa per quella del 21 luglio. Torna quindi il concilio dei più saggi della musica, il fenomeno del rock internazionale che risponde al nome di Hives. Il 5 giugno Howlin’ Pelle Almqvist, Nicholaus Arson, Chris Dangerous, Dr. Matt Destruction e Vigilante Carlstroem pubblicano la loro quinta fatica discografica, ‘Lex Hives’, riflessione sulla legge attraverso 12 brani. L’album è un’espressione che rimanda all’epoca dei romani e alla pratica di promulgare un corpus di leggi da imporre come standard. Allo stesso modo il microsolco a 33 giri e 1/3 costituisce le sacre leggi alle quali chiunque dovrà piegarsi d’ora in poi. Ma i 12 pezzi che gli Hives producono, suonano, pubblicano e promuovono non sono per tutti. Non sono canzoni da suonare con la chitarra acustica intorno al falò. Questa non è musica. Questo è carbonio compresso, diamante allo stato puro nascosto sotto la crosta terrestre per milioni di anni, ora finalmente estratto e pronto a essere offerto ai tuoi timpani. ‘Lex Hives’ è prodotto dagli Hives e mixato da Andrew Scheps (Red Hot Chili Peppers, Adele), vincitore di un Grammy, e due altri brani sono mixati da D. Sardy (Marilyn Manson, Slayer) e Joe Zook (Weezer, Modest Mouse). La versione deluxe in digitale di ‘Lex Hives’ conterrà bonus track prodotte da Josh Homme, frontman dei Queens of the Stone Age. Dopo 400 concerti e 25 notti in ospedale in seguito alla pubblicazione dello strepitoso ‘The Black and White Album’ nel 2007, gli Hives si apprestano a calcare i palcoscenici mondiali, iniziando con una partecipazione al Coachella Valley Music and Arts Festival 2012 (primo weekend: 13-15 aprile / secondo weekend: 20-22 aprile). Lunedì 23 aprile la band tornerà a esibirsi dal vivo sul palco all’aperto del Jimmy Kimmel Live (in onda sulla ABC alle 6:00 ora italiana), per poi arrivare in Italia appunto il 13 giugno per l’immancabile appuntamento di Rock In Idrho 2012. Più rumorosi. Più audaci. Più orgogliosi. Più convinti che mai. Gli Hives sono finalmente usciti dalle tenebre e si dirigono verso la luce. Questa è LA LEGGE. La legge degli Hives. LEX HIVES! Le leggi della natura non sono niente in confronto, e gli Hives non esigono nient’altro che obbedienza assoluta.
LINE UP COMPLETA DEL FESTIVAL:
Rock in Idrho Preview: mercoledì 13 giugno
Carroponte – Sesto San Giovanni (MI) con:

(main stage)
The Offspring
The Hives
Billy Talent

(second stage)
Lagwagon
Hot Water Music
La Dispute

Rock In Idrho | sabato 21 luglio
Arena Fiera – Rho (MI) con:

Rancid
VERY SPECIAL GUEST da annunciare
The Specials
Public Image Ltd
SPECIAL GUEST da annunciare
Frank Turner & The Sleeping Souls
Italian guest tba
Cerebral Ballzy
Italian opener da annunciare

Comunichiamo inoltre che si chiude oggi il concorso “Wannabe Promoter”, indetto attraverso il sito ufficiale del Festival e aperto a tutti i fans di Rock In Idrho. Restate sintonizzati sul sito www.rockinidrho.com per altre importanti novità che verranno annunciate a breve!!
PREZZO DEI BIGLIETTI:

13-06-12
Rock in Idrho Preview | Carroponte – Sesto S.Giovanni (MI)
Biglietto € 35 + ddp

21-07-12
Rock in Idrho | Arena Fiera – Rho (MI)
Biglietto € 45 + ddp

Abbonamento per le due giornate: 70 € + ddp

Attenzione: per chi avesse già acquistato il biglietto per la giornata del 21 luglio e volesse acquistare l’abbonamento, verrà data la possibilità di cambiare il proprio biglietto singolo. Nei prossimi giorni verranno indicate le modalità di cambio per ogni circuito di prevendita.

