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Salad Days Magazine | August 7, 2020

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Death Index ‘Death Index’

Death Index ‘Death Index’
Salad Days

Review Overview

8
8
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Rating

DEATH INDEX
Death Index‘-LP/CD/Digital
(Deathwish)
8/10


Quando ho avuto modo di ascoltare in anteprima il pezzo ‘Dream Machine’ dei Death Index, sono rimasto assai impressionato e molto curioso. Il gruppo vede alla voce Carson Cox dei Merchandise e Marco Rapisarda degli Sgurd, La Piovra, L’Amico Di Martucci, Ouzarhu, e suona uno strano miscuglio di punk, hardcore, new wave e synth. Il risultato è, almeno per me, eccezionale. I brani suonano veloci, ma anche molto tortuosi. La voce di Cox è mistica, molto profonda e languida, in piena tradizione New Wave. E’ maniacale e spietata, ma allo stesso tempo tranquilla e risoluta, come se niente e nessuno la potesse toccare. La chitarra di Rapisarda suona nervosa e nevrotica, sembra sempre sul punto di esplodere in mille pezzi. Quando accelera deflagra letteralmente, mentre quando rallenta è un monolite. In alcuni passaggi sembra di sentire gli SSD che se la fanno coi Joy Division. E’ un suono molto particolare, impreziosito dall’uso dell’elettronica e del synth, che lo fa apparire ancora più plumbeo e pesante. Sì perchè la pesantezza è un elemento chiave di questo disco: verrete catapultati in un universo a gradazioni di grigio, imprigionati in una gabbia oppressiva. C’è anche una certa componente ossessiva e ossessionante in questo disco, che poi si rifà anche alla scuola punk/hc giapponese e a band come i Septic Death (la copertina mi ricorda molto l’unione di questi due modi vedere l’arte applicata all’hardcore). Il tutto risulta davvero particolare, dissonante e malato. C’è un qualcosa di apocalittico in tutto ciò, un qualcosa che difficilmente riesco a definire. Quello che invece riesco perfettamente a mettere a fuoco è il fatto che mi trovo di fronte a un gran disco.
(Marco Pasini)

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