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Salad Days Magazine | January 24, 2021

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Dirty Projectors ‘Dirty Projectors’

Dirty Projectors ‘Dirty Projectors’
Salad Days

Review Overview

7.5
7.5
7.5

Rating

DIRTY PROJECTORS
‘Dirty Projectors’-LP
(Domino/Self)
7.5/10


Un lustro. Prospettive. Dal modernariato preistorico al r’n’b il passo è stato solo un battito di ciglia, una curva di sentimenti, una nuova percezione, preso in mano da David Longstreth deus ex machina dietro al nome dei Dirty Projectors; l’ascesa del progetto è anche, e soprattutto, un percorso che si è costruito in questi anni, dove produzioni e collaborazioni importanti (da Solange a Bombino e Joanna Newsom) hanno calibrato con cura e superba precisione la mira a cui colpire. L’opening track, ci spiazza con un solenne gospel song avente un cuore caldo, che pulsa di hip hop luccicante; ‘Death Spiral’ inala tutto il mondo black degli anni 10 e lo sputa profumando l’aria con note calde soffici, che mandano in visibilio. Un profilo sintetico con arrangiamenti superlativi e ci si aspetta sempre quel colpo di genio che però in ‘Work Together’ sembra accendersi, ma rimane latente e questa sensazione aleggia sull’intero ascolto di questo nuovo lavoro: un serpeggiare di promesse non mantenute, un volto in controluce, ombre che ti confondono fin troppo, una persona con tratti somatici a noi familiari ma con una voce che non riconosciamo. Si aggiusta il tiro con ‘Cool Your Heart’, brano su di giri cantato con Dawn Richard. Finale cosparso di impronte prog ‘In I See You’, con un organo che infonde note decisamente ottimiste e un rilassante tossico finale. Personalissimo viaggio nella mente di David Longstreth.
(Giuseppe Picciotto)

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