Simian Mobile Disco – il nuovo video

Posted by Salad Days On April - 12 - 2012 ADD COMMENTS

SIMIAN MOBILE DISCO ‘Seraphim’ Video Premieres Today; Single Available Now New Album Unpatterns Out May 14 On Wichita Recordings

British electronic duo SIMIAN MOBILE DISCO released the video for current single ‘Seraphim’ directed by rising star Aoife McArdle, today via Stereogum. The album version of the track is currently available as a free to fans MP3 from SMD‘s soundcloud and the full single package–featuring the album version of ‘Seraphim’ an extended version and killer club track ‘Put Your Hands Together’ (a fixture in any SMD dj set at the moment) -is available here: www.smarturl.it/seraphim
‘Seraphim’ is the opening single from Simian Mobile Disco’s forthcoming album ‘Unpatterns’ (out 14th May via Wichita Recordings) and sees the duo of James Ford and Jas Shaw pushing the boundaries of their sonic exploration further than they ever have before. In a sharp leftfield turn from the addictive pop ballast and canny guest vocals of their previous records, ‘Seraphim’ sees them in playfully experimental form, creating a spaced out anthem drenched in sun-kissed euphoria. With their albums to date, spanning from their seminal debut ‘Attack Decay Sustain’ Release to 2011’s techno 12” compilation album ‘Delicacies’, one constant in their varied career has been their refusal to play by the rules, their creative restlessness resulting in them staying perpetually ahead of the curve. ‘Cerulean’ Video:

‘Seraphim’ single (including extended version and ‘Put Your Hands Together’) available: www.smarturl.it/seraphim

Mike Skinner & The Beats Presents…Elro ft. The D.O.T. – Bad News: Video/Single Out Now!

A 22 year old rapper from Chepstow, Wales, who describes himself as “pretentious white boy who who’s main influence is getting rejected by women”. A one-time stand-up comic and a full-time writer of rhymes filled with quick-witted metaphors, similes and hokery-pokery, echoing the sentiments and tomfoolery of a generation under the influence of modern life, Elro gained notoriety when his F64 for SBTV quickly became one of the highest viewed videos in the channel’s history. Whilst Elro was clocking up 1.5 million views and perfecting his rhymes in his Mum’s backroom, down the M4 a small but noisy label called The Beats was stirring from a slumber. Having witnessed that very SBTV performance, Mike Skinner felt finally there was a rapper in Elro who could live up to the standards of The Beats. As part of their new project The D.O.T. Mike was in the studio with Rob Harvey and after reaching out to Elro, a studio session was swiftly booked in. It soon became clear that ‘Bad News’ produced by Mike, was a track finally worthy of The Beats seal of approval, and the label was re-born. Iconic, shambolic and ahead of it’s time The Beats was the record label founded by Mike Skinner and Ted Mayhem in 2004 that kick-started a revolution in the UK rap scene. Building on the success of Mike Skinner‘s own musical persona The Streets, The Beats record label gave birth to some major recording artists such as Example and Professor Green. Although short lived, it’s energy and attitude lived on in much of the UK rap music. It wasn’t always like this and before Mike Skinner and The Beats lit the touch paper, you couldn’t find your way past a guitar in the UK charts and artists such as Tinchy Strider, Plan B, Wretch 32 and Giggs have all been involved in their earliest days with Beats/Streets releases and Mike‘s own productions. Watch the video here:

GRIEVED NEW VIDEO /// UP RIVER NEW VIDEO /// UP RIVER 7 INCH PRE ORDERS /// NEW WEBSITE

Dear everyone, our new website is finally up and working. We’ll be posting a lot more on it, since the new system is pretty awesome even to keep on track with tours and show infos. Make sure you check it out.

