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Salad Days Magazine | January 24, 2022

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Culture ‘Born Of You’

Culture ‘Born Of You’
Salad Days

Review Overview

6.5
6.5
6.5

Rating

CULTURE
‘Born Of You’-LP/CD
(Demons Run Amok)
6.5/10


Gli anni’90 hanno prodotto una sequenza di avvenimenti in ambito musicale non da poco: il grunge, il nu metal, le Spice Girls, i Take That, eccetera eccetera. In ambito hardcore, già dagli albori di questo decennio, assistiamo alla nascita di band che mischiano l’attitudine hardcore con suoni prettamente metalleggianti (in alcuni casi saccheggiando letteralmente la discografia degli Slayer). Ecco quindi che gruppi come Abnegation, Birthright, Canon, Unborn, Purification, Reprisal (questi ultimi due italiani) si affacciano nella scena con il loro messaggio vegan straightedge, spesso frainteso o messo alla berlina. Tra i capisaldi del genere, troviamo i Culture, con il leggendario album ‘Born Of You’, rieditato per l’occasione da Demons Run Amok Us, ma originariamente uscito nel 1995 per Conquer The Worlds e poi successivamente nel 1997 per Good Life Recordings. Tengo a precisare, per i collezionisti, che ogni versione presenta una copertina diversa e colori di vinile in gradazioni differenti. I nostri 5 floridiani suonano il classico chugga-chugga hardcore, quindi mai veloce, molto cadenzato, con voce straziata che inframmezza parti melodiche e parlate. Per quegli anni molti gridarono al miracolo, e li posero sullo stesso piano di gruppi culto come gli Unbroken. Ora invece questo suono mostra un pò la corda: la registrazione è quello che è, ed in alcuni passaggi c’è un certo calo di tensione dovuto ad un’esecuzione non proprio cristallina. Se conoscete i Morning Again (gruppo che si formerà dai Culture, incorporando Damien Moyal alla voce), i Culture come suono assomigliano alle cose meno tirate del gruppo menzionato qualche riga più sù. Personalmente non me li sono mai filati troppo al tempo, ho sempre preferito il death-core dei loro fratellini Morning Again, ma ovviamente sono gusti. Menzione particolare per i testi, che trattano di diritti degli animali, straight edge ed esperienze personali. Che dire, se siete nostalgici di quei tempi oppure volete approfondire un periodo in cui nell’hardcore c’erano meno lustrini ma molta più concretezza, acquistate questo disco senza remora alcuna. Ma non dimenticatevi dei Morning Again, eheheh!
(Marco Pasini)

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