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Salad Days Magazine | June 27, 2019

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If I Die Today interview

If I Die Today interview
Salad Days

Cosa spinge una band a suonare metal dopo anni di punk-hardcore. Cosa porta a una tale rabbia interiore? Sono tutte domande che potrebbero essere rivolte agli If I Die Today, che con ‘Cursed’ hanno stravolto ogni regola del gioco trasformandosi in qualcosa di dannatamente affascinante e nero. Eccoci quindi faccia a faccia con Marco “Frez” Fresia, frontman del combo piemontese.

SD: Nella mia recensione mi sono posto una domanda, che ora vi farò direttamente: Perché? Perché una fin qui promettente band hardcore melodica ha deciso di diventare tutto ad un tratto portavoce di cause così ingombranti?
IIDT: Ciao, sono contento di questa domanda, perchè sei stato l’unico a porla. Non sono mai stato un tipo troppo allegro da scrivere testi sul quanto mi sbronzo la sera o su come ci provo con le ragazze. Ho sempre pensato che la musica potesse essere il veicolo per far sì che la gente iniziasse a pensare e a ragionare. Questa è la mia premessa. Ovviamente in ‘Cursed’ c’è stata una crescita generale che avevamo già iniziato in ‘Postcards From The Abyss’ e che ha portato a far sì che l’ascoltatore iniziasse a dire “mah, sentiamo un po’ che cazzo sta urlando sto tipo”, e così eccoci qui. ‘Cursed’ è un concept album. Ogni canzone è un personaggio maledetto della letteratura classica, religiosa o contemporanea. Si passa dalla Bibbia, a Ellis a Baricco e così via. Sono tutti personaggi additati, cattivi, o semplicemente non capiti. In questo album noi raccontiamo storie già raccontate, dal nostro punto di vista. Trattiamo tutti gli stessi personaggi nello stesso modo. Se ti riferisci nel particolare a ‘Jesus’ e ‘Lucifer’, il discorso è lo stesso. Jesus è un figlio mandato a morire dal Padre, padrone e onnipotente, per un’umanità che, col senno di poi, non merita tale sacrificio. Dall’altro lato Lucifer è il male del mondo agli occhi dei più, ma che semplicemente si gode lo spettacolo dell’autodistruzione umana. Mi piace pensare, e questa tua domanda mi da la conferma, che siano storie che portano a ragionare, a pensare e perché no, a leggere di un certo argomento. E di questo non posso che esserne contento. Sarei decisamente più contento se una persona qualsiasi prendesse il nostro disco, ascoltasse ‘Jesus’, ‘Lucifer’ o ‘The Ancient Mariner’ e, invece di dichiararsi satanista, il giorno dopo si andasse a comprare la Bibbia o un libro di Coleridge per leggere, informarsi e farsi una cultura. Già i Propogandhi, d’altra parte, dicevano “knowledge is power, arm yourself” e questo è lo spirito con cui mi approccerei a questo album.

SD:’Cursed’ è un disco che nasce dalla scuola Converge: ostile in ogni singolo aspetto, sonoro, concettuale, visivo. Che è successo dal precedente ‘Liars’ a oggi?
IIDT: Da ‘Liars’ a oggi c’è semplicemente stata un’evoluzione musicale. Siamo invecchiati, ci siamo incattiviti. Più che altro ne abbiamo passate veramente tante, abbiamo rischiato di scioglierci diverse volte nel corso di questo tempo, e ancora oggi non so fino a quando suoneremo.

SD: Sinceramente nel mini ‘Postcards From The Abyss’ si iniziavano a intravedere i primi segnali di cambiamento, soprattutto nelle linee vocali. Ma mai ci si sarebbe aspettati di avere a che fare con una band capace di estremizzare il concetto Post-Hardcore fino a questo livello. Possiamo dire che quel mini è servito ancor più a darvi quegli imput necessari a spingervi oltre?
IIDT: Esatto, ‘Postcards…’ è stato l’inizio del cambiamento. E’ stato anche il primo album in cui ci siamo allontanati dal punk-hardcore di ‘Liars’. Le linee vocali sono diventate meno lineari, meno cantate e più urlate.