GRIEVED just revealed a neW song taken from their new full length called ‘Samaritans’ coming out on 12 through us…to see the new video

UP RIVER new song video taken from their debut 7 inch is also up on our youtube channel. Pre orders for ‘Rough Ground’ 7 inch are up now on our e-store
www.anchorsaweighstore.com

Reviews update

Posted by Salad Days On April - 12 - 2012 1 COMMENT

LOWER DENS
‘Nootropics’-CD
(Ribbon Music/Domino)
3,5/5

Nel loro mondo sono il miglior ascolto che vi possa capitare. Che poi il loro mondo è quello della synth-wave evoluta, mutata, trasfigurata, alterata. Un po’ come gli specchi del luna park, quelli che ti allungano, di appiattiscono, ti deformano. I Lower Dens da Baltimore (Maryland) prendono i Cure, i New Order, i Joy Division e li allungano (psichedelicamente), li appiattiscono (con l’elettronica), li deformano (con gli arrangiamenti), tirandone fuori qualcosa di diverso, di bizzarro, di non comune. Prendete ‘Brains’ (che potete beccare in giro pure voi, essendo il primo singolo): un rullante incessante sotto melodie ruminanti che svolazzano tutt’attorno compiendo giri strani e spirituali. La cantante Jana Hunter scava negli angoli bui dei nostri cuori con la sua cadenza vigorosa e sudista (viene dal Texas), come in ‘Lamb’, nella quale tocca vette di espressività poco esplorate. ‘Nova Anthem’, poi, si alza, si espande e soffia alla maniera del vento caldo del deserto, avviluppando ogni cosa e accartocciando le nostre ultime resistenze. Nel nostro mondo questo ‘Nootropics’ è il secondo album dei Lower Dens, ma il loro mondo pare essere meglio di gran parte del nostro.
(Flavio Ignelzi)

S.M.S.
‘Da Qui A Domani’-CD
(Black Fading/Front Of House)
4/5

Se volessi essere puntiglioso, dovrei catalogare gli S.M.S. sotto la voce “supergruppo” (per quanto sia detestabile questo tipo di definizione): Miro Sassolini, storico cantante dei Diaframma (la prima S), la poetessa Monica Matticoli (la M) e Cristiano Santini (la seconda S) già nei Disciplinatha, nonché produttore di un’infinità di belle realtà italiane. A questo aggiungete la collaborazione con Federico Bologna (artista elettronico, già con Technogood e Armoteque) e il gioco è fatto. Il risultato? Un cantautorato sintetico, che liricamente attinge alla densa poetica di De André (‘Disvelo’) e Battiato (‘In Quiete’), all’espressività vocale di Giovanni Lindo Ferretti (‘Semel Heres’), alle declamazioni rock di Massimo Volume e Offlaga Disco Pax. Da un punto di vista musicale, gli arrangiamenti post-wave raccolgono ispirazioni dalla produzione elettronica più vasta e stimolante, regalando dei gioielli di intensità e intelligenza creativa dal respiro internazionale (nonostante i testi in madrelingua). A tratti si avverte una abbagliante glacialità (nel senso di distacco, imperturbabilità), accanto alla splendida esecuzione, rendendo il tutto ancor più affascinante.
(Flavio Ignelzi)

