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Salad Days Magazine | December 11, 2018

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Counterparts ‘You’re Not You Anymore’

Counterparts ‘You’re Not You Anymore’
Salad Days

Review Overview

6.5
6.5
6.5

Rating

COUNTERPARTS
‘You’re Not You Anymore’-CD
(Pure Noise)
6.5/10


Nel 2008 lessi una recensione di ‘Fury And The Fallen Ones’ dei The Ghost Inside, nuova band descritta come fotocopia ritardataria rispetto all’hype generato dal metalcore negli anni ‘00: in realtà il periodo barocco di questo sottogenere divenuto giovanilista per eccellenza doveva ancora arrivare, ma insomma, sono dieci anni che il metalcore è dato per morto, eppure siamo qui a parlare del terzo album dei Counterparts. ‘You’re Not You Anymore’ arriva dunque nel momento di depressione, seguente a quello della saturazione di un mercato che tende a gonfiare i trend come bolle speculative in borsa, che poi scoppiano facendo diventare tossici anche i titoli (in questo caso le band) di un certo valore. Probabilmente i Counterparts da Hamilton, Ontario, sono proprio una di quelle band, che sanno fare il proprio dovere, ma che si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il cantante Brendan Murphy afferma: «’YNYA’ è la perfetta miscela fra i nostri dischi precedenti. Abbiamo fatto un ottimo lavoro nel tirare fuori gli aspetti migliori della band, e anche se suona scontato, penso che queste siano le canzoni più cool mai scritte dai Counterparts» e probabilmente ha ragione, nel senso che il disco è esattamente ciò che ci si aspetta, ma con migliorie tecniche di produzione e ancora più attenzione per i dettagli. Arpeggi melodici, breakdown ancora più tosti e screaming esasperati sono sempre lì a riproporre una formula bollita che cerca un intrattenimento volto alla pura sensazione energizzante, riuscendoci anche (la fulminea ‘Thieves’ oppure ‘Rope’ ne sono degli ottimi esempi), ma come detto, davvero fuori tempo. L’energia non può confondersi con la vitalità, e per assurdo un album così ne avrebbe avuta forse di più fra qualche anno, quando assisteremo al revival – ebbene sì – degli anni 2000, metalcore compreso. In conclusione ‘You’re Not You Anymore’ ha un valore assoluto degno di nota, ma anch’esso deve necessariamente misurarsi col valore relativo che tutta la musica assume nei confronti del tempo: sarebbe stato l’album più bello del 2007, ma come possiamo ignorare questa discrepanza di dieci anni?
(Francesco Banci)

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