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Salad Days Magazine | September 22, 2020

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Disturbed ‘Immortalized’

Disturbed ‘Immortalized’
Salad Days

Review Overview

6
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Rating

DISTURBED
‘Immortalized’-CD
(Reprise)
6/10


E’ notizia fresca fresca che per la quinta volta di fila i Disturbed hanno debuttato in classica USA al primo posto eguagliando il record appartenente a Metallica e Dave Matthews Band. Questa introduzione per dire cosa? Probabilmente niente se non che il classico adagio che “squadra che vince non si cambia” calza a pennello anche per la band di Chicago che per l’ennesima volta, con minime sfumature, ci propone la ricetta che li ha resi famosi e lanciati in alto nel lontano 2000 con il debutto ‘Down With The Sickness’ dal quale sembra tratta, ad esempio, ‘What Are You Waiting For’. In generale invece ‘Immortalized’ sembra derivare dal più recente ‘Indestructible’, album che vedeva diminuire la componente elettronica degli esordi per avvicinarsi a strutture prettamente metal. Tra brani dal classico trademark Disturbed (‘The Vengeaful One’), mid-tempo ultra melodici (‘The Light’), inni alla cannabis (‘Fire It Up’) e pacchianate assortite (la cover di ‘The Sound Of Silence’), mister Draiman e soci portano a casa il risultato sfornando un disco che renderà felicissimi gli amanti della band, numerosi anche dalle nostre parti, e riempirà le loro tasche già ampiamente rigonfie di dollaroni pesanti. Personalmente ritengo che i Disturbed abbiano esaurito gli argomenti dopo i primi due album, ma ammetto anche senza vergogna che ‘Immortalized’ si fa ascoltare discretamente bene e riprende le redini del francamente inutile precedente album intitolato ‘Asylum’.
(Davide Perletti)

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