ICEBERG
‘Caro Tornado’-CD
(New Model Label)
3,5/5

La cosa più cazzuta degli Iceberg è che non sembrano una qualche altra band. Finalmente. Rock con le chitarre, toste il giusto, testi non banali, cantato in italiano, niente cazzi e niente mazzi. Cioè, anche se è presumibile che questo bell’esordio rilasciato dalla sempre attenta New Model Label non cambierà il corso della storia del rock tricolore (se mai ce ne fosse bisogno), ci sono motivi validi per procurarselo e per gustarselo tutto, fino in fondo. Se non altro per una questione di cuore. Anche se proprio il cuore è messo a dura prova dal riffing e dalle sincopi della title-track, nella quale il power-trio originario della provincia pavese mette a punto il suo calibrato rock rumoroso, oppure nelle incandescenti ‘Per Favore Dillo Tu Al Diavolo’, ‘Nagasaki Blues’, ‘Per Un Attimo Mi Avresti Voluto Morto’, che sono belle almeno quanto i titoli (e forse anche di più). Non tutto è perfetto in questo ‘Caro Tornado’, questo è chiaro, ma in ogni singolo pezzo zampillano istinto, ispirazione, idee, muscoli e sudore. E anche intimità e commozione (l’acustica ‘In Piena’). Potrebbero funzionare bene anche in radio, se qualcuno avesse le palle di farli girare un po’ on-air.
(Flavio Ignelzi)

SUMMERLIN
‘You Can’t Burn Out If You’re Not On Fire’-CD
(Rude Records)
2/5

Se c’è la parolina magica “summer” fin dal monicker, non è che dobbiamo sforzare poi troppo le meningi. Pop-punk zuccheroso che guarda alle spiagge, agli adolescenti, al divertimento, al surf, allo skate, anche se questi cinque ragazzoni al debutto provengono da Leeds (Regno Unito) e tutto ‘sto sole e tutto ‘sto caldo e tutto ‘sto surf se lo sognano per la maggior parte dell’anno. Poi intitolano una canzone ‘My Old Life Isn’t A Complicated As My Webpage Made It Look’ e ti sciogli come il vecchio zio orso che guarda con tenerezza al nipotino di otto anni che smanetta col computer. Bravi ragazzi, scappellotto sulla testa, anche se (in tutta sincerità) non riesco a distinguere una traccia dall’altra, anche perché assomigliano a quelle di un milione di altre band identiche e non vedo perché uno dovrebbe preferirne una a un’altra o a un’altra ancora. Possibile che le cose, ai miei tempi, fossero più interessanti perché meno affollate? Non so che dirvi. Di sicuro suggerirò i Summerlin al mio nipotino, che già m’ha detto che gli piacciono i Breaking Benjamin e i Linkin Park perché gli ricordano le sigle dei suoi cartoni.
(Flavio Ignelzi)

ZICO CHAIN
‘The Devil In Your Heart’-CD
(Suburban)
2,5/5

Molti li ricordano come spalla ai Velvet Revolver (in un qualche tour del recente passato), e dobbiamo dire che l’abbinamento è abbastanza azzeccato. L’alternative/hard-rock del terzetto londinese ha diversi tratti in comune con tutta quella marmaglia ex-G’N’R, il chitarrista Paul Frost dimostra di avere qualche discendenza slashiana (tipo l’assolo dell’opener-track ‘Evasion’), anche se la costruzione delle song sembra di diretta generazione crossover anni novanta; l’ugola del cantante/bassista Chris Glithero è abbastanza impersonale e riesce a regalare qualche sussulto solo quando imita Serj Tankian, le canzoni offrono armonie conosciute (i dejà-vu si sprecano) e qualche per niente celata reminiscenza System Of A Down (‘Mercury Gift’). La rutilante cavalcata rock’n’roll a titolo ‘Our Evil’ (tra la ruffianeria dei Kiss e la ruvidezza dei Motorhead), le manifeste inflessioni nu-grunge di ‘Black Turns White’ e la tenerezza della power-ballatona ‘More Than Life’ (con tanto di archi) dovrebbero far capire che i Zico Chain non guardano in faccia a nessuno, quando si tratta di prendere idee, e confezionano un prodotto che è perfetto per qualsiasi radio o tv commerciale.
(Flavio Ignelzi)

OFF!: la nuova band di Keith Morris (Black Flag/Circle Jerks) sarà in Italia per un’unica data

