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Salad Days Magazine | May 20, 2019

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HEARTBRAIN PRESENTA RACISTUPID

HEARTBRAIN PRESENTA RACISTUPID
Salad Days

Heartbrain e’ un marchio che diffonde t-shirt, uno dei tantissimi marchi che in questo periodo sviluppa la street culture miscelandola allo “stile” dell’hip hop e alle nuove arti digitali.

Ma Heartbrain ha un intento lucido e chiaro: la finalità di comunicazione sociale. Per continuare a comunicare e svolgere un ruolo attivo nell’odierna crisi sociale, culturale e umana, Heartbrain presenta la t-shirt: “Racistupid: to be one of them might lead to the other.

“RACISTUPID (to be one of them might lead to the other)”

Un motto che non è solo provocatorio ma è alternativo ad un semplice appello contro il razzismo: è un invito a riflettere sulla generazione dell’odio razziale e a inserirlo nel contenitore della stupidità, di cui può essere un possibile effetto o una possibile causa. Come spiega lo sticker associato alla maglietta, chi è razzista facilmente scivola nella stupidità, pretendendo di giustificare con argomentazioni infondate, spesso ripetute in modo acritico, la pulsione predominante: la paura.

Una t-shirt come Racistupid – che può provocare chi è razzista, chi lo è e dice di non esserlo, chi non lo è e vuole capire – può essere il fulcro di una campagna che sia innovativa e spinga a riflettere. Una campagna che coinvolga personaggi che abbiano grande presa sociale e che catturi l’attenzione attraverso interventi di forte impatto potrebbe valorizzare al meglio questa idea di messaggio sociale. L’intenzione è quella di promuovere e diffondere messaggi costruttivi, a farli diventare di tendenza, attraverso collaborazioni con chi organizzi un evento artistico, un progetto musicale, una campagna sociale, una raccolta fondi, una qualsiasi iniziativa per cause dichiarate e condivisibili. L’obiettivo non è quello di gestire direttamente le iniziative, ma quello di supportarle mettendo a disposizione di chi le organizza spunti e mezzi.

“Il razzista ha un problema in più e una forza in meno rispetto a chi non lo è: ha paura di ciò che l’altro non teme. Forse il razzista ha il diritto di esserlo dentro di sé, ma non ha il diritto di dare spiegazioni per quella che è solo una pulsione che non riesce e non vuole vincere. Non esistono motivazioni logiche per una presa di posizione verso una categoria, semplicemente perché sarebbe valida anche nel verso opposto. Ecco perché chi non riesce a non essere razzista, costruendo, o ripetendo, giustificazioni senza fondamento, è spinto a farsi stupido. Ed ecco perché è più facile che uno stupido, compiacendosi, diventi razzista.”

@heartbrain_

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