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Salad Days Magazine | August 3, 2020

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Fireburn ‘Don’t Stop The Youth’

Fireburn ‘Don’t Stop The Youth’
Salad Days

Review Overview

9
9
9

Rating

FIREBURN
‘Don’t Stop The Youth’-7”/Digital
(Closet Casket Activities)
9/10


I Fireburn sono tutto quello che dovrebbero essere i Bad Brains al giorno d’oggi, se non ci fosse inceppato qualcosa nella testa dei quattro rasta di Washington D.C. Ma sarebbe molto riduttivo fermarsi a ciò. Nato come progetto parallelo dalle menti di Istrael Joseph I (voce proprio dei Bad Brains negli anni in cui H.R. cominciava a bruciarsi il cervello dopo aver abbandonato la navicella madre), Todd Jones (ex Terror ed ora Nails), quel Todd Youth che ha firmato un altro gran disco a nome Bloodclot (dove troviamo un altro gigante della scena di New York, ovvero l’iron man John Joseph, oltre a Nick Oliveri e Joey Castillo, ex The Queens Of The Stone Age), e che ha suonato con Warzone, Danzig e Murphy’s Law e, dulcis in fundo, Nick Townsend (Deabeat, Knife Fight), i Fireburn debuttano con un 7” incendiario. Il loro hardcore virulento si fa strada attraverso quattro track che mi riportano immediatamente alla mente ‘Rock For Light’ e ‘I Against I’, due capisaldi dell’incontro tra cultura rastafariana e cultura di strada. Le chitarre di Jones e di Youth sono aggressive ma allo stesso tempo conturbanti nel creare un tessuto sonico implacabile e stiloso. Un drumming potente fa da ideale ponte alla voce melodiosa ma allo stesso tempo forte di un Istrael Joseph in evidente stato di grazia. Il pezzo finale, ‘Jah Jah Children’, è un classico brano reggae molto d’atmosfera, anche se io ovviamente non ne condivido il testo. I Fireburn sono sicuro diverranno una priorità per i quattro membri fondatori e si pongono come una band da tenere in alta considerazione.
(Marco Pasini)

fireburn2017

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