Estate 1978 – la polizia di Los Angeles irrompe in un locale e reagisce ancora una volta in modo eccessivo: Santa Monica Boulevard, uno show “out of control”, un club pieno di lattine di birra semivuote che rappresentano il malcontento giovanile. Manganelli, nasi sanguinanti e ossa rotte. Estate 2010 – 1200 persone stipate in uno spazio progettato per contenerne 250, sempre Los Angeles. Street art e birra gratis: la polizia irrompe nuovamente durante lo show di una band il cui nome ricorda quello di un insetticida. Un ragazzo sul palco, sembra familiare. Allora come oggi – si conoscono nome e “pedigree”: Keith Morris (Black Flag, Circle Jerks), Dimitri Coats (Burning Brides), Steven McDonald (Redd Kross) e Mario Rubalcaba (Hot Snakes / Earthless / Rocket From The Crypt) sono gli OFF! La resurrezione della forza e dello spirito punk ’78 di Los Angeles, ricostituito e re-immaginato nel contesto attuale, incerto oggi come allora. Un EP di debutto nell’ottobre 2010, altri tre a seguire, per poi ricongiungersi nei primi quattro box set in EP e CD: 16 tracce in poco più di 17 minuti, presentate dalla cover art di Raymond Pettibon, uomo e artista dietro all’immagine dei Black Flag. Un esplosivo live set al Coachella seguito da innumerevoli date americane, europee ed australiane. Ecco gli ingredienti degli OFF! che oggi, se davvero il 2012 è l’anno della fine, hanno un solo modo di uscirne: con calci o con urla, ma preferibilmente entrambi! A rappresentare il ritorno della band, il primo vero full lenght omonimo in uscita a maggio sotto Vice Records e il desiderio dei più grandi festival e promoter mondiali ad averli nel proprio cast, primo tra tutti il Primavera Sound Festival di Barcellona. Prodotto dal chitarrista Dimitri e registrato nei Kingsize Studiolabs a Los Angeles, il nuovo disco vede gli OFF! più lapidari che mai, in poco più di 16 minuti sfornano un brano più carico d’ira dell’altro. “Anche se abbiamo il lusso di poterci prendere tutto il tempo che vogliamo, preferisco essere fedele allo spirito di sempre”, spiega Dimitri, “c’è un sacco di anima in tutto questo, non cazzeggiamo mica!” E chi può metterlo in dubbio? Uno show a inizio giugno, in compagnia dei Trash Talk (full interview on SALAD DAYS MAG ISSUE 6: hardcore punk con aggressività power violence protagonisti di live che se li hai visti… te li ricordi! Incendiario e violento, questi gli unici aggettivi utilizzabili a riguardo, allora preparate i muscoli perché ci sarà da dare libero sfogo alle proprie emozioni, di qualunque portata esse siano! La data da segnare in calendario è il 4 giugno!

OFF! + Trash Talk
04-06-12 | Circolo Magnolia – Segrate (MI) | evento facebook
Ingresso 10 €

Carhartt Brand Book n°7 launch party

Posted by Salad Days On April - 11 - 2012 ADD COMMENTS

Carhartt Brand Book n°7 Launch Party

Venerdì 20 aprile, il Carhartt Store di Milano celebrerà l’uscita dell’edizione Spring Summer 2012 del Carhartt Brand Book. Il nuovo numero offre uno sguardo dall’interno sulla nuova collezione Spring Summer, l’intervista esclusiva a Yasiin Bey, aka Mos Def, l’incontro con l’illustratore giapponese SHOHEI, autore della nuova campagna di Carhartt WIP, la presentazione della recente collaborazione con il marchio francese A.P.C. e molto altro ancora. Per il party di lancio del Brand Book, il Carhartt Store di Porta Ticinese ospiterà il dj set del musicista svedese di elettronica minimale The Field, Loops Of Your Heart.

20 Aprile 2012 – ore 18.30
Carhartt Brand Book Spring/Summer 2012 Launch Party
Featuring The Field/Loops of Your Heart
Carhartt Store – C.so di Porta Ticinese, 103 – Milano

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May - 16 - 2012

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