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Salad Days Magazine | December 11, 2018

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Graveyard + Imperial State Electric @ Circolo Magnolia, Segrate (Mi) – recap

Graveyard + Imperial State Electric @ Circolo Magnolia, Segrate (Mi) – recap
Salad Days

Il Magnolia di Segrate, alle porte di Milano, è ancora una volta il luogo che ospita due delle bands odierne che tengono lo sguardo costantemente volto al passato, in ordine di apparizione sul palco: Imperial State Electric e Graveyard.

La voglia di vedere questi gruppi svedesi è tanta, vista l’affluenza al concerto del pubblico nel mezzo di una settimana qualunque: gente impacchettata nel tendone che copre il palco più grosso sin dall’inizio degli openers. Arriviamo quando gli ISE hanno già iniziato il loro set, girava tanta curiosità attorno al vedere questa band live, forse anche per via dei gruppi precedenti di Nicke Andersson (che militava nei The Hellacopters e negli Entombed). Lo spettacolo, bisogna riconoscerlo, è puro rock’n'roll: di quello che fa muovere la testa e il corpo, e fa stare con gli occhi fissi verso il palco quando iniziano gli assoli di chitarra con il corpo all’indietro e il manico rivolto verso l’alto. Sorpresa totalmente positiva perchè forse riescono a dare più emozione di quella trasmessa nei dischi. Per saperne di più leggetevi l’intervista completa a Nicke Andersson uscita su Salad Days Mag #18 al seguente link:
http://issuu.com/saladdaysmag/docs/saladdays_18_web/81?e=1373392/7628105

La strumentazione dei Graveyard è già montata alle loro spalle, quindi alla fine del set i connazionali devono solo aspettare che gli ISE raccolgano gli applausi del pubblico per poi prendere posto sul palco. Grande cambio di suoni e di presenza scenica, dalle chitarre in overdrive si passa al pulito crunchato e dalle plettrate potenti si vira verso i riffs psichedelici e le ballads. In tour per promuovere il loro ultimo lavoro ‘Innocence And Decadence’, hanno sfornato una scaletta di quasi due decine di pezzi tratti da tutti i loro lavori: degne di nota ‘Uncomfortably Numb’, ‘Hisingen Blues’, ‘Ain’t Fit To Live Here’, ‘Slow Motion Countdown’ e anche una ‘Lost In Confusion’ direttamente dal loro primo disco. La serata finisce, nessuno esce scontento e si può dire che dal punto di vista scenico gli ISE battono i Graveyard su tutta la linea, ma forse è solo per la loro tendenza musicale. In generale entrambi i gruppi mancano di empatia col pubblico e tendono a creare una specie di barriera emozionale, sarà quindi vero che la freddezza delle nazioni nord europee contamina anche l’emotività delle sue popolazioni?

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(Txt by Marco Mantegazza & Pics by Arianna Carotta x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

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