Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Salad Days Magazine | February 26, 2021

Scroll to top

Top

No Comments

HANALEI ‘BLACK SNOW’

HANALEI ‘BLACK SNOW’
Salad Days

Review Overview

7
7
7

Rating

HANALEI
‘Black Snow’-LP
(A-F Records)
7/10


Grazie alla biografia di servizio ho scoperto che Brian Moss, che orchestra quasi da solo il progetto Hanalei, l’ho già incontrato un paio di volte: la prima con i Ghost, che quindici anni fa fecero un paio di bei dischi per Some Records, la seconda con i Jahbreaker – di cui ho sempre ignorato la provenienza – che nel 2013 registrarono un solo, unico, glorioso singolo, rifacendo in chiave reggae tre pezzi dei Jawbreaker (‘Bad Weed, Dealer’s Fault’, vi basti questo titolo). Hanalei dal 2004 è un ulteriore outlet di Moss che apre questo ‘Black Snow’ con le atmosfere meno irruente dei Menzingers (‘Screen Echoes’, ‘Antibody’), sfiora l’argomento western come farebbero i Pixies (‘Regional Manager’) e torna più e più volte nei paraggi di Blake Schwarzenbach e compagni, ricordandone molto il songwriting (la title track, ‘Steep Revine’, l’acustica ‘Sumatra’s Burning’). Non un disco di impatto immediato ma molto piacevole se gli si dedicano un paio di ascolti e – sono sicuro – di buon spessore nei contenuti che però non mi vengono forniti. Una certezza che maturo nello scoprire nella produzione di Hanalei la cover di ‘Petroleum Distillation’ dei Fifteen, un pezzo che nel 1992 concentrava punk rock, ingenuità e utopia come pochi altri.
(Marco Capelli)

0-12

Submit a Comment