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Salad Days Magazine | February 20, 2018

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Honeymoon Disease ‘Part Human, Mostly Beast’

Honeymoon Disease ‘Part Human, Mostly Beast’
Salad Days

Review Overview

7.5
7.5
7.5

Rating

HONEYMOON DISEASE
‘Part Human, Mostly Beast’-CD
(The Sign)
7.5/10


Negli ultimi anni di band dal sound retro ne abbiamo viste e sentite tante. Abbiamo visto come il fenomeno dell’hype spinga per poi distruggere ciò che di valido le differenti scene musicali propongano. C’è un piccolo angolo di mondo dove però, al di là dell’hype, vi è una vera e propria ossessione verso il passato: la Svezia. Un paese che ci ha regalato tra le più grandi band della storia della musica moderna e contemporanea: dagli Hellacopters agli Hives, dai Graveyard ai Blues Pills. Insomma, per quanto a volte un determinato sound sembra reiterarsi fino alla nausea, c’è sempre qualche svedese che tira fuori un album della madonna. Questo vale per gli Honeymoon Disease, che tornano dopo due anni con un nuovo album: ‘Part Human, Mostly Beast”. Un misto tra hard rock 70s, soul, funky, e “swedish” rock’n’roll. L’opener del disco, ‘Doin’ it Again’, fa pensare all’inizio di un album rock’n'roll di pacca ed invece traccia dopo traccia si aggiungono suoni, sfumature ed evocazioni che danno vita ad un album che andrebbe ascoltato una, cento, mille volte: dalle basi soul di ‘Tail Twister’, alla ballad ‘Rymdvals’, al rock’n'roll in pieno stile Chuck Berry di ‘Fly Bird, Fly High’ al palese omaggio agli Hellacopters in ‘Coal Burnin’, gli Honeymoon Disease mettono a segno un punto. Dalla scelta dei suoni, alla composizione dei pezzi, alle modalità di registrazione, ‘Part Human, Mostly Beast’ è un album che ricorderemo alla fine del 2018.
(Valentina Vagnoni)

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