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Salad Days Magazine | April 10, 2020

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Jacuzzi Boys ‘Jacuzzi Boys’

Jacuzzi Boys ‘Jacuzzi Boys’
Salad Days

Review Overview

5.5
5.5
5.5

Rating

JACUZZI BOYS
‘Jacuzzi Boys’-CD
(Hardly Art/Sub Pop/Audioglobe)
5.5/10


I tre ragazzi dell’idromassaggio tornano con un album a loro stessi intitolato, per mettersi a nudo dopo il succeso di ‘Glazin” nel 2011. Gli Jacuzzi Boys arrivano sulla loro Miami Beach come una tempesta di sabbia di garage rock, che ci fa viaggiare indietro nel tempo, dove tutto è color seppia. La loro musica sembra voler ignorare tutto ciò che è reale e si concentra su romantiche storie in riva al mare, come nella prima traccia ‘Be My Prism’, dal sapore surf rock. La produzione appare subito ottima, la cura dei suoni si fa notare, le chitarre fuzz e qualche inserto synth mettono gli accenti durante tutto l’album, ma senza raggiungere picchi o coinvolgere abbastanza. ‘Dust’ si presenta nella sua confezione pop come il singolo designato, ma è lento e le melodie non incidono. I brani più convincenti sono quelli in cui il lo-fi prende il sopravvento (‘Rubble’ e ‘Hotline’), risultando più ritmate e vivaci. Le influenze psych blues ed electric blues completano il quadro di questo album, della sua ricerca del vintage a tutti i costi, risultando un esercizio artificioso di stile e di puro intrattenimento, da sentire, più che da ascoltare. Il falsetto di Gabriel Alcala stanca in breve tempo, l’aggressività del garage rock non decolla mai, la ricerca della semplicità vira verso il suo significato negativo. La pulizia delle atmosfere sembra strizzare l’occhio ad un pubblico più ampio di quello dei cultori del lo-fi, ma così facendo osserviamo gli Jacuzzi Boys galleggiare in una terra di nessuno. Questo album omonimo è un giocattolo che potrà servire a qualche baffuto hipster per “snobbare la realtà con fine ironia” mostrandolo entusiasta agli amici, i quali probabilmente la prossima volta non lo chiameranno per andare finalmente a divertirsi come si deve.

(Francesco Banci)

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