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Salad Days Magazine | October 20, 2021

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Full Of Hell – interview

Full Of Hell – interview
Salad Days

I Full Of Hell hanno rilasciato un nuovissimo album, intitolato ‘Garden Of Burden Apparitions’.

Il quartetto statunitense nel corso degli anni ha saputo mutare pelle, incorporando elementi anche molto distanti dal loro primigenio grindcore. Ho rivolto qualche domanda a Dylan Walker, voce e campionamenti della band divisa tra Ocean City nel Maryland e la Pennsylvania.

SD: Il vostro nuovo album, ‘Garden Of Burning Apparitions’, esce ancora una volta sotto l’egida di Relapse Records. Credo proprio siate molto soddisfatti di loro…
FOH: Sì, Relapse e’ un’ottima etichetta mandata avanti da gente che ama davvero la musica. Puoi dire, lavorando con ognuno di loro, che amano veramente quello che fanno e vogliono solo costruire qualcosa di speciale tramite la label.

SD: Possiamo considerare il nuovo album come un concept sulla religione? Dico questo perche’ mi pare abbiate spinto molto su questo argomento…
FOH: Non credo che abbiamo spinto il tema religioso in maniera così forte rispetto ai precedenti lavori. Il focus questa volta e’ stato maggiormente orientato sul concetto di spiritualita’ ad un livello individuale e sulle tormentose domande che riguardano l’impermanenza e la mortalita’. Abbiamo sempre scritto di questi argomenti in una forma o nell’altra, ma questa volta il rasoio e’ un po’ piu’ affilato.

SD: Avete registrato durante lo scoppio della pandemia nel vostro paese. Che tipo di sensazioni avete avuto? Questa tragedia in che modo ha influenzato la vostra vita privata e quella dei Full Of Hell?
FOH: E’ stata un’esperienza strana per tutti. E’ stato tutto estremamente stridente per cio’ che riguarda il gruppo. Da un lato abbiamo visto il nostro mondo cambiare dall’oggi al domani. Dall’altro pero’, e’ stato positiva per due ragioni. Ci ha permesso di prenderci una pausa dall’essere costantemente in tour, il che e’ stato molto importante a livello personale per valutare che cosa stavamo facendo. La seconda ragione e’ che ci ha forzati a fare perno e a essere creativi con cio’ che avremmo potuto ancora fare. Per cio’ che mi riguarda, questo periodo ha rinvigorito il mio amore nel creare arte e mi ha fatto concentrare in una maniera che non sarebbe stata possibile se non ci fosse stata la paura per la fine del mio mondo. E’ stato un periodo duro, abbiamo perso persone amate come e’ successo a molti. Non c’è altro modo in cui guardare cio’ che e’ successo, davvero. Sfortuna e tragedia, ma l’unica opzione che abbiamo e’ tirare avanti.

SD: Joe Biden e’ il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Felici di cio’? L’eredita’ di Trump e’ ancora viva?
FOH: Joe Biden fa schifo. Non e’ un terrificante autocrate come Trump, ma e’ un lupo travestito da agnello come tutti gli altri. Nessuno di loro ha a cuore il miglior interesse per l’umanita’.

SD: Qualcuno descrive i Full Of Hell come grindcore per hipster. Non mi trovano minimamente d’accordo, anche perche’ non suonate solo grindcore. Cosa ne pensate?
FOH: Non ci importa, anche se ad essere onesti e’ una bella descrizione. Se fossi un purista del genere, probabilmente la penserei allo stesso modo, ma non lo sono. Mi piacciono un sacco di tipi di musica differente e non voglio sentirmi limitato nel nostro approccio. Credo sia molto importante che vi siano band che mantengano sempre lo stesso focus in un unico genere. Noi non siamo minimante interessati, questo e’ quanto.

SD: Puoi parlarci della cover? E’ davvero intrigante… puoi spiegarci il significato del libro? Di chi e’ la faccia del ragazzo?
FOH: E’ una interpretazione di Mark McCoy di un sogno che ho fatto, in cui un serafino discende in un giardino in rovina.

SD: Fin dall’inizio, i Full Of Hell hanno sperimentato con differenti suoni. Questo sara’ l’approccio che userete anche per i futuri album, o tornerete ad una forma piu’ semplice?
FOH: Spero diverremo sempre piu’ strani.

SD: Progetti per una nuova venuta in Europa? Mi ricordo una gran concerto a Bologna con i Disciples Of Christ…
FOH: Quel tour con i DOC e’ stato decisamente malato. Torneremo al 100% quando sara’ sicuro e facile farlo. Sono ottimista per il 2022…

SD: Grazie mille per il tuo tempo. Se vuoi aggiungere qualcosa…
FOH: Grazie mille per l’intervista! Stay safe…

(Txt by Marco Pasini x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

Artist photo (above) by: Jess Dankmeyer

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Photo by: Kevin Spaghetti

FULL OF HELL, ON TOUR WITH WOLVES IN THE THRONE ROOM & UADA:

1.11 • Seattle, WA • Crocodile

1.12 • Vancouver, BC • Rickshaw

1.14 • Edmonton, AB • Starlite Room

1.15 • Calgary, AB • Dickens

1.17 • Salt Lake City, UT • Metro Music Hall

1.18 • Denver, CO • The Oriental Theater

1.19 • Lawrence, KS • Granada Theater

1.20 • Minneapolis, MN • Fine Line Music Café

1.21 • Chicago, IL • The Metro

1.22 • Detroit, MI • El Club

1.23 • Toronto, ON • Danforth

1.25 • Montreal, QC • Fairmount

1.26 • Boston, MA • Sinclair

1.27 • Brooklyn, NY • Warsaw

1.28 • Pittsburgh, PA • Mr. Smalls

1.29 • Washington, DC • The Black Cat

1.31 • Charlotte, NC • Amos’ Southend

2.01 • Atlanta, GA • The Masquerade

2.02 • Tampa, FL • The Orpheum

2.04 • Dallas, TX • Amplified Live

2.05 • San Antonio, TX • The Rock Box

2.07 • Phoenix, AZ • Nile Theater

2.08 • Los Angeles, CA • The Regent

2.09 • Berkeley, CA • UC Theater

2.11 • Portland, OR • Hawthorne Theater

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