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Salad Days Magazine | March 3, 2021

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ILSA ‘PREYER’

ILSA ‘PREYER’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

ILSA
‘Preyer’-LP
(Relapse)
8/10


Gli Ilsa tornano sulla scena con il nuovo ‘Preyer’, un monilite che si nutre di blackened hardcore, death metal, punk primordiale e doom. I nostri concepiscono questo nuovo platter attorno alla figura di Sean Sellers, un serial killer giustiziato nel 1999 per aver compiuto tre omicidi: quello di un cassiere di Oklahoma City l’8 settembre 1985 e l’omicidio della madre e del patrigno avvenuto il 5 marzo 1986. La peculiarita’ del suo caso e’ stata quella di esser stato condannato alla pena di morte per fatti che erano avvenuti quando all’epoca aveva 17 anni, il che ne fa un caso unico all’interno del meccanismo giudiziario a stelle e strisce. Quello che ammanta ancora di piu’ di fascino questa storia, e’ che prima di compiere questi tre delitti, fece un patto con Satana in cui rinnegava Cristo per immolarsi al re delle tenebre, il tutto suggellato con un patto di sangue. Pratiche rituali che a cui dara’ il nome di Eliminazione. In seguito, a causa molto probabilmente di autosuggestione, senti’ che Cristo non lo aveva abbandonato, quindi cadendo in preghiera e dopo aver pianto per due ore, si addormento’ beato come non gli accadeva da oltre un anno e mezzo, risvegliandosi sapendo che era tutto a posto. Sara’ stato tutto a posto con il suo dio, non certo con la giustizia americana, che infatti lo arrostira’ per benino anni dopo. Il suo caso fece molto discutere, alla luce del fatto che volesse incarnare la persona piu’ pericolosa del mondo. Gli Ilsa ripercorrono la sua vita attraverso questo pungno di canzoni, che pero’ denunciano anche altro. Il cattolicesimo intriso di fascismo, depressione, malattia mentale. La stessa esecuzione di Sean Sellers per degli omicidi che il sistema giuridico americano e i media descrissero come avvenuti sotto l’impulso di possessione demoniaca, lasciano forti dubbi su come in realta’ il suo caso sia stato gestito. La sete di giustizia intrisa di conservatorismo e di fanatismo religioso che affligge molti gangli degli Stati Uniti, hanno portato alla morte di un soggetto che molto probabilmente era un povero minorato mentale incapace di intendere e volere. Gli Ilsa confezionano quindi un album magnifico sotto tutti i punti di vista, e si confermano un piccolo culto per quelli come me che li seguono da parecchio. Per il resto nulla da aggiungere, la religione e’ ancora una catastrofe per l’umanita’ intera e sara’ tra le fautrici delle sua fine…
(Marco Pasini)

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