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Salad Days Magazine | March 30, 2020

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Holy Mountain ‘Ancient Astronauts’

Holy Mountain ‘Ancient Astronauts’
Salad Days

Review Overview

7
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Rating

HOLY MOUNTAIN
‘Ancient Astronauts’-CD
(Chemikal Underground Records)
7/10

‘Ancient Astronauts’ degli Holy Mountain è l’ennesima proposta early seventies acida, cosmica, enfatica, che può interessare ogni fan dello stoner all’ascolto. Riffoni a spirale rintronanti e sabbathiani, voce d’oltretomba filtrata e costipata di effetti, incedere indolente e severo. Nulla di nuovo, per carità, ma il power-trio scozzese (da Glasgow) convince grazie al proprio dejà-vu sonoro, nient’affatto originale, ma efficace per via dell’assoluta devozione al tempo che fu. Se non fosse per la produzione, tutto sommato pulita, crederemmo di ascoltare un vinile del ’72 o giù di lì. Già l’opener-track ‘LV-42666’ stordisce l’ignaro ascoltatore a suon di nenie biascicate e chitarrismo concentrico che sovrappone riff a riff senza soluzione di continuità. Come se i Blue Cheer incontrassero gli Hawkwind, ecco il beffardo rockaccio della seguente ‘Luftwizard’, altro monolite di pietra scheggiata senza compromessi. Poi l’atmosferico crescendo della title-track, la potenza percussiva di ‘Star Kings’, il folle blues ‘Gift Giver’ e la chiusura di ‘Hollow Hill’, ulteriore prova di forza grave e corrosiva. Insomma, questo è quanto, questi sono gli Holy Mountain, determinati e fedeli alla linea. Se non vi piace lo stoner, non sopportate la psichedelia e tutta quella roba allucinogena, lasciate perdere. Per tutti gli altri, fatevi sotto.
(Flavio Ignelzi)

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