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Salad Days Magazine | November 25, 2017

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Green Day + Rancid @ I-Days, Parco di Monza – Autodromo Nazionale – Recap Day 1

Green Day + Rancid @ I-Days, Parco di Monza – Autodromo Nazionale – Recap Day 1
Salad Days

Il primo giorno degli I-Days è chiaramente improntato su un mood nostalgico-revival per tutti quelli che tra il 1995 e il 2005 hanno vissuto di pane e punk rock.

Oltre 30.000 persone previste (e vista la quantità di gente, probabilmente superate) per i due grandi nomi headliners: Rancid e Green Day. La location è il già rodato Parco di Monza, che anche l’anno scorso ha ospitato il festival per tutta la sua durata, ma a differenza dell’edizione passata ci son stati un po’ di cambi logistici su parcheggi, entrate, locazioni di biglietteria e area palco. Per questo, colpevoli di aver pensato di andare sul sicuro trovando tutto come l’anno scorso, abbiamo perso tempo tra il lasciare la macchina e il prendere i biglietti con il risultato di perdere completamente il dj set Twist And Shout e gli Shandon che aprivano il pomeriggio, e sentire qualche nota in lontananza dei Tre Allegri Ragazzi Morti durante la lunga passeggiata che porta dagli ingressi del parco fino all’area concerti passando per i controlli di sicurezza, riuscendo miracolosamente ad arrivare in tempo per sentire Tim Armstrong e la sua megabarba con il primo accordo di ‘Radio’.

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I Rancid iniziano nella maniera migliore, una carrellata di pezzi dal ventennale ‘And Out Come The Wolves’ come ‘Journey To The End’, ‘Roots Radicals’ e ‘Maxwell Murder’ (dove abbiamo ammirato un Matt Freeman in piena forma) intervallati sporadicamente da qualche pezzo più recente ed ovviamente per presentare qualcosa dal loro ultimo disco ‘Trouble Maker’, come ‘Ghost Of A Chance’. Durante lo show si potevano vedere un sacco di persone che, in barba al servizio di sicurezza, saltavano le transenne che dividevano il golden pit dal resto del festival, e correvano come forsennati sottopalco in mezzo alla ressa per non farsi prendere, dando quindi un significato più punk all’evento e fottendo il sistema, o almeno quello dei ticket a doppia fascia di prezzo. Un salto al tendone merch dove le maglie dei Green Day venivano giustamente raccolte sotto il nome del gruppo, mentre quelle dei Rancid accompagnate da un’etichettina che recitava solo “Gruppo Spalla”. 

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Sebbene i Green Day siano passati in Italia solo pochi mesi fa, riescono di nuovo e meritatamente a radunare una quantità enorme di fan. Sterili le polemiche che continuano dall’annuncio della lineup e che si sono susseguite fino al giorno del concerto, siamo di fronte a due realtà che a loro modo han contribuito alla crescita, anche se in direzioni diverse e con attitudini differenti, dello stesso genere musicale. Lo spettacolo dei Green Day è emozionante anche se improntato su una scaletta fatta di pezzi databili nel nuovo millennio, che fa presa di sicuro sul pubblico più giovane che affolla il parco. Apertura con ‘Know Your Enemy’ ed altri successi degli anni passati come ‘Holiday’ e ‘Boulevard Of Broken Dreams’, devono passare un po’ di pezzi prima di trovare una attesa ‘Longview’ che ci riporta ai gloriosi ’90. Nel mezzo della scaletta trova posto anche un omaggio ai Rancid con una cover di ‘Knowledge’ degli Operation Ivy, per poi concludersi con un paio di encores, il primo dei quali porta con se tutta ‘Jesus Of Suburbia’ e il secondo chiude il tutto buttando la situazione sul sentimentale con ‘Time Of Your Life’. La parola spettacolo per il loro show non è usata a caso, durante le 2 ore e mezza di concerto si son susseguite scenette semiteatrali tra Billie Joe e il pubblico, Billie Joe e i suoi bandmates (vedere i Green Day salire sul palco in 6 fa ancora strano), Billie Joe che parla di politica e che regala chitarre ai fans e gli fa fare stage diving forse per la prima volta. Istrionico, intrattenitore, forse slega un po’ dal significato del concerto dilungandosi su parti evitabilissime (le facce imbronciate alla telecamera non son di vitale importanza) ma nel complesso uno show da vedere una volta nella vita, almeno. Haters compresi.

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(Txt Marco Mantegazza – Pics Arianna Carotta x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

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