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Salad Days Magazine | January 25, 2021

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Hypnos ‘Cold Winds’

Hypnos ‘Cold Winds’
Salad Days

Review Overview

5
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Rating

HYPNOS
‘Cold Winds’-CD
(Crusher)
5/10


‘Cold Winds’ è il secondo album della band svedese Hypnos. La forma stilistica svedese sembra essersi cristallizzata verso un’unica direzione: quella dell’hard rock 70s, che attinge ai classici come U.F.O., Thin Lizzy, Deep Purple ecc. Si mettono in fila ad una coda più contemporanea formata da band come Horisont, Graveyard o Witchcraft. L’album esordisce con il brano, ‘Start The Hunt’, che non lascia molto spazio alle aspettative. Chitarre retrò e linee vocali pulite. La seconda traccia ‘I’m On The Run’, ha ritmi più veloci, rock’n’roll, lanciati verso un qualcosa di più basico ed animalesco. Peccato poi arrivi il ritornello, con una voce da coro della chiesa, a spazzare via tutta la primordialità. C’è una sottile linea che divide un suono patinato (o registrato senza nessuna sbavatura, per dirla in maniera corretta) dall’essere incredibilmente potente, all’essere irrimediabilmente stucchevole. Per gli Hypnos ci si avvale del secondo caso. I pezzi si susseguono in una corsa alla banalità, totale mancanza di dinamica, se non per qualche accenno di flauto alla Jethro Tull, che oltre alla banalità, aggiunge un tocco ridicolo. La speranza risiede nelle ballad strappalacrime in cui gli scandinavi, svedesi in particolare modo, sono maestri assoluti. Invece no. L’unica ballata del disco è maestosamente cantata in svedese, escludendo qualsiasi aspetto emotivo avesse potuto integrare un non-nordico nell’ascolto dell’album. Il problema di ‘Cold Winds’ è che è un album impossibile da cestinare per un orrore di base, né tanto meno ascoltare rimanendone colpiti. Resta in quel limbo colmo di scandinavi mediocri che si ostinano a riproporre la stessa forma stilistica senza avere neanche l’ombra di un’identità.
(Valentina Vagnoni)

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