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Salad Days Magazine | April 19, 2021

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J.S.P. ‘LOTTO CON ME STESSO’

J.S.P. ‘LOTTO CON ME STESSO’
Salad Days

Review Overview

8
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8

Rating

J.S.P.
‘Lotto Con Me Stesso’-LP
(Aldebaran)
8/10


‘Lotto Con Me Stesso’ è un buon esempio di come sia veramente difficile, per me, separare il personale dal professionale (anche perché io faccio l’ingegnere, thanks god), ‘Lotto Con Me Stesso’ è un buon esempio di come dovrebbero essere passione, curiosità e ricerca la base di una recensione… non i soliti messaggi dell’ufficio stampa di turno (per favore prendere il tutto come una critica costruttiva, ok?). Sono arrivato ai J.S.P. da solo, grazie alla mia scimmia per i Casino Royale. Ordino l’ultimo ‘Quarantine Scenario’ direttamente sullo store di Aldebaran: come sa chi è malato di vinili, cerco di riempire il carrello, più o meno alla cieca, per spalmare le spese di spedizione. Le parole chiave che mi convincono a puntare su J.S.P.? Prima di tutto: Roma. Essendo io milanese, per me vale quello che dice un mio compagno del liceo, ora giornalista sportivo: un giocatore, anche forte, quando viene a Milano è rovinato. Troppe distrazioni: piazza dove conta più apparire che essere: F-I-N-I-T-O. Le ultime cose del Colle Der Fomento sono lì, a disposizione per tutti quelli che non credono nella superiorità della capitale, per lo meno in questo campo. Secondo: “sostituire la classica produzione rap con una band vera e propria”. Sfida ambiziosa, ma stimolante, visto che sono uno di quelli che non ne può più della lobby dei beatmakers. Partita super vinta dai ragazzi, e come potete leggere nella “relevant” intervista, ora li aspettiamo alla prova live. Terzo: “vinile marmorizzato bianco/giallo”. Lo so. Non c’entra niente con la musica. Ma neanche i messaggi degli uffici stampa di cui sopra ci azzeccano: se mi arriva un’altra mail dove si parla di ospitate di J-Ax, giuro che spacco tutto, spacco tutto! I fondamentali, quindi, ci sono: e il territorio è quello “giusto”: jazz/rap. Cosa mi ha colpito dei J.S.P.? Non si sono fermati al semplice loop a la Gilles Peterson, a la US3: non è un disco facile, per niente, ed è un complimento. Mi impressiona il rapping di SillaMandria, che (a parte i contenuti, ben sopra alla media stradaiola che va da mo’) in certi momenti deve accompagnare con le sue rime dei tempi dispari da rimanere… WOW! Per non impaurire i più conservativi (i più giovani?): non mancano i singoloni, i brani radio friendly tipo ‘Le Cose Che Non Dici’ (con Folcast e Tahnee Rodriguez a spostare, il giusto,
“l’indice commerciabilità” di ‘Lotto Con Me Stesso’). E non manca la old skool, non manca lo scratching di gente come Deva o Myke ad abbellire il tutto, per non parlare, per i vinilomani, del bonus/remix di Ice One. Per niente forzato, molto naturale, come un trick di Mullen. Effetto finale? Rimango “circa” come quando ho visto La Batteria suonare con Kaos. E non è poco.
P.S.
Casino Royale ‘Quarantine Scenario’ e Casino Royale ‘CRX Live At Vox Club’ ambedue (giustamente) sold out. Non so quindi se li recensirò.
(franz1972)

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