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Salad Days Magazine | January 26, 2022

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Finch ‘Back To Oblivion’

Finch ‘Back To Oblivion’
Salad Days

Review Overview

6
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Rating

FINCH
‘Back To Oblivion’-CD
(Universal/Spinefarm)
6/10


Ricordate i Finch? Io sì. Facevano parte della iniziale ondata screamo/post-hardcore (primissimi anni duemila), di derivazione Deftones (dei quali erano una cover band), artefici di due album Drive-Thru tutto sommato piacevoli. Dopo una serie di scioglimenti e reunion, la band californiana ritorna oggi con questo terzo ‘Back To Oblivion’ (dal titolo alquanto significativo) e riprende esattamente da dove aveva lasciato nove anni prima. La qual cosa non è, in linea del tutto generale, una cosa positiva. Partiamo dai pro: un afflato più solenne, con strutturazioni che mettono in campo rarefazioni e assalti chitarristici, in composizioni mature che tradiscono l’esperienza di un combo ormai saldamente rodato. Le qualità tecniche non mancano e supportano adeguatamente una track-list eterogenea, anche a se a volte può sembrare semplicemente poco originale nei suoni, soprattutto rispetto alla quantità di post-hc che esce in continuazione, oggi come ieri. Il vero, forse unico, problema è questo, quindi: c’è ancora spazio per i Finch? Posseggono, i Finch, quella personalità che li distingue dalla massa? Da un disco come BTO non emerge una forza caratterizzante. La stagione dell’emo-core (o in qualunque altro modo lo si voglia chiamare) sembra essere passata, portandosi appresso i meno talentuosi. I Finch per adesso fanno solo la figura dei sopravvissuti…
(Flavio Ignelzi)

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