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Salad Days Magazine | December 2, 2022

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Dragonforce ‘Reaching Into Infinity’

Dragonforce ‘Reaching Into Infinity’
Salad Days

Review Overview

10
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Rating

DRAGONFORCE
‘Reaching Into Infinity’-LP/CD/Digital
(earMUSIC)
10/10


Il nuovo album dei Dragonforce è una bordata di power metal assoluta. Un disco che brucia dall’inizio alla fine. Un disco tecnicamente di un altro pianeta. La summa di tutto ciò che deve essere il power metal. Mi ricordo che rimasi impressionato dalla loro performance al Gods Of Metal a Bologna nel 2005. Saltavano come gatti su e giù per il palco e non sbagliavano una nota. Ammalianti. Ora ritornano con questo nuovissimo ‘Reaching Into Infinity’, e lo fanno in manera sontuosa. Tredici pezzi di pura fierezza heavy metal, un concentrato di energia. Tutto suona semplicemente perfetto, con i ritornelli e i cori che ti si stampano subito in testa. Il nuovo drummer Gee Anzalone (ex Braindamage, prime mover italiani del techno thrash) è una macchina da guerra: preciso, pulitissimo, dotato di una tecnica incredibile. Ascoltatevi bene il modo in cui usa il doppia cassa, sembra un elicottero che sta spiccando il volo. Quando poi parte con il blast beat, bhè, polverrizza semplicemente tutto. Il lavoro delle chitarre è cristallino, intrecci di assoli e pattern al fulmicotone. Semplicemente magnifico. La voce di Marc Hudson è potentissima, capace di salire sempre più in alto, confezionando una prestazione maiuscola. Il bassista Frederic Leclercq offre una prestazione ineccepibile, corposa e metodica. L’uso poi della sua voce, più sporca (ascoltatevi il pezzo ‘Evil Dead’, velocissimo e dal retrogusto thrash metal) aumenta di molto la varietà dei brani. Alle tastiere troviamo il funambolo dei tasti Vladim Pruzhanov, che rende il tutto maestoso e epico. Un album meraviglioso, che ogni amante del metal dovrebbe ascoltare almeno una volta. Sì lo so, quando si parla di power metal molti storcono il naso. Personalmente amo alla follia tutto ciò che è tecnico… adesso mi spiego perchè non ho mai sopportato il punk rock, ahahah!
(Marco Pasini)

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