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Salad Days Magazine | January 25, 2022

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Immortal Bird ‘Empress/Abscess’

Immortal Bird ‘Empress/Abscess’
Salad Days

Review Overview

6
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Rating

IMMORTAL BIRD
‘Empress/Abscess’–CD/LP/Tape
(Broken Limbs)
6/10


Contro il caldo opprimente cosa c’è di meglio rispetto ad un condizionatore d’aria, un album black metal? Una ventata ghiaccia dalla windy city Chicago, che col debutto degli Immortal Bird si conferma fucina di metallari. Si tratta in realtà di una band già edita nel 2013 con un EP di quattro pezzi, e che oggi esce col primo full, composto da ben cinque tracce… Un confine molto labile e di nessun interesse, proprio come il mercato discografico ad esso collegato. Di ‘Empress/Abscess’ verranno stampate trecento copie in vinile oltre a cento cassette (cento inutili ed hipsterissime cassette), il CD verrà invece autoprodotto, come segno di resa di fronte ad un mercato ristretto ai collezionisti dei generi di nicchia. Gli Immortal Bird sono un quartetto capitanato dalla frontwoman Rae Amitay, che al microfono se la cava alla grande, surfando incazzata sulla musica black/death/grind degli altri tre. La prima parte dell’album mette insieme tutti gli stili dai quali la band attinge, in ‘Neoplastic’ troviamo anche un featuring di John Hoffman dei Weekend Nachos. Emerge positivamente un’attitudine punk a scapito di derive prog, totalmente assenti; col proseguo dell’album viene alla luce anche la predilezione per certe ritmiche sludge. Gli spunti quindi non mancano, come anche qualche caduta di stile, vedi passaggi clean assolutamente evitabili, per una mezz’ora di buona musica che però non riesce a coinvolgere pienamente. Il suono della batteria non è all’altezza della produzione, per il resto buona, e nella seconda parte del disco i ritmi piuttosto bassi alla lunga penalizzano, considerati i riffage black e death che appiattiscono un po’ l’ambiente. L’album si chiude con l’immancabile pezzo “fiume” di dieci minuti in cui si esalta anche una parte ambient. C’è un po’ di tutto in ‘Empress/Abscess’, forse manca quella furia cieca e distruttrice che fa saltare sulla sedia, caratteristica indispensabile per la musica estrema.
(Francesco Banci)

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