SD: Guardando il tuo profilo Social noto quanto tu sia chiamato in causa/schifato dalla società odierna in ogni suo aspetto: dal rispetto per gli animali alla religione. Possiamo dire che ‘Cursed’ sia nato proprio dal tuo bisogno di esprimerti in una maniera talmente netta da non risultare congrua col passato “happy” degli If I Die Today?
IIDT: Ho 33 anni e non ho più bisogno di esibire la mia vita di fronte agli altri. Facebook ha un grande potenziale, ossia quello di rendere tutto più fruibile, in primis l’informazione. E’ di certo un’arma a doppio taglio, ma per quanto riguarda la mia esperienza personale, e con tutta l’umiltà nel dirlo, lo utilizzo per diffondere consapevolezza dove si può e stimolare discussioni dove necessario. Per quello che riguarda animali, religione e società, io sono vegan, ateo e apolitico. Se guardi il mondo da un punto di vista esterno, da un punto di vista di non appartenenza, tutto, o quasi, ti sembra un non sense. L’asse trainante delle sinergie mondiali sono i profitti, tutto il resto sono i condimenti con cui cercano di fare andare giù il boccone, con cui cercano di addolcirti la pillola. Bisognerebbe cercare di guardare tutto da una prospettiva diversa, senza il velo di Maya che ti pongono davanti i poteri forti. Se immaginiamo un mondo senza religione, senza politica, senza l’idea del profitto, ciò che rimane è la nostra idea più pura, che “concimata” con un’istruzione decente e a 360°, ti offre una mente capace di prendere decisioni e avere idee giuste e sicure. So che è un’utopia, ma finche non sarà così, finché ognuno non avrà una propria coscienza sociale, troppe cose mi schiferanno e mi daranno talmente fastidio da farmi rimanere incazzato nero.

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SD: Il disco ha come colonna portante il disprezzo verso ogni tipo di religione/credenze popolari. I testi tra l’altro vantano passaggi che vanno a ripercorrere filoni storici, quindi possiamo parlare di frasi e concetti testati e per certi versi rivisitati. Come è stato avvicinarsi a livello mentale a situazioni e concetti decisamente pesanti e delicati da trattare?
IIDT: Come ti ho già risposto prima, non penso che la religione sia l’argomento principale. E’ solo uno dei temi che andiamo a trattare raccontando le storie dei due principali protagonisti della dottrina cristiana. Avvicinarsi non è così difficile, sfido chiunque a non farlo se fa parte di un particolare ambiente, che è quello della musica alternativa. Sarò vecchia scuola, sarò cresciuto troppo con Propagandhi, Minor Threat, Refused, Orchid, Converge, Botch, ma se sei in questa scena e non vedi che tutto si sta sgretolando e andando a puttane, continuando a parlare di cazzate nei tuoi testi, allora forse è tempo di rivalutare la tua posizione.

SD: Credo che l’errore più grande che si possa fare oggigiorno su di voi sia quello di classificarvi come una metal band, ma d’altra parte il filo che divide ciò che fate da esso è molto sottile. Come pensate reagiranno i vecchi fan ascoltando questi If I Die Today 2015?
IIDT: Considerando le poche date che abbiamo fatto finora, i fan di vecchia data sembrano decisamente entusiasti. Ci hanno sempre seguito attentamente e ci sono venuti dietro nel nostro percorso, nonostante questo grosso cambiamento. Una delle cose, comunque, che mi ha sempre fatto piacere nel militare negli If I Die Today, è che nessuno è mai riuscito a definire il nostro genere.

SD: Concettualmente siete arrivati a parlare di Gesù come di Lucifero, mettendoli per certi versi a confronto. Non credete che fondamentalmente stiamo parlando comunque sia di due entità fin troppo osannate/chiaccherate? Come vi siete posti dinnanzi a questi due nomi?
IIDT: Sono visti da tutti come il giusto e il cattivo, quello morto per noi e quello ripudiato. Onestamente li vedo di più come l’uomo che soffre perché sacrificato dal padre e l’altro la pedina necessaria per avere qualcosa da odiare, un capro espiatorio. Se li intendi in questo modo rivaluti le posizioni di entrambi.

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SD: Quali sono state le maggiori difficoltà? Comporre la struttura sonora o scrivere testi che rappresentassero al meglio la band?
IIDT: Sicuramente comporre la struttura sonora, e soprattutto per questo album. Abbiamo passato dei momenti veramente pesanti che si sono rispecchiati direttamente sia nei testi che nella musica di ‘Cursed’. Abbiamo cambiato modo di comporre, abbiamo pensato attentamente alle atmosfere, alle situazioni che volevamo ricreare e questo ci ha portato via un bel po’ di ore in sala prove. I testi poi sono venuti da sé.

SD: Quanto ha influito l’ingresso in formazione di Morgan, ex Stigma, nel cambio stilistico?
IIDT: Morgan è un punto cardine della band, lo conosco personalmente da molti anni, dai tempi del liceo. Suonavamo già insieme in una band tipo Orchid ere fa. Il suo ingresso è stato quanto di più naturale. Amiamo la stessa musica e ascoltiamo le stesse cose. Il suo arrivo da un ambiente metal estremo ha sicuramente contribuito a scurirci ulteriormente.

SD: Come vorreste fosse visto e giudicato ‘Cursed’ da un ascoltatore?
IIDT: Sicuramente non vorrei fosse visto come un inno contro la religione, ma che la gente si fermasse a leggere attentamente tutti i testi, capire cosa c’è dietro e si facesse la propria idea su tutti gli argomenti trattati. Siamo disposti anche a discuterne al banchetto a ogni concerto se necessario.

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SD: Ascoltandolo ora vi trovate ancora perfettamente a vostro agio?
IIDT: Sicuramente. Siamo molto soddisfatti. Dopo anni siamo finalmente riusciti a realizzare qualcosa che ci rappresenta in tutto e per tutto.

SD: Dal punto di vista live come procedono le cose? Avete in cantiere un tour per i prossimi mesi?
IIDT: Noi siamo principalmente una band live. Abbiamo fatto qualche data per promuovere l’uscita di ‘Jesus’, il singolo. Abbiamo suonato con i Dead Kennedy’s a Pinarella, con i Dillinger Escape Plan a Milano, coi Negative Approach sempre a Milano dove abbiamo tenuto anche singoli shows, poi Torino e ovviamente a casa nostra a Mondovì. Abbiamo pianificato per fine novembre un mini tour di 4 date in Inghilterra, stiamo chiudendo altre date italiane e ci sono in ballo tour in Lettonia, Russia e Germania. Siamo carichi come delle molle.

SD: Altra curiosità è il vostro approdo in Sliptrick Records. Come si sono svolte le cose?
IIDT: Super facile, hanno ascoltato il disco, gli siamo piaciuti e ci siamo messi d’accordo. Mai stato così semplice. Siamo super contenti di questa collaborazione.

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SD: A voi la chiusura.
IIDT: Grazie a voi per lo spazio, il tempo, il supporto, e per questa intervista che mi ha dato la possibilità di chiarire alcuni aspetti di ‘Cursed’. Finalmente qualcuno che ci offre l’opportunità di spiegare ciò di cui parliamo nei nostri lavori. Grazie a tutti quelli che verranno ai prossimi live, a quelli che ci conoscono già e a quelli che ci conosceranno. Un abbraccio a tutti.

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(Txt by Eros Pasi x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

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