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Salad Days Magazine | September 20, 2019

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Death Before Dishonor ‘Unfinished Business’

Death Before Dishonor ‘Unfinished Business’
Salad Days

Review Overview

7
7
7

Rating

DEATH BEFORE DISHONOR
‘Unfinished Business’-CD
(Bridge Nine)
7/10


Un bagliore nell’oscurità. Proprio così, ma ‘Unfinished Business’ dei Death Before Dishonor non è un bagliore accecante né tanto meno una luce persistente, più che altro è un’avviluppante luce dalla quale ne scaturisce un rabbioso e roccioso H.C. demolitore, scorticante e vibrante, nervoso, sempre pieno di astio come ad es. ‘Freedom Dies’ (terzo brano in scaletta su otto) dove riffs di fuoco incidono il marmo, il ritmo è incessante, il refrain ti strangola, e poi assoli di chitarra che urlano e sputano sangue, devastante. In pieno trip di sbandante metal e da un primordiale proto punk/hardcore, nasce come un vagito un altro brano: ‘Bad Blood’ che ci riporta sia agli anni’90 che a gli anni 2000 in una miscela folle che, in modo catartico, si insinua sotto pelle. L’album è anticipato dal furioso singolo ‘Cowards Will Falls’ che fa da opening track e non lascia nessun dubbio su cosa aspettarsi in merito a questo nuovo quarto lavoro, il quale spunta fuori dopo ben dieci anni (!) da ‘Better Ways To Die’; una preparazione davvero lenta e senza nessuna fretta per i bostoniani, che però inanellano in circa 20 minuti molti pezzi azzeccati e una misura dei volumi molto coesa, la registrazione avvenuta nel leggendario Zeuss Studio (ci sono passati fra gli altri Hatebreed e Rob Zombie) ha dato degli ottimi frutti e la registrazione è davvero un portento e risulta molto aggressiva. In sostanza ‘Unfinished Business’ ha la capacità, con la sua mistura di metal e punk core, di shakerarti per bene e lasciarti positivamente colpito.
(Giuseppe Picciotto)

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