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Salad Days Magazine | November 30, 2020

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Clan Bastardo interview

Clan Bastardo interview
Salad Days

Tornano i Clan Bastardo, una punk-rock band che col passare degli anni consolida il suo status di ottima realtà tricolore.

Con ‘Ancora Brucia’ ecco l’ennesimo tassello di una carriera fin qui ricca di soddisfazioni e aneddoti da raccontare. Dove? In questa intervista naturalmente, attraverso le parole di un membro fondatore, Pino Di Gugliemo.

SD: Dopo il positivo esordio di qualche anno fa vi ritroviamo in splendida forma, cosa avete combinato in tutto questo tempo che ha diviso il debutto e questo nuovo lavoro?
CB:Abbiamo fatto un po’ di date in Sud America, un mese in Brasile e un mese in Argentina e Uruguay. Per il resto abbiamo continuato a fare le nostre cose, più o meno come tutti, gioie, errori, dolori, giri vari, perché prima di scrivere e per scrivere è fondamentale ed essenziale vivere. Scrivere per me è raccontarsi, non mi è mai piaciuto scrivere di cazzate a caso, tutto quello che scrivo è vero, ma non c’è niente di affidabile nelle mie verità.

SD: Il vostro modo di operare è per certi versi in “controtendenza” rispetto alla stragrande maggioranza di band punk-rock odierne, nazionali e non: una grande cura dell’immagine, professionalità e l’apporto all’interno del disco di valori aggiunti quali guest e produttori di spicco. Cosa vi spinge e cosa vi ha spinto anni or sono ad avere questo modo di operare?!
CB: Semplicemente a me piace la roba fatta bene, tutto deve avere uno stile perché senza stile tutto perde valore. Un disco scritto bene ma che suona male diventa inutile, meglio non farlo perché dovrei buttarlo dal finestrino al primo ascolto. La roba che faccio deve piacere prima di tutto a me ed io purtroppo o per fortuna sono un perfezionista. Mi piace avere il suono giusto, la grafica giusta e la gente giusta a lavorare con me.

SD: La qualità paga sempre e se già con l’esordio nulla era da eccepire, in questo nuovo album credo vi siate nuovamente superati, offrendo una visione moderna ed esterofila del punk-rock made in Italy. Quanti sacrifici è costato questo ‘Ancora Brucia’ e qual è stata la soddisfazione maggiore una volta pronto?
CB: La musica, come tutto del resto, si evolve, restare fossilizzati, ingabbiati in un sound o in un’idea di sound per me non va bene e diventa noioso. Noi suoniamo la musica che amiamo il resto scorre da sé. Sicuramente la soddisfazione maggiore è stata sentire Jamie creare delle ritmiche perfette per ogni singolo pezzo, sacrifici ne abbiamo fatti così tanti da aver perso il conto ma bisogna crederci, sempre.

SD: Il disco come in passato si basa di racconti personali, con una rabbia interiore sempre maggiore. Volete raccontarci qualcosa a riguardo dei testi e di un titolo come ‘Ancora Brucia’?
CB: Come ti dicevo io scrivo e parlo della mia vita e di quello che mi capita, poi magari non mi capitano tante cose allegre quindi mi vien fuori sempre un disco duro ma è un emozione, sia essa rabbia, gioia, amore, che spinge a scrivere. Non credo che senza emozione si riesca a scrivere qualcosa, di decente almeno. Io scrivo d’impulso, non sono mai io a cercare le parole ma sono sempre loro a cercare me e fin quando mi verranno a cercare vuol dire che ‘Ancora Brucia’.

SD: Come alcuni hanno fatto notare anche io sono di quelli che pensano che il proporre i Clan Bastardo in madrelingua sia un grosso errore, vista la qualità del lavoro avreste infatti a mio avviso molte chance di fare ancor più bene in terra estera. Cosa vi ha spinto ad affidarvi nuovamente alla lingua italiana? Un pensierino a una versione brit proprio no?
CB: Io sono italiano, mi sento italiano e quando vado in giro mi si legge in faccia da dove vengo quindi, anche quando canto, è inevitabile per me farlo in italiano. Suoniamo più all’estero che in Italia ma ovunque andiamo noi siamo una band italiana 100%. Il problema dell’Italia è che non si riesce a far filtrare tra i ragazzi il rock & roll e tutte le sue varianti, molti hanno una visione del punk rock distorta, preistorica, ma vai tranquillo che li faremo cambiare idea!

SD: E’ curioso notare come all’interno della line-up abbia trovato spazio il batterista degli storici UK Subs. Come siete arrivati a lui e come è nata questa collaborazione? Avrà risvolti futuri? Dal punto di vista live vi affiderete a un turnista?
CB: Jamie è un amico prima di tutto, lo chiamai e gli dissi “Senti ti voglio far sentire della roba che sto scrivendo”. Andai in studio gli preparai una pre-produzione chitarra e voce e dopo una settimana lui già era pronto per registrare! Per me è il top, non ce n’è per nessuno. Sicuramente con lui faremo tutti gli altri video del disco e continueremo a collaborare, per i live vedremo, sicuramente nel prossimo tour in Sud America e Nord America ci sarà lui alla batteria.

SD: Il punk-rock così come il pop-punk pare stiano ritornando in auge, cosa a vostro avviso ha portato a un calo di visibilità il genere nel corso degli ultimi anni?
CB: Il punk-rock è uno stile particolare, la musica alternativa va comunque scoperta non arriva secondo le logiche e le strade della roba pop, c’è bisogno di qualcuno che ti introduca nel genere, qualcuno che ti dica senti questi, guarda sto video… Il problema in Italia è che le radio e le TV bombardano i ragazzi con tutta sta roba rap mentre ci sono un sacco di band valide che restano nell’ombra, c’è questa idea che il punk-rock “non funzioni”, ma io sono convinto che molti ragazzi si innamorerebbero di questo genere se solo riuscissero ad arrivarci più facilmente.

SD: L’artwork ha come sempre il suo perché. Cosa volete comunicare attraverso questo concept?
CB: Mi piaceva l’idea di creare un legame tra musica, grafica e video quindi un concept unico, ci ha lavorato un fotografo inglese Scott Chalmers e la modella dello scatto (Shelly D’Inferno) è una mia amica che tra l’altro è anche nel nostro nuovo video insieme a Cervena Fox e Rebecca Crow. Nel video di ‘Ancora Brucia’ abbiamo utilizzato giochi di fuoco proprio per chiudere il cerchio, per unire grafica, titolo album e musica.

SD: L’episodio ska-oriented mi ha colpito parecchio (in positivo si intende), nel senso che mai mi sarei aspettato una simile escursione da parte vostra. Cosa vi ha spinto a provare questa strada?
CB: Se questo pezzo è venuto fuori così bene devo ringraziare solamente Alessandro Paolucci (ex bassista dei Raw Power) che oltre ad essere la seconda chitarra è anche colui che ci ha sempre seguito come produzione e senza il suo tocco quest’album sicuramente non avrebbe questo sound. E’ stato lui ad avere l’idea di inserire un solo di sax e molti degli specials del disco sono una sua idea. Per quel che mi riguarda in Italia Alessandro è il top.

SD: Con l’arrivo dell’estate giunge anche il momento dei live, avete in programma qualcosa sul vostro fronte?
CB: Al momento non stiamo lavorando sul tour, so che andremo in Inghilterra, Sud e Nord America e faremo qualcosa per la nostra gente qui in Italia ma comunque per ora vediamo come va il disco e com’è messo Jamie e appena avremo news sarete i primi a saperlo. Un abbraccio a tutta la crew Salad Days – crederci sempre.
http://www.clanbastardo.it/

(Txt by Arturo Lopez x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

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