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Salad Days Magazine | March 30, 2020

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Converge ‘The Dusk In Us’

Converge ‘The Dusk In Us’
Salad Days

Review Overview

9
9
9

Rating

CONVERGE
‘The Dusk In Us’-CD
(Epitaph)
9/10


Eccoci qua, cinque anni in attesa dei Converge, da quel 2012 da cui uscì acclamato ‘All We Love We Leave Behind’. La pausa più lunga di sempre della band di Salem terminerà il 3 novembre con la pubblicazione di ‘The Dusk In Us’, ancora via Epitaph Records, a conclusione di un lustro che ha visto i membri del gruppo impegnati in side project di successo come Wear Your Wounds e Mutoid Man. I Converge sono una band che piace alla gente che piace, un po’ come diceva Gullit della Y10, perché dagli anni ‘90 dà voce e dignità alla misantropia insita in ogni autorevole metallaro o hardcore kid, per mezzo di un caos che incute timore e rispetto: sono diventati nel tempo un marchio, un must, un culto, il lato serio e credibile della musica estrema che non rinuncia ad una spiccata sensibilità, quasi un intoccabile totem dalla cui vetta snobbare il panorama con sufficienza. È dunque molto difficile parlare di una band che “deve piacere per forza”, proprio perché è in maggior misura essa stessa a parlare di chi ascolta, imponendo ogni volta ciò che è cool. Lo standard dei Converge vive inoltre di una granitica coerenza data dalla perfezione della formula, fondata a sua volta sulla genialità indiscussa del chitarrista e produttore Kurt Ballou, che insieme ai suoi compagni porta avanti in ‘The Dusk In Us’ lo stile riconoscibile e mai eguagliato della band. Anche questo nuovo album è infatti una conferma, un ulteriore affinamento della tecnica e del sound in cui si ritrova ancora una volta lo spirito di ‘Jane Doe’ o di ‘You Fail Me’, come di qualunque altro disco prodotto dalla band. La scelta dei vari membri di applicare diverse inclinazioni personali a progetti alternativi ha salvaguardato l’essenza dei Converge, un contenitore che ancora oggi include le espressioni più furiose ed energiche di Jacob Bannon e soci, ormai ultraquarantenni. ‘The Dusk In Us’ però non è solo l’ira di ‘Eye Of The Quarrel’, ‘I Can Tell You About Pain’ o ‘Cannibals’, perché nelle tredici tracce totali si trovano anche le più riflessive ‘Thousands Of Miles Between Us’ e la title track (terribilmente efficaci), insieme alle altre sfumature dei Converge, dal math di ‘Arkhipov Calm’ alle cadenzature di ‘Under Duress’ e ‘Reptilian’, con tanto noise a completarne il carattere a cui siamo abituati, ma non assuefatti. La cupezza dei Converge, strutturata in maniera sempre più organicamente complessa, non può passare di moda ed è ragionevolmente un must perché riesce a catalizzare in maniera plausibile emozioni profonde, con una magia inspiegabile e violenta che smuove turbamenti esistenziali, al punto da rendere superfluo soffermarsi sulla tecnica sopraffina che contribuisce in maniera decisiva a creare, sublimando, quegli scenari sonori compatti e multiformi. Solo un perfezionista come Kurt Ballou può dirsi non completamente soddisfatto di questa produzione di eccellente qualità, ammettendo però che per i Converge è la migliore di sempre: ‘The Dusk In Us’ è la nona volta che la band si supera, è la nona porta che si apre, è la nona sinfonia del male.
(Francesco Banci)

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