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Salad Days Magazine | October 1, 2020

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Indirections ‘Clockworks’

Indirections ‘Clockworks’
Salad Days

Review Overview

4
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Rating

INDIRECTIONS
‘Clockworks’-CD
(InVogue Records)
4/10

Non so come dirvelo, ma ci risiamo. Con questo nome da boyband, gli americani InDirections escono con ‘Clockworks’ autodefinendosi impropriamente un gruppo posthardcore; le cose invece stanno diversamente, si tratta infatti della solita band metalcore per ragazzini. Chitarroni droppati e rimbalzanti, break down, ritmiche pompate, brutalità in maschera, ritornelli melodici ultra pacchiani, inserti elettronici qua e là… Insomma, sempre la solita storia, una storia senza sostanza, senza alcuna valenza artistica. Ci sono band che hanno sfondato con questo approccio che strizza l’occhio ai più giovani, ma ripetere lo stesso schema già di per sé effimero ancora e ancora, rende irriconoscibili e insopportabili questi gruppi senza una vera personalità. Le dieci tracce del disco sono identiche l’un l’altra, seguono sempre lo stesso andamento classico ad eccezione dell’ ultima canzone, l’immancabile ballad di chiusura, che non fa altro che irritare ancor più chi ascolta. Un pacco confezionato ad hoc per il commercio, per chi vive la musica con superficialità, destinato forse ad una piccola ascesa e sicuramente ad un grande tonfo. ‘Clockworks’ è un album assolutamente inutile e trascurabile.
(Francesco Banci)

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