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Salad Days Magazine | March 20, 2019

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Dirtyphonics ‘Hanging On Me’ Remix-EP

Dirtyphonics ‘Hanging On Me’ Remix-EP
Salad Days

Review Overview

7
7
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Dirtyphonics
‘Hanging On Me’ Remix (featuring Borgore & Ookay, Kastle, Slogun and iOh)-EP
(Dim Mak)
7/10


I Dirtyphonics, quartetto parigino French-electro composto da Pho, Charly, Thomas e Pitchin, sbarcano sulla scena musicale internazionale con il loro EP ‘Hanging On Me (Remixes)’ – uscito il 1 ottobre su Dim Mak Records- contenente 5 tracce in cui mostrano tutto il loro talento remixando il brano ‘Hanging On Me’, avvalendosi di validi collaboratori oltre che del costante accompagnamento vocal delle loro Liela Moss. In primis abbiamo l’artista dei bassi e della dubstep Borgore e l’electro-producer Ookay, che si scatenano in un remix intenso che esplora il genere hardstyle, la scena musicale in rapida crescita nella musica elettronica di oggi, passando dalla dubstep all’hardcore fino alla deep house made in UK. L’intervento di Kastle, che rivisita il suo stile classico marchiato Chicago, stronca il ritmo sfrenato dell’hardcore e ci da il tempo di pensare a come uno tra i più autorevoli esponenti del movimento di rinascita dell’UK garage, trasformi la traccia originale in un moderno dubstep garage riverso al melodico mescolando bassi amichevoli con un tocco soul. Il risultato é un overdrive di melodie tanto romantiche -stile Parigi- quanto accattivanti e coinvolgenti. Conclude il carnet di partecipazioni il contributo artistico del duo Slogun & iOh e della loro drum&bass made in LA che capovolge un ritmo lento ad avanzare, qual’é il groove originario, in un infuocato delirio di bassi martellanti dando nuova profondità all’intero album. All’ascolto, l’esperienza é tutt’altro che tribolante: parte a tutto gas con i bassi spianati e ritmici della dubstep, aumenta ancora con l’electro/garage music per spianare la strada a pezzi hardcore belli spinti, si ferma un attimo per farvi riprendere fiato e poi giù di nuovo a picchiare sulla cassa al suono di laser dry/wet e effetti WOW della pura e vera elettronica, il tutto egregiamente accompagnato dal costante vocal di Liela Moss. Ora immaginare un bel magazzino vuoto, tanta gente, un impianto watt da paura: il mix perfetto per spaccare tutto -musicalmente parlando ovvio- e tenere fede al nome dei Dirtyphonics, gli “imbratta-suoni” che però di imbrattato credetemi non hanno nulla.
(Lorenzo Bonechi)

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