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Salad Days Magazine | September 30, 2022

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Hydra interview

Hydra interview
Salad Days

Incontriamo Mattia, cantante della metal band padovana Hydra che proprio di recente ha rilasciato ‘Kingdom Of Ignorance’, bell’esempio di melodic death metal scandinavo in salsa moderna.

SD: Con ‘Kingdom Of Ignorance’ posso dire che mi avete stupito parecchio, un taglio deciso col passato a mio avviso. Concordate? E cosa vi ha portato a questa evoluzione?!
H: Sì, possiamo dire che questo taglio è stato dato da un’evoluzione, musicalmente parlando, di tutti i membri e dalle varie esperienze intraprese attraverso i diversi generi di ognuno di noi.

SD: Siete attivi da ormai qualche anno, possiamo parlare di una costante evoluzione stilistica nel vostro caso?
H: Esattamente. Le esperienze avvengono proprio coi concerti e al fianco degli altri gruppi della nostra scena, più fai e più ti evolvi. Ovviamente c’e da darsi da fare sempre di più.

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SD: ‘Kingdom Of Ignorance’ viene visto in Rete come un bel disco melo death, pensate sia la visione giusta di quanto in esso contenuto?
H: Diciamo che componendo ci siamo accorti di aver intrapreso anche questa via di cui più membri ne sono portatori. Anche se non ci definiamo o associamo ad altre band. Secondo noi è difficile definirci metalcore, death metal, o altro… Siamo una specie di fusione e continiuamo a cercare di fondere e creare sempre qualcosa di diverso per non sprofondare nella banalità, visto che la scena underground è in costante aumento di gruppi.

SD: Rispetto al passato come è cambiato il modo di pensare e creare un brano?
H: Beh, c’e da considerare che abbiamo effettuato molti cambi di line-up e forse un po’ anche questo ci ha portato a pensarla diversamente col tempo. Comunque il nostro modo di comporre e del tutto naturale, arrivare in sala prove con un’idea e evolverla insieme.

SD: Il disco in sé ha un taglio decisamente esterofilo. Pensate di muovervi promozionalmente parlando anche in sede estera?
H: Pensiamo soprattutto di muoverci all’estero! La scena negli altri Paesi è fantastica e ben apprezzata, quindi pensiamo di fare promozione anche fuori dal nostri confini.

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SD: Cosa vorreste fosse colto ascoltando ‘Kingdom Of Ignorance’?
H: Sicuramente il messaggio che vogliamo trasmettere con i nostri testi, riguardanti vari fronti come la situazione del nostro Paese oggi, qualche nostra situazione personale interpretata metaforicamente e poi la passione che ci mettiamo nel suonare e comporre per i nostri fan.

SD: Il titolo è decisamente evocativo: a cosa lo dobbiamo? A una società decisamente allo sbando o cos’altro?
H: Sì, è proprio da questa nostra società corrotta, contorta e decadente da cui trae ispirazione il titolo. Cercare di smuovere la gente che lo ascolta.

SD: L’artwork mi ricorda molto le copertine di dischi thrash ’80. Vi siete ispirati a questa scena? Come è nato l’artwork?
H: Siamo molto contenti di come è uscito l’artwork sia perché è proprio come lo immaginavamo e sia perché rispecchia perfettamente il titolo e il thrash socialmente parlando.

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SD: Musicalmente la scena nordica ha dato molto al disco. Quali band citereste nella sezione influenze?
H: Come già detto ognuno di noi ha varie influenze,che partono dall’old school fino al modern metal. Citerei comunque come band a cui ci ispiriamo dai classici come Death, Testament e Carcass. Per passare ai più moderni direi As I Lay Dying, August Burns Red e Lamb Of God.

SD: Non avendo la possibilità di leggere i testi, qual è il tema principale del disco?
H: La situazione odierna in Italia, delle “persone” che la governano e della difficoltà di vivere al giorno d’oggi.

SD: Dal punto di vista live come procedono le cose? Avete in programma un tour per il prossimo autunno?
H: Stiamo programmando qualcosa, al momento di confermate ci sono solo alcune date in Austria e nel centro Italia.

SD: Quali dischi state ascoltando di recente?
H: ‘Rescue And Restore’ degli August Burns Red, ‘Sempiternal’ dei Bring Me The Horizon, ‘Atlas’ dei Parkway Drive. Invece per quel che riguarda la scena italiana per gli amanti del deathcore vi consiglierei i Modern Age Slavery con il loro ultimo lavoro ‘Requiem For Us All’.

SD: Un saluto ai nostri lettori?
H: Ringraziamo voi innanzitutto per l’intervista e i lettori. Spero che ci supportiate perché abbiamo bisogno anche del vostro aiuto per continuare la nostra strada. Intanto per chi volesse restare aggiornato per i nostri concerti eccovi la nostra pagina Facebook: www.facebook.com/hydraofficial?ref=hl

(Txt Arutro Lopez